IL FASCISTA RIFORMATO 2

«Il sottotitolo della giornata di oggi è molto rumore per nulla. Credo che Bossi e Berlusconi non saliranno al Colle perchè se lo facessero dimostrerebbero di essere degli analfabeti costituzionali». Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, esibendo da opportunistica “faccetta di tola” qual’è, un vademecum Costituzionale del Terzo Millennio, nell’intervista di Enrico Mentana su La7. La prima intervista dopo mesi di silenzio e dopo il discorso di Mirabello. Era diventato fascista nel ’68 perché al Manzoni di Bologna gli avevano impedito di vedere Berretti Verdi, dove «John Wayne parte per il Vietnam a combattere eroicamente i musi gialli comunisti», diceva il futuro “Special One” di via della Scrofa. E poi venne Fiuggi. La sua linea politica è la svolta-continua. Memorabile, il 26 dicembre 2006, alla celebrazione per il 60° anniversario della nascita del Movimento Sociale Italiano, c’era tutto lo stato maggiore di Arroganza Nazionale, mancava solo lui che era stato l’ultimo segretario.

Tre i concetti base dell’intervista: «Io non mi dimetto da presidente della Camera», «Andare alle elezioni anticipate è da irresponsabili», «Se Berlusconi e Bossi salgono al Colle, lo fanno per parlare della situazione politica e non per chiedere al presidente della Repubblica la testa del presidente della Camera, che, pur volendogliela concedere, non avrebbe nemmeno lui il potere di tagliarla».

Gianfranco Fini approda nel nuovo studio di La7 e, complice Enrico Mentana, finisce quello che a Mirabello ha iniziato, ovvero la rottura apparentemente insanabile con Silvio Berlusconi. Come ogni segretario-despota che si rispetti, Fini non ha mai amato le correnti quando le correnti, nei partiti del vecchio sistema proporzionale, erano la regola. Arroganza Nazionale inclusa. Ora si ritrova a capeggiare una corrente in un partito (entità PDL) che è, come nelle tragedie classiche, il corifeo del maggioritario, un sistema dove le correnti non hanno nessuna ragione sociale, o politica da esibire. In anticipo ieri, in ritardo oggi, la catarsi sembra compiuta: «Per essere determinanti in politica si deve saper essere anche figli di puttana». Parole sue.

I video dell’intervista a La7:

VIDEO 1

VIDEO 2

VIDEO 3

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