WE NEED YOU TO LEGALIZE WAR

L’emittente televisiva statunitense G4 ha annunciato la programmazione di un format di 10 episodi da un’ora ciascuno, ispirato alla versione del film The Hurt Locker di Kathryn Bigelow e scritto dal giornalista Mark Boal (vincitore nel 2010 di ben 6 premi Oscar), in cui mostrerà il percorso di addestramento di un soldato, dai corsi di formazione negli USA alla bonifica e smaltimento di ordigni esplosivi in tempo di guerra, cui sono chiamati a svolgere gli artificieri della United States Navy impegnati, da oltre 9 anni, nella guerra in Afghanistanin. Lo Zio Sam – ovvero The uncle Sam –  l’oscuro personaggio della personificazione nazionale degli Stati Uniti d’America, spesso richiamato nello sfruttamento dell’immagine a fini commerciali “made in Usa“, ha conquistato un altro spazio nel palinsesto televisivo degli stravaganti reality show statunitensi: «Bomb Patrol: Afghanistan».

Il progetto, secondo il presidente di G4 Neal Tiles, è:

«Una rara opportunità di mostrare il duro lavoro di questi coraggiosi uomini inviati sul fronte e condividere con gli spettatori tutti i drammi, i lavori di squadra, i pericoli e le soddisfazioni che derivano dalle missioni. Non c’è modo migliore per comprendere l’incredibile quantità di pressioni e decisioni da prendere in una frazione di secondo che questi individui devono affrontare anche nelle peggiori condizioni fisiche possibili».

L’annuncio della programmazione del nuovo format dell’emittente televisiva statunitense via cavo G4 Tv, una controllata di Comcast, sarà uno spettacolo di high-stakes, realtà in stile documentario, che seguirà da vicino le azioni degli artificieri della Marina Militare statunitense impegnati nell’opera di bonifica del territorio afghano. I produttori del reality show hanno ottenuto un accordo speciale con la US Navy a seguire direttamente lo smaltimento degli ordigni esplosivi dell’unità in servizio, la Navy Explosive Ordnance Disposal (EOD) incaricata.

The Hurt Locker, «Il miglior film dell’anno» ha commentato Neal Tiles che ha inoltre presentato quella che potrebbe rivelarsi la bomba mediatica della prossima stagione televisiva negli Stati Uniti: «Questa è una rara opportunità di mostrare il lavoro di uomini e donne coraggiosi in prima linea e condividere con i nostri telespettatori tutto il dramma della vita reale, il lavoro di squadra, il pericolo e il trionfo che va di pari passo con questo lavoro specializzato. Gli spettatori di G4 vedranno questi eroi che mettono la loro vita a rischio ogni volta che affrontano quello che, per loro, è solo un altro giorno in ufficio».

L’accordo, che prevede una serie di 10 puntate da un’ora ciascuna e che andranno in onda dalla prossima primavera, sarà prodotto dalla società di servizi e intrattenimento “Big Fish Entertainment, LLC” di New York. Telecamere mobili seguiranno da vicino i soldati della Marina nell’eliminazione degli ordigni esplosivi e nell’opera di bonifica del territorio afghano. Mentre l’opportunità nella realizzazione dello show per la Marina statunitense, è quello di dimostrare al pubblico le sue capacità ed il coraggio dei propri marinai, l’altro obiettivo – espressamente dichiarato dai produttori del format – è un forte ritorno economico dall’operazione. Ma l’idea sembrerebbe esser destinata al peggiore dei business possibili: lucrare sulla guerra e sui drammi personali di chi la combatte.

Infatti, mentre per la pattuglia EOD, l’operazione di un giorno potrebbe tradursi in successo disarmando una bomba ad alto potenziale lungo la strada, un altro potrebbe porre gli stessi a contatto diretto con una quantità di esplosivo potenzialmente mortale. Con le relative conseguenze che, oltre ai militari, interesserebbero gli operatori tv.

Già nel 2003, proprio quando gli Stati Uniti si stavano preparando ad esportare la democrazia a cannonate, occupando militarmente l’Iraq, con la colossale balla delle presunte e mai trovate armi di distruzione di massa irachene, l’emittente televisiva ABC aveva annunciato di avere in programma una serie televisiva dal titolo «Profili dal fronte» del produttore Jerry Bruckheimer e coordinata con la guida del Pentagono dai criminali di guerra George W. Bush, Donald Rumsfeld e Dick Cheney, per documentare la vita dei soldati in servizio in Iraq.

[Video YouTube da blognews24]

Tutte le immagini che seguono, sono gentilmente offerte dai giganti liberatori-occupanti a stelle e strisce ancora residenti in Iraq (per il petrolio?), erettisi a campioni della causa democratica secondo criteri di opportunismo selettivo ed atti ad assicurare all’intero pianeta un democratico ordine internazionale. E naturalmente – ogni riferimento è puramente casuale – dalla partecipazione straordinaria dei media, sempre pronti a divulgare libera informazione, fosse solo per l’ubriacatura da successo che i business dei reality show possono garantire nel lucrare sulle tragedie delle guerre, dall’orrore, la sofferenza e, in termini di costi umani, dai massacri indiscriminati che si commettono ogni giorno.

«In Iraq ci vedono come liberatori, non come occupanti. Le televisioni di tutto il mondo hanno mostrato le immagini degli iracheni che ringraziavano i soldati americani. Gli Stati Uniti avvertono l’obbligo di garantire la sicurezza in Iraq. I giornalisti dovrebbe piuttosto sottolineare il fatto che l’Iraq è stato liberato. Si fa vedere un’immagine cento volte e sembra che sia successo chi sa cosa. Invece, stiamo facendo un lavoro eccezionale». [Donald Rumsfeld – Washington, 11 aprile 2003]

 

«Non ho idea di quali armi serviranno
per combattere la terza Guerra Mondiale,
ma la quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre
»
[Albert Einstein]

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4 commenti

  1. […] oggi, non pare in una posizione molto differente dal suo predecessore. Il suo pantano di chiama Afghanistan e la crisi economica che attanaglia gli Usa. Incombono – novembre 2010 – le elezioni di […]

  2. […] l’Iraq, i disperati tentativi di trovare una soluzione al rompicapo iraniano e l’Afghanistan. Insomma, un’operazione di “maquillage”, mirata a raccattare consensi più tra le mura […]

  3. […] più penosi ed eclatanti dei liberatori americani. Le tremende immagini si scontrarono con la sensibilità drogata del mondo addomesticato che fino a quel momento, in maggioranza era favorevole alla guerra, scatenando una marea di […]

  4. […] basisti hanno intercettato i telefoni di migliaia di persone, incluse vedove straziate dal dolore e soldati che hanno perso la vita in Iraq, rubato le informazioni bancarie del Primo ministro – perseguitato per 10 anni – […]


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