LE OMBRE DEL PENTAGONO

Nel 2006 un’indagine delle autorità doganali statunitensi, effettuata dalla Immigration and Customs Enforcement (ICE), portò alla luce l’attività (Project Flicker) di 264 dipendenti del Dipartimento della Difesa (DOD) colpevoli di aver usato carte di credito o PayPal per acquistare immagini di materiale pornografico ritraente minori  insieme ad altri cinquemila americani coinvolti nella stessa indagine. Trasmesso l’elenco al Pentagono, solo una decina di casi sono stati investigati e oggi si scopre che i vertici militari hanno da tempo sospeso le indagini affermando che per tali casi di pedopornografia non ci può far niente, perché ci sono indagini più importanti e non ci sono le risorse sufficienti per indagare sui reati dei dipendenti.

Gli investigatori hanno ottenuto l’accesso a nomi e informazioni sulle carte di credito di più di 5.000 americani che avevano sottoscritto siti web che offrivano immagini pedopornografiche. Molti di questi individui utilizzavano indirizzi e-mail o indirizzi personali di militari dell’Esercito con i relativi codici di avviamento postale per acquistare le sottoscrizioni. In un’altra indagine del Pentagono, il Defense Criminal Investigative Service (DCIS) ha effettuato controlli incrociati con il database militare fornito dall’Immigration and Customs Enforcement per elaborare un elenco completo e dettagliato dei dipendenti della Difesa colpevoli dell’acquisto di materiale pedopornografico. I nomi contenuti facevano riferimento allo Staff del segretario alla Difesa, contractors della segretissima National Security Agency, e la Defence Advanced Research Projects Agency. Ma il Defense Criminal Investigative Service ha avviato indagini solo per il 20 per cento degli individui identificati, ed è riuscito a perseguirne solo una manciata.

In questi quattro anni nessuno ha chiesto l’intervento dell’FBI o della giustizia civile, che avrebbero potuto perseguire i pedofili del ministero della difesa americano, liberandosi di quelli che hanno acquistato materiale pedopornografico usando i computer del ministero o fornendo i loro indirizzi all’interno di basi militari. Invece nulla, l’indagine è chiusa, solo una decina di dipendenti (su 264) sono stati in qualche maniera accusati del reato, nessuna delle altre sembra che subirà mai alcuna conseguenza.

Una relazione chiamata “Project Flicker” (clicca qui), ottenuta attraverso il Freedom of Information Act, mostra che gli investigatori del Defense Criminal Investigative Service hanno individuato 264 dipendenti del Pentagono, inclusi contractors della Difesa, che avevano acquistato meteriale di pornografia infantile online. In tutto erano 76 le persone che avevano il nulla osta di segretezza e, sorprendentemente, 9 di loro erano “Top Secret Sensitive”, nel senso che hanno avuto accesso ai segreti più sensibili della nazione. Ma il Defense Criminal Investigative Service ha indagato solo 52 dei sospettati, e solo 10 sono stati accusati di visualizzazione o di acquisto di pornografia infantile.

Tra i colpiti, Douglass Gary Grant, un capitano della US Army Riserve che ha patteggiato la pena, un Procuratore militare e un contractor NSA che è scappato all’estero, forse in Libia. Le indagini hanno riguardato solo i due terzi della settantina di nomi che avevano il nulla osta per l’accesso a materiali riservati e segreti. La stragrande maggioranza degli indagati, tra cui un tenente colonnello in servizio attivo nell’Esercito e un funzionario presso l’ufficio del segretario alla Difesa, non sono mai stati perseguiti. Anche i Giudici militari non hanno mai emesso mandati di perquisizione per i rimanenti 212 dipendenti del Pentagono, sulla base delle prove acquisite dal Defense Criminal Investigative Service. Evidente è stato il totale disinteresse per le accuse legate alla pedopornografia, giustificate dal Pentagono con la mancanza di fondi per proseguire le indagini. Una fonte vicina alle indagini, che ha chiesto l’anonimato, ha confermato che le risorse dipartimentali e le diverse priorità sono stati fattori decisivi nel far sospendere le indagini, tanto che non si è nemmeno ritenuto opportuno informare i vertici militari dei 264 dipendenti coinvolti in questo imbarazzante e vergognoso caso di pornografia infantile.

L’abuso sessuale su minori e la pedopornografia online sono aberrazioni criminali di nausea e ribrezzo, nelle loro forme più estreme. L’aspetto più volgare e vergognoso degli scandali che più disgusta è il modo in cui questi viscidi predatori di minori vengono difesi. Chiunque continua a coprire chi si macchia del peggior reato si possa commettere, l’abuso dell’infanzia, è loro complice e va perseguito severamente.

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