I SIGNORI DEL SIGNORAGGIO IN CRISI

Help! Qualcosa non va nel mondo dell’usura atlantica. Dopo aver smerciato banconote-cambiali dal 1695, e aver imposto al 95 per cento del globo terraqueo il proprio sistema di indebitamento, la Old Lady dell’usura, la Banca d’Inghilterra, naviga in acque agitate. E anche la sua consorella (ex) coloniale, la Federal Reserve nordamericana, accusa qualche problemino. Andiamo per ordine. Cominciamo da oltre-Atlantico. La Fed del mecenate Shalom ben Bernanke ha deciso di comprarsi il debito Usa. Nulla di nuovo. Tale manovra è parte integrante del “sistemino” inventato nella vecchia Londra, in quanto emergente potenza neo-schiavista e neo-coloniale, lo conoscono tutti gli addetti ai lavori.

Vi ricordate? Le Banche centrali tutte – compresa la Banca d’Italia e la Bce, of course – hanno da secoli rapinato agli Stati il diritto di battere moneta. La emettono direttamente loro. Tali istituti centrali – che qualcuno dichiara eufemisticamente “istituzioni” dello Stato – sono in realtà al servizio delle potenti banche d’affari internazionali e delle grandi assicurazioni (e riassicurazioni). Se la Bce è in realtà, scava scava, una dependance delle banche d’affari anglo-americane pur nascondendosi dietro il paravento della spettrale Bri, la Banca dei regolamenti internazionali, in Italia tale anomalia è addirittura più palese che altrove. La Banca di via Nazionale è palesemente “privata” e di proprietà delle maggiori banche italiane (e straniere).

Per battere moneta, impongono una sorta di tassa, detta signoraggio. E gli Stati pagano questo vergognoso signoraggio. Gli Stati hanno bisogno di liquidità e tale liquidità, prima a volte, adesso di regola, viene loro versata in cambio di obbligazioni o titoli di debito vari. Tutti caricati ad usura.

In cima a questa piramide il Regolatore per antonomasia è il Fmi, che presta a strozzo agli Stati (il caso Grecia è recente e noto, ma la prassi è generalizzata, in queste ore dalla Romania alla Spagna, dal Portogallo all’Ungheria) il denaro per ripianare i debiti e per strangolare perpetuamente le varie economie nazionali. Pretendendo, in sovrappiù, una vergognosa serie di tagli sociali a danno dei cittadini, per essere sicuri – loro i Signori del denaro – di lucrare tutto il lucrabile senza “spese superflue”.

Ecco, detto questo, gira e rigira, a forza di bolle speculative, di crisi finanziarie e di interventi degli Stati (Usa in testa) a sostegno delle banche e della speculazione della grande finanza, stiamo per assistere ad un suicidio finanziario degli stessi Stati promotori del “sistemino” di usura globale: il tumore sta attaccando, infatti, anche gli stessi Stati Uniti e Gran Bretagna. Eh, già. Negli Usa non c’è oggi un presidente, ma un “esecutore” della volontà dei Regolatori. Nessun ospite della Casa Bianca vuol fare la fine di J. F. Kennedy, che, poco prima di Dallas, aveva deciso di far emettere direttamente i dollari dal tesoro Usa, bypassando l’usura della Federal Reserve. Con assassinio, dunque, prevedibile, assicurato e consumato.

E anche al di qua dell’Atlantico, per i profitti della Banca Madre, le cose  non vanno bene. Nonostante il calo del tasso di usura (lo chiamano tasso primario) praticato dalla Old Lady, le imprese e i cittadini britannici sono assai riluttanti a contrarre nuovi mutui o nuovi prestiti. Ma così – dicono i Signori del signoraggio – tutto va in bordello! Di questo passo, tali blasonate “istituzioni” non possono più strangolare nessuno! Che jattura. E che interessante prospettiva per i popoli del mondo…

da Ugo Gaudenzi, direttore RINASCITA

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3 commenti

  1. […] Originale:  I signori del signoraggio in crisi Aggregato il   12 agosto, 2010 nella categoria Banche, Comparazione, Guida alla Scelta, […]

  2. Il signoraggio non è niente dal punto di vista del bilancio di uno Stato, c’è da dire anche che il reddito da signoraggio rientra per la stragrande maggioranza allo Stato! Solita propaganda complottista di persone ignoranti con gravi lacune storico-economiche.

  3. @ Paolo

    Premesso che in questo spazio web non esiste alcun tipo di censura (a riprova ne è la dimostrazione del tuo commento), ciò non esenta chi desidera postare un’opinione dall’esprimersi in maniera irriguardosa nei confronti di terzi, per il semplice fatto che, non condividendo quanto riportato nel testo si creda possa esistere uno spazio libero e fuori da regole di buonsenso dove la maleducazione spadroneggi indisturbata.

    Ora, certamente potrai anche non condividere l’articolo in questione, ma apostrofare in maniera del tutto irrispettosa l’Autore del testo in questione (senza neanche conoscerne la professionalità e le competenze in tema) è un pò troppo.

    Avremmo preferito una tua critica, arricchire con dettagli la discussione per dare la possibilità ad altri utenti che leggono di aumentare l’interesse dell’argomento postato al fine di contribuire ad rendere più interessante il confronto, invece, viste le tue limitate capacità conoscitive sull’argomento, solo fesserie dettate dall’istinto di pregiudizio in tema. Tant’è!

    Pertanto, quel “…Solita propaganda complottista di persone ignoranti con gravi lacune storico-economiche…”, le rispediamo legittimamente al mittente. A te, Paolo. Fanne buona memoria. E, ancor prima di aprire la bocca, accertati di avere il cervello collegato…


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