IL PRODOTTO DELLA SOCIETA’ CON OCCHI BENDATI

«Gli arabi li massacrerei tutti». C’è qualcosa di scioccante su Facebook: le foto che mostrano l’ex soldatessa israeliana Eden Abergil in posa sorridente accanto a prigionieri palestinesi inermi, bendati e immobilizzati con la fascetta stringicavo che, da quando l’invasione atlantica ha deciso di esportare la democrazia in Iraq e Afghanistan, hanno sostituito le manette stringendo i polsi dei prigionieri in guerra (e non solo) perché più economiche e possono essere usate come tortura preventiva. I tempi cambiano ma le abitudini e gli atteggiamenti verso gli inermi, rimangono sempre gli stessi.

Dopo il capitolo orrendo e raccapricciante di Abu Ghraib che vide protagonista la soldatessa statunitense Lynndie England, condannata il 27 settembre 2005 a 3 anni di prigione ed espulsa dell’esercito per le torture inflitte ai prigionieri iracheni, nel 2004 furono migliaia le foto dell’orrore di soldati statunitensi e britannici che si facevano fotografare mentre umiliavano e torturavano i prigionieri. Intanto, l’album di foto dei soprusi dei militari verso prigionieri inoffensivi continua a infoltirsi di foto.

Ovviamente le foto hanno sollevato grandi polemiche in tutto il mondo anche perché l’ex soldatessa ha intitolato l’album «IDF, the best time of my life» ovvero «IDF (Israel Defense Forces), il periodo più bello della mia vita».

Alla Radio israeliana ha dichiarato di non capire il disgusto provocato a livello internazionale dalle sue immagini, rivelando che i malcapitati ritratti nelle foto sono palestinesi che cercavano di entrare in Israele dalla striscia di Gaza, probabilmente per trovare un lavoro e sfamare le proprie famiglie.

L’esercito israeliano ha definito il comportamento dell’ex soldatessa «vergognoso», e per Yishai Menuchim, a capo dell’Israeli Committee Against Torture «questo riflette un atteggiamento che è diventata la norma e consiste nel trattare i palestinesi come oggetti, non come esseri umani». Le mezze scuse seguite all’ondata di critiche provocata da quelle immagini sono già acqua passata, e ora Eden non nasconde i propri sentimenti: «Io odio gli arabi e auguro loro tutto il peggio possibile».

E poi dicono che chiunque osi opporsi alla violenza quotidiana che Israele infligge alla popolazione palestinese è un antisemita. E per questa ragione bersaglio possibileShalom…

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5 commenti

  1. […] in una nota il primo ministro palestinese, Salam Fayyad. La diffusione del filmato arriva dopo le foto pubblicate su Facebook che ritraevano l’ex soldatessa ebrea Eden Abergil e che, senza nascondere i propri sentimenti […]

  2. […] dopo l’attacco piratesco al convoglio umanitario delle navi Freedom Flotilla con 9 morti, dopo le foto scattate dai soldati con i prigionieri palestinesi esibiti come fossero trofei, rispondere a questa domanda è difficile ma ancora più riluttante è assistere alle dichiarazioni […]

  3. […] Si minaccia l’Iran per il suo programma nucleare (quando l’aveva avviato lo Shah nessuno aveva nulla da dire) ricordando al presidente Mahmoud Ahmadinejad i termini fissati con la sottoscrizione del Trattato di Non Proliferazione e si riserva un silenzio assordante ad Israele, che non ha firmato niente e di atomiche ne detiene illegalmente qualche centinaio, si bollano Hamas ed Hezbollah come organizzazioni terroristiche con cui “non si può trattare” e si conferisce il premio Nobel prima a Menachem Begin poi al duo Shimon Peres – Yitzak Rabin, immemori del loro “glorioso” passato, si accetta senza batter ciglio che Gaza venga bombardata a tappeto dall’aviazione israeliana e si aggredisce la Libia accusando Gheddafi di aver bombardato i civili, si esecra il Sudafrica dell’Apartheid e non si dice nulla riguardo alla costruzione del muro, ci si indigna con i “fondamentalisti” islamici perché allergici alla democrazia tessendo le lodi della sedicente “unica democrazia del Medio Oriente” sorvolando sui diritti riservati ai non ebrei. […]

  4. […] mezzi di repressione sionisti – esercito, aviazione, polizia, leggi razziste, tribunali di parte, torturatori nei campi e nelle prigioni, impiego di armi vietate comprese le bombe al fosforo. Aggiungiamo il bilancio degli ultimi giorni: […]

  5. […] mezzi di repressione sionisti – esercito, aviazione, polizia, leggi razziste, tribunali di parte, torturatori nei campi e nelle prigioni, impiego di armi vietate comprese le bombe al fosforo. Aggiorniamo il bilancio degli ultimi giorni: […]


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