PIU’ IMMIGRAZIONE MENO DIRITTI PER TUTTI

I fautori dell’Europa multietnica cominciano a mostrare la corda. Finora i risultati non sono certo incoraggianti, anzi. Da Londra a Berlino, da Amsterdam a Parigi, da Madrid a Roma la situazione appare sempre più drammatica. Non si può certo parlare di integrazione, di rispetto dei diritti né tantomeno di legalità. L’area di sfruttamento di braccia e menti sta divenendo ogni giorno di più una costante di quest’Europa liberista e globalizzata. Proprio col pretesto del mercato unico si stanno uccidendo tutti i diritti, in primis nel lavoro, acquisiti nel secolo scorso. Le parole di Marchionne sul venir meno dei diritti in virtù della sfida globalizzata, in merito alla vicenda del licenziamento dei tre lavoratori della Fiat, debbono far riflettere tutti sul dove si sta andando. E se non bastasse occorre ricordarsi anche delle parole del ministro dell’Economia Tremonti che confermano questa tendenza. Sarebbe ora che qualcuno, soprattutto nel centrosinistra ma anche nell’altra sponda di centrodestra, cominciasse ad aprire gli occhi di fronte alla realtà delle cose.

Il mondo globalizzato che si sta dipingendo non è fatto di bei colori ma di brutti presagi futuri: povertà sempre più diffusa, rinuncia ai diritti acquisiti in tanti anni di lotta dei lavoratori e rivolte di nuove banlieue. Ma l’area dei sordi e ciechi si allarga sempre più. Si pensa, soprattutto nella sinistra radicale, nel Pd, nel’Idv, nei finiani, nei palazzi d’oltretevere, nell’Udc e in parte nel Pdl che la società multietnica possa risolvere i problemi legati alla diversità fra le varie etnie, con il superamento del razzismo e della xenofobia. Siccome a noi questa logica dell’etichettatura etnica non interessa proprio, anche perché non la condividiamo, possiamo dire a testa alta che il vero problema è quello dello sfruttamento, ormai a livello di vera e propria schiavizzazione, di tutti, senza distinzione di razza e di religione. Ma tutti i fautori delle porte aperte ai migranti continuano a buttarla sul razzismo, facendo finta di non vedere quello che sta succedendo.

Ormai in tutta Europa stanno sorgendo sempre più ghetti per soli stranieri e le rivolte sono sempre sul punto di esplodere. Più immigrati equivale a più ricchezza per gli imprenditori schiavisti e più miseria per tutti, compresi i lavoratori italiani, costretti sotto la mannaia della flessibilità e della precarietà a rinunciare ai propri diritti e a salari più dignitosi. Quindi s’è creato questo grande bacino multicolor di schiavi, anche grazie alla complicità dei tanti idioti che la buttano sul razzismo.

Che bella la società multietnica, fatta di maiali imprenditori che si arricchiscono ma i vari Bertinotti, Diliberto, Ferrero, Fini, Casini, Veltroni e la Cei continuano a buttarla sul solito refrain del razzismo, come paravento per tutte le occasioni. Ma veniamo alle dichiarazioni del capo dello Stato che contro la crisi in atto non solo in Europa ma in tutto il mondo predica una maggiore integrazione. “L’Ue non è una fortezza ma vogliamo che sia un luogo sicuro e un luogo di incontro”, questo l’appello di Napolitano. Dal Colle arriva l’invito a trovare una soluzione comune in sede europea per ovviare ai tanti problemi legati all’immigrazione. A far scoppiare la bomba sono state soprattutto le prese di posizione di Sarkò sul tema dei rom illegali e sul ritiro della cittadinanza a chi si macchia di gravi reati. Posizione che non si può non condividere visto il degrado crescente sotto gli occhi di tutta Europa.

Campi rom abusivi che crescono come un formicaio portando con sé la dote dell’illegalità, con furti, usura, racket dell’elemosina e traffico di droga. I quartieri del degrado non hanno ormai più confini: con una massa di gente pronta a vendere il proprio corpo e a farsi sfruttare. Basti pensare alla rivolta di Rosarno, alla situazione di degrado nella provincia di Caserta, alla situazione esplosiva in via Padova a Milano e così in tante altre realtà italiane ed europee. Crescono ghetti etnici e soprattutto campi rom abusivi a ritmo frenetico e incontrollabile, nonostante gli impegni delle amministrazioni comunali a smantellarli. Il ministro dell’Interno Maroni chiede, giustamente, un maggiore impegno dell’Ue a rivedere le norme troppo blande, almeno per quanto riguarda la permanenza di cittadini comunitari e non a rimanere nel territorio privi di un lavoro e di una casa. Si tratta di una posizione equa, a meno che non si vuole far crescere favelas dappertutto. 

A proposito del trattato italo-libico sui respingimenti che tanto clamore ha suscitato vogliamo ricordare ai tanti idioti in circolazione che sono stati proprio Prodi e D’Alema a sponsorizzarlo e a sottoscriverlo. Poi Maroni e Berlusconi l’hanno portato a termine. Il ministro leghista sta indubbiamente facendo bene, sotto tutti i punti di vista, anche nella lotta alle mafie. L’equazione più polizia meno criminalità, tanto per ricordarlo agli idioti bipartisan, non porta da nessuna parte senza l’azione decisa del capo del Viminale. Per debellare la criminalità ci vogliono corpi scelti e non tante divise inutili, come d’altronde sta avvenendo sotto la gestione di Maroni.

Ma torniamo all’appello di Napolitano. “L’ingresso di nuovi Stati membri nell’Ue -questa la precisazione del Colle- ha posto problemi di libera circolazione delle minoranze all’interno dell’Unione e della lotta contro i traffici criminali”. Assieme alla rappresentante della Finlandia, la Halonen il capo dello Stato ha acceso i fari sul rispetto dei diritti umani.

Ma siamo alla solita solfa: questo non può essere il trucco per scardinare il diritto degli Stati a governare come meglio credono certi temi difficili come quello dell’immigrazione. L’equazione più integrazione più sviluppo non è affatto corrispondente alla realtà. Si tratta semmai di più sfruttamento più povertà. Teniamo sempre a mente l’equazione Marchionne: più globalizzazione meno diritti. Lo riusciranno a capire i tanti idioti delle porte aperte?

Ue multietnica, più immigrazione meno diritti per tutti
da Michele Mendolicchio, RINASCITA

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