RIDOTTA FINIOTA E QUINTA COLONNA SIONISTA

Nel suo intervento nell’Aula del Senato, Giuseppe Ciarrapico attacca duramente il presidente della Camera Gianfranco Fini e i deputati che lo hanno seguito: «Ieri, Ella nobilmente ha ignorato che c’erano 35 rinnegati alla Camera dei Deputati. Quando ho sentito parlare Bocchino, ho pensato che nella tomba si sarebbe rivoltato il mio amico Pinuccio Tatarella. E non poteva essere altrimenti.  Ella, signor presedente, pensava che fosse casuale il rinnegamento. No, era necessario. Gli avevano impartito un ordine, non farci raggiungere i 316 voti fatidici.  Quindi non era rinnegati casuali, erano rinnegati mandati. Erano rinnegati che avevano un compito da svolgere. Signor presidente, 35 parlamentari che non sarebbero mai stati eletti, se non li avesse fatti eleggere lei. Torneranno nell’ombra, come nell’ombra tornerà quella terza carica dello Stato che  Ella, molto generosamente, gli aveva affidato. Fonderà un partito, speriamo che abbia già ordinato le Kippah, con le quali si presenteranno. Perchè di questo si tratta: Chi ha tradito una volta tradisce sempre. L’on. Fini può darsi pure che svolga una missione, è una missione tutta sua personale, se la tenga. Quando andremo a votare, perchè andremo a votare, vedremo quanti voti prenderà il transfuga Fini. Grazie». Continua a leggere

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FREEDOM FLOTILLA: L’ONU CONDANNA ISRAELE

 

Il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato la risoluzione A/HRC/15/21 (scaricabile in basso) che condanna le forze israeliane per aver violato le leggi internazionali nel blitz condotto contro le navi del convoglio umanitario Freedom Flotilla, 65 chilometri al largo delle coste di Gaza, dove erano dirette a portare aiuti umanitari per la popolazione palestinese assediata. Durante il raid piratesco del 31 maggio scorso, nove attivisti turchi della Mavi Marmara vennero trucidati dai miltari israeliani, uccisioni che gli esperti ONU hanno paragonato a “esecuzioni sommarie”. La risoluzione, presentata a nome dell’Organizzazione della Conferenza islamica, è stata approvata con 30 voti a favore (Angola, Argentina, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Burkina Faso, Cile, Cina, Cuba, Djibouti, Ecuador, Gabon, Guatemala, Giordania, Kyrgyzstan, Libia, Malaysia, Maldive, Mauritania, Mauritius, Messico, Nigeria, Pakistan, Qatar, Russia, Arabia Saudita, Senegal, Thailandia, Uganda, Uruguay); 1 voto contrario (Stati Uniti); 15 astenuti (Belgio, Camerun, Francia, Ungheria, Giappone, Norvegia, Polonia, Repubblica di Corea, Repubblica di Moldavia, Slovacchia, Spagna, Svizzera, Ucraina, Regno Unito, Zambia). E la serva Italia del ministro (inutile) e pappagallo di Gerusalemme, Franco Frattini…indovinate un pò!

Human Rights Council, Fifteenth session
Resolution A/HRC/15/21
«Report of the international fact-finding mission
to investigate violations of international law,
including international humanitarian and human rights law,
resulting from the Israeli attacks on the flotilla of ships carrying humanitarian assistance
»

IL NEOLIBERISMO STA DISTRUGGENDO L’EUROPA

L’austerity e la repressione non basteranno a tirar fuori dall’abisso del debito l’Europa, abbiamo bisogno di lotta sociale contro la politica del libero mercato. La crisi europea del debito sovrano, che è stato causato dal debito pubblico degli Stati membri, ma è aumentata a causa delle azioni intraprese per salvare le banche dopo la crisi del 2008, dimostra almeno tre cose. La prima è che non esiste valuta senza uno stato. La seconda è che il capitalismo non può essere gestito dal solo mercato. E terzo, che le misure di austerity non faranno uscire l’Europa dalla crisi, ma in realtà continueranno a peggiorare la situazione – fino a quando l’euro non crollerà. Tuttavia, il punto più importante per uscire dalla crisi è che reinventare politicamente l’Europa non dipenderà esclusivamente dalla lotta sociale contro la politica neoliberale. Neoliberismo, l’assurda idea di governo economico basato esclusivamente sul mercato e la sua capacità di autoregolarsi, è alla base della grande illusione di un’Europa senza  leadership e unita dall’euro, che ha controllato le differenze interne economiche e sociali secondo la logica dei mercati finanziari. Eppure, il neoliberalismo è ancora l’unica lingua usata dai politici europei per affrontare la crisi e affrontare i conflitti sociali che rischiano di esplodere nei prossimi mesi. Non esiste un governo europeo, esiste solo la gestione di misure di austerità e di repressione. Continua a leggere

CHE TEMPO CHE FARA’

L’Aula della Camera dei Nominati (presenti 620, votanti 617) ha confermato la trentasettesima fiducia al governo del pifferaiomagico Silvio Berlusconi con 342 SI contro i 275 NO e 3 astenuti.

Nel suo intervento, il pregiudicato illusionista Silvio Berlusconi è stato interrotto per tre volte dalle contestazioni dell’opposizione. Eppure un bel momento, con la scritta sotto – ricordatevi di me – partiva un rutto potente e virile che ruppe la noia: «Nei prossimi 3 anni, saranno investine nel Mezzogiorno risorse per circa 21 miliardi di euro pari al 40% degli investimenti complessivi in tutta Italia, raggiungendo nel 2013 alcuni risultati importanti. Ne cito qualcuno: il completamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria…».

