LA PATRIA DEI SERBI DIVENTA ALBANESE

La corte del Tribunale fantoccio dell’Onu all’Aja ha santificato ieri la predazione manu militari del Kosovo Metohija alla madre patria serba. L’aggressione anglo-americana della Nato del 1999 viene così legittimata, anche se respinta senza appello da Belgrado e dai serbi rimasti nel Kosovo o costretti – in 200 mila – all’esilio dalla propria terra. La battaglia del Kosovo di re Lazar contro i turchi invasori del sultano Murad – nella Piana dei merli, 28 giugno 1389 a nord di Priština – segnò la nascita storica, in quelle contrade, della nazione serba.

(L’immagine a olio è opera del pittore serbo Adam Stefanovic, 1870)

Una sentenza ingiusta ma quasi scontata quella di ieri all’Aja sulla secessione del Kosovo. La Corte del tribunale internazionale era stata chiamata a pronunciarsi sulla legittimità dell’indipendenza unilaterale decisa il 17 febbraio 2008 dagli occupanti albanesi, in combutta e con il sostegno sfacciato del mondo euro-atlantico.

 

Il giapponese Hisashi Owada, presidente del tribunale, leggendo il verdetto ha dato ragione agli albanesi affermando che l’atto di indipendenza unilaterale non viola la legge. Una sentenza non vincolante che rimuove però non soltanto la stessa Carta dell’Onu (vi si afferma l’inviolabilità territoriale dei Paesi membri…) e dimentica la valenza storico-culturale del Kosovo per Belgrado, considerato dai serbi la culla della loro civiltà.

I giudici, di cui 10 su 14 si sono dichiarati a favore di secessionisti, hanno preferito dare ragione a coloro che hanno sistematicamente ucciso, con l’ausilio delle milizie dell’Uck, migliaia di serbi della regione adottando le tecniche della pulizia etnica e dei trasferimenti forzati col placet della comunità “occientale”, Stati Uniti in testa.

Viene sancito così il diritto di Washington a ottenere il controllo strategico dei Balcani con una guerra, messa in atto a suon di “bombardamenti umanitari”, per distruggere la Federazione jugoslava, insediare nel cuore d’Europa una gigantesca base militare – quