SICUREZZA SUL LAVORO UN LUSSO? COME LA VITA

Lettere al blog. Giriamo ai lettori del blog la mail di C.P. da Benevento, che scrive: La “Bèrghem Fest” di Alzano Lombardo ha inaugurato con il botto la stagione politica post vacanze estive. Ospite d’eccezione per la festa storica organizzata dalla Lega Nord, è stato il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, intervenuto mercoledì 25 agosto scorso al dibattito “Federalismo fiscale, riforme e sicurezza”, insieme ai ministri del Carroccio Roberto Calderoli e Roberto Maroni.

«Dobbiamo rinunciare ad una quantità di regole inutili, siamo in un mondo dove tutto è vietato tranne quello che è concesso dallo Stato, dobbiamo cambiare»

Ed ancora…

«Robe come la 626 (la legge sulla sicurezza sul lavoro) sono un lusso che non possiamo permetterci. Sono l’Unione europea e l’Italia che si devono adeguare al mondo»

Parole che comprensibilmente hanno subito scatenato polemiche ed infatti poco dopo dalla sua portavoce, Emanuela Bravi, è arrivata una parziale rettifica, come sempre succede, che ha spiegato:

«Parlando della legge 626, Tremonti tra le regole eccessive si riferiva all’Europa, alla giurisdizione europea e alla sua estensione eccessiva rispetto all’obiettivo sulla sicurezza del lavoro, che resta invece essenziale»

Mentre il ministro Giulio Tremonti parlava in questi termini, la cronaca pomeridiana di quell’infausto 25 agosto, registrava due incidenti mortali sul lavoro, uno in Puglia e l’altro in Campania:

A San Ferdinando di Puglia, in provincia di Barletta, un operaio di 51 anni moriva durante i lavori in una cisterna a causa delle esalazioni mentre stava eseguendo dei lavori di impermeabilizzazione utilizzando del catrame. Secondo la ricostruzione fatta dai Carabinieri che sono intervenuti dove si è verificato l’incidente, l’operaio era impegnato a impermeabilizzare la cisterna con il catrame, una cisterna interrata in un fondo agricolo. Ad un certo punto, forse anche a causa del caldo, le esalazioni lo hanno stordito. Il proprietario del fondo, un brigadiere dei Carabinieri in servizio a Cerignola, si è calato per aiutarlo, seguito dal cognato, un maresciallo dell’Aeronautica in servizio a Bari, ma anche loro sono rimasti storditi dalle esalazioni. Un altro proprietario di un fondo limitrofo non vedendoli, si è preoccupato ed è andato a vedere cosa fosse successo: ha i visto i tre sul fondo privi di conoscenza, ed ha chiamato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di San Ferdinando di Puglia, i militari di Cerignola, i vigili del fuoco e il 118. L’allarme è scattato intorno alle 18:15 e, spiegano i Carabinieri, l’incidente era accaduto poco prima.

Campinola di Tramonti, nel salernitano, un operaio edile di 43 anni, originario di Angri (Sa), è morto nel pomeriggio cadendo da un’impalcatura montata per la ristrutturazione di un’abitazione privata. All’improvviso, nell’azionare un montacarichi, è stato investito da una scarica di corrente elettrica provocata probabilmente da un corto circuito. L’operaio ha perso l’equilibrio ed è caduto da un’altezza di circa 3 metri battendo violentemente la testa. I colleghi hanno avvisato immediatamente i sanitari del 118 e i carabinieri del comando provinciale di Salerno, che hanno constatato il decesso. Il cantiere è stato posto sotto sequestro dalla procura della Repubblica di Salerno e il corpo dell’operaio trasferito all’obitorio dell’ospedale di San Leonardo a Salerno per l’esame autoptico.

Dopo le polemiche, il titolare del dicastero dell’Economia, Giulio Tremonti, ha ritenuto necessario chiarire la sua posizione in materia:

«Cinque parole, cinque, dette a Bergamo alle undici di sera nel corso di una festa, sulla legge 626, hanno fornito occasione per una polemica che mi sembra un po’ eccessiva».

«Cerco di esprimere, a questo punto usando più di cinque parole, il mio pensiero. La sicurezza sul lavoro è una irrinunciabile conquista della civiltà occidentale. L’eccesso occhiuto di burocrazia è un derivato della stupidità».

Premesso che il lavoro non è un modo come un altro per vivere ma è un modo di vivere, con dignità e funzione sociale, se il prezzo che si deve pagare per vivere è finire in ospedale, su una sedia a rotelle per tutta la vita o al cimitero, allora il lavoro è un costo. E se lavorare vuol dire solo fare soldi, soldi e basta, magari in concorrenza con posti in cui il lavoro è quello degli schiavi, allora sì che la sicurezza dei lavoratori è un costo, allora sì che la vita è un lusso.

da C.P, Benevento

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1 commento

  1. […] Dall’inizio degli anni ’90 ad oggi, grazie alle leggi dei governi Amato, Dini, Prodi ed infine Berlusconi, le pensioni sono diventate quasi un’elemosina. L’età pensionabile viene alzata ad ogni legislatura. Precarietà e flessibilità sono diventate la prassi nella nuova legislazione del lavoro. […]


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