TUTTI UNITI PER SERVIRE IL PADRONE AMERIKANO

Tranquilli, la pacchia continua. E’ stata infatti prorogata la permanenza dei nostri soldati all’estero nelle cosiddette missioni imposte dagli anglo-americani per esportare la democrazia. Il rifinanziamento della guerra democratica ha ottenuto il via libera del Senato, con la partecipazione di tutti i partiti di centrodestra e di centrosinistra e con la sola eccezione dell’IdV di Di Pietro. E questa non è una novità, è già accaduto ad inizio anno nella precedente sessione. Più che per convinzione è un voto antiberlusconiano in quanto è tale l’odio da volersi distinguere ogni qual volta si tratta di prendere decisioni bipartisan. Tranquilli per modo di dire perché poi si tratta di fare i conti con i talibani che non accettano di fare da bersaglio per i droni senza pilota o per le truppe pacifinte, compresi i militari italiani.

Per la stragrande maggioranza dei nostri ragazzi che partecipano alle missioni la motivazione principale è quella dei soldi, poi il resto. L’aiuto per le popolazioni, e in particolar modo ai poveri bambini, con doni di ogni tipo non possono rappresentare un paravento per coprire il vero motivo della presenza di truppe straniere sul suolo afghano come su quello iracheno e su tutti gli altri fronti caldi, dai Balcani al Libano. E ogni sei mesi c’è la solita messinscena teatrale dei partiti di centrodestra e di centrosinistra che votano all’unisono l’esportazione della pace con i blindati, con i bazooka, con gli elicotteri da combattimento e con i droni portatori di morte…senza che te ne accorgi.

Quindi si va…a pacificare (termine mieloso per non dire guerra) per il solo vile denaro che in nessun’altra realtà lavorativa sarebbe così consistente. Di fronte ad una realtà quotidiana di sfruttamento e di precarietà con salari che non superano gli 800-1.000 euro e alla prospettiva di guadagnare circa 3.500-4.000 euro è chiaro che la scelta cade sulla divisa e con il fucile in mano.

Poi il fatto della missione sentita sin dagli anni adolescenziali di questi ragazzi lasciamola alla propaganda dei governi di centrodestra e di centrosinistra appecorati ai diktat degli anglo-americani. La motivazione principale che muove i nostri giovani come quelli delle altre nazioni che prendono parte a queste immonde guerre è solo legata allo stipendio che può servire a rinnovare a programmare la propria vita, compreso il matrimonio e la caparra per il proprio nido d’amore.

La carezza ai bambini afgani, serbi, iracheni, palestinesi lasciamola al papa. Se perfino Di Pietro ha capito l’inutilità di queste sporche missioni che di pace non hanno proprio nulla è assurdo che si continui a prendere per il naso gli italiani con la storia della pacificazione da raggiungere. Anche l’aspetto della lotta al terrorismo da fare sui posti dove si ritiene che essa proliferi per evitare che venga esportata nei nostri paesi è una balla.

Si è fatta una guerra contro l’Iraq su false motivazioni tanto per favorire gli amici degli anglo-americani. E questa guerra è costata centinaia di migliaia di morti e oltre un milione di feriti senza che ve ne fosse alcun motivo se non quello della sete di potere dominante dell’idiota di Washington e dell’idiota di Downing Street. Ma torniamo a Di Pietro. Tra le altre motivazioni addotte dall’ex pm c’è anche quella costituzionale del ripudio della guerra, articolo 11 che nessuno rispetta. Non per niente si parla di missione di pace ogni qualvolta si va alla guerra. Ogni tanto c’è qualche salma di nostri soldati che rientra tra facce di bronzo e lacrime dei familiari ma non sappiamo nulla dei tanti morti e feriti di afghani, iracheni, o di altre etnie a cui fingiamo di portare la democrazia. Ma ci chiediamo mai se davvero la vogliono? E se preferissero mantenere quei sistemi o modelli diversi dai nostri? Guai altrimenti la globalizzazione va in malora.

Missioni all’estero, tutti uniti per servire il padrone d’oltreoceano
da Michele Mendolicchio, RINASCITA

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3 commenti

  1. […] atlantica nella guerra d’occupazione afghana) e le unanime lacrime a comando degli onorevoli mandanti della Repubblica coloniale italiota che ne avevano rifinanziato la missione, il parolaio di […]

  2. […] dello Stato che, per il proprio tornaconto e per difendere gli interessi americani, hanno mandato silenziosamente l’Italia in guerra, erano tutte presenti ad accogliere i feretri, anche Silvio Berlusconi, […]

  3. […] la guerra d’invasione afghana combattuta servilmente per gli americani, di far decidere ai mandanti del Parlamento (o sentire le Commissioni parlamentari come piace a lui) se armare o no i caccia italiani con […]


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