L’ÉLITE DELL’USURA

La crisi colpisce duro gli stipendi dei top manager che guidano le principali banche europee e americane: nel 2009 il calo è del 57 % ma ci sono anche banchieri che hanno moltiplicato per cinque la loro busta paga. È quanto emerge da un’analisi del Financial Times, che rivela come lo stipendio medio dei top manager sia sceso dai 14 milioni di dollari dell’anno precedente ai 6 milioni del 2009. Due i banchieri italiani presenti nella rilevazione: l’ad di UniCredit Alessandro Profumo, che registra un taglio della busta paga in linea con il mercato (da 15,97 milioni di dollari a 6,01; -62%), e Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, che invece fra il 2008 e il 2009 aumentare il suo stipendio da 4,47 a 5,29 milioni di dollari (+18%).

Per il Financial Times, Profumo «è riuscito a riguadagnare posizioni, dopo che le azioni Unicredit avevano perso l’85 per cento del valore» e oggi «ha nuovi azionisti libici e di Abu Dhabi che lo sostengono». Quanto a Passera, invece, il quotidiano ricorda che Intesa Sanpaolo «è andata avanti nella crisi con una facilità invidiabile, grazie al basso livello di prestiti al consumo», ma «ha 30 miliardi di titoli sovrani in scadenza nei prossimi dodici mesi, la cifra più alta di qualsiasi banca europea».

Dall’analisi del Financial Times emergono tagli di stipendio impressionanti, come quello dell’ad di Goldman Sachs Lloyd Blankfein, che ha visto il suo stipendio scendere del 98 per cento dai 40,94 milioni di dollari del 2008 agli 862 mila dollari del 2009. Un calo tanto più rilevante se si considerano i 70 milioni di dollari che Blankfein (contestato per la sua condotta durante la crisi economica scoppiata) aveva portato a casa nel 2007.

Drastico il taglio anche della busta paga di Jamie Dimon, top manager di JPMorgan Chase, che nel 2008 aveva guadagnato 35,71 milioni di dollari scesi l’anno dopo del 96 per cento a 1,26 milioni. Ma nella classifica ci sono anche casi incredibili come lo stipendio di Brady Dougan (Credit Suisse) e di Josef Ackermann (Duetsche Bank) che hanno visto in dodici mesi crescere la loro busta paga rispettivamente del 570 e del 533 per cento. Dougan è così passato da 2,64 a 17,68 milioni di dollari e Ackermann da 2,03 a 13,28 milioni.

Il manager più pagato è comunque John Stumpf, presidente di Wells Fargo, che fra il 2008 e il 2009 ha visto raddoppiare il suo stipendio da 9,04 a 18,75 milioni.

La classifica:

John Stumpf, Wells Fargo (18,7 milioni)
Brady Dougan, Credit Suisse (17,6 milioni)
Josef Ackerman, Deutsche Bank (13,2 milioni)
Francisco Gonzalez, Banco Bilbao (8,9 milioni)
Alessandro Profumo, UniCredit (6 milioni)
Corrado Passera, Intesa Sanpaolo (5,2 milioni)
John Varley, Barclays (1,7 milioni)
Frederic Oudea, Société Générale (1,5 milioni) 
Baudouin Prot, Bnp Paribas (1,4 milioni)
Jamie Dimon, JP Morgan (1,2 milioni)
John Mack, Morgan Stanley (939mila dollari)
Lloyd Blankfein, Goldman Sachs (862mila dollari)
Vikram Pandit, Citigroup (128.751 dollari)
Ken Lewis, Bank of America (32mila dollari) (1)

(1) Nel pieno della tempesta finanziaria di Wall Street acquisì Merrill Lynch. Ken Lewis che ha ricevuto 32mila dollari per il lavoro svolto nel 2009, il 31 dicembre è andato in pensione con disonore ma con 73 milioni di dollari di buonauscita.

Annunci

Lascia un commento

Non c'è ancora nessun commento.

Comments RSS TrackBack Identifier URI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • RSS QUOTIDIANO RINASCITA

    • Si è verificato un errore; probabilmente il feed non è attivo. Riprovare più tardi.