Il Ponte lo farà a Pasqua, in tre giorni, con escort e veline…  Continua a leggere

UE, BASTARDI SENZA GLORIA

Lettere al blog. Giriamo ai lettori del blog la mail di Chiara da Firenze, che scrive: «Più conosco gli uomini, più amo le bestie. L’Europa che vieta i cibi Ogm e gli animali clonati è la stessa Europa che lascia clonare gli embrioni umani o permette che se ne facciano chimere con animali, o addirittura con piante. Quando si voleva dimostrare quanto fossero inutili le attività dell’Unione Europea, se ne ebbe una palese dimostrazione all’indomani dell’1 luglio 2009, giorno in cui divenne operativo il regolamento (CE) N.1221/2008 (scaricabile in basso), riguardante le norme di commercializzazione degli ortofrutticoli. Considerando alcuni fatti recenti: come gli allarmi mediatici per l’uso indiscriminato di antidepressivi e ansiolitici destinati ai cani, per i quali si chiedeva invece un approccio meno chimico e più “psicologico”; oppure la richiesta della Commissione svizzera di etica che teorizzava uno status morale per le piante; o ancora la mobilitazione politica in Spagna per una legge mirata a riconoscere i diritti civili ai macachi (mentre quelli degli uomini rimangono trascurati). Non deve quindi sorprendere che l’Unione europea usi sempre più attenzione per gli animali e sempre meno per l’uomo». Continua a leggere

WELCOME TO KANDAHAR

Digiamolo subito. Conclusa la farsa elettorale delle narcoelezioni afghane per il rinnovo della Camera bassa del parlamento di Kabul, sponsorizzata dalle potenze imperialiste occupanti per riaccreditare il fantoccio Karzai e il suo governo corrotto, le forze d’occupazione della Nato gentilmente affiancate e precedute dagli ascari afghani, da qualche giorno hanno avviato la più grande offensiva militare (30.000 soldati) nel quadro dell’operazione Dragon Strike, seconda fase della “missione umanitaria di pace” lanciata in primavera. Obiettivo: conquistare in due mesi la città di Kandahar, ritenuta cruciale per il buon esito della strategia americana, in vista del graduale ritiro delle truppe che dovrebbe mettere fine a 9 anni di conflitto. Già annunciata e rimandata per mesi, nella regione meridionale di Kandahar l’aviazione dello zio Sam non ha perso tempo iniziando a massacrare vittime civili, tra cui numerose donne e bambini. Diversi soldati americani sono già stati uccisi, alcuni colpiti dal fuoco nemico, altri saltati in aria sulle trappole esplosive. Ma è solo l’inizio. Negli ultimi mesi e dopo 9 anni di guerra, le violenze hanno subito ancora un’impennata. L’Italietta colonia, nell’alleanza imperialista atlantica, serve il padrone amerikano in questa guerra da oltre 6 e piange i suoi 30 morti. Chissà se il collezionista di soldatini Ignazio Benito Maria Larussa è stato avvisato dai padroni di Washington che ora siamo, al di la del fatto etico, in guerra! Lo eravamo anche prima, e già dal primo giorno che abbiamo messo piede in Afghanistan, sperando da umili servitori di partecipare (come è nostra abitudine fare) alla spartizione finale del banchetto di guerra. L’Italia è in guerra. Per conto d’altri ma è in guerra. Dopo oltre 6 anni di guerra presentata come “missione umanitaria di pace”, il vero volto dell’occupazione militare dell’Afghanistan sta lentamente emergendo dietro la maschera della propaganda. Non resta quindi che rassegnarsi all’idea di contare i morti e non c’è da stupirsi che i ribelli afghani considerino i soldati italiani, americani o invasori un bersaglio della loro resistenza. Un target, come amano definirli analisti e commentatori vari. Una missione di pace che continuerà…

IL CAPITALISMO ETICO DI NANI E BALLERINE

L’equazione tra etica ed economia si potrebbe così enunciare: più è ricco il sistema dei valori morali di un paese più è ricca la sua economia. In una concezione più evoluta del capitalismo, al motore dell’economia fondato sull’egoismo e sul perseguimento del tornaconto personale, si è aggiunta la dimensione etica. «L’Italia ha attraversato la crisi economica meglio di molti altri Paesi, anche se non ha ancora risolto i suoi problemi strutturali». Lo ha dichiarato il ministro che da vicino sembra lontano, Renato Brunetta, giovedì scorso a Genova parlando con i giornalisti al convegno di Confindustria “Occupazione e competitività”. «Le banche – ha spiegato il ministro tascabile Brunetta – hanno fatto la loro parte, non sono state particolarmente stressate, il governo ha fatto la sua parte nel dare le garanzie ai risparmiatori, il risultato è stato che non abbiamo avuto nessuna crisi bancaria. Il sistema degli ammortizzatori sociali ha funzionato molto bene per i lavoratori e per le imprese. L’Italia non è mai stata sotto attacco, è rimasta fuori dalle criticità». E’ chiaro? I risultati sono stati all’altezza di ciò che era già stato previsto. Mentre l’Europa ci “invidia” per il nostro debito pubblico nazionale, per il più alto tasso di disoccupazione mai registrato nella storia di questa sciagurata Repvbblica, per gli infortuni e i morti dimenticati sul luogo di lavoro, per le buste paga e le liquidazioni di quadri e dirigenti aziendali, per i miseri salari da fame degli operai, l’atteggiamento ottimista del ministro Brunetta rimette in moto la macchina della propaganda, drogata dalle chiacchiere del salotto buono che però continua a fare la sua parte. Continua a leggere

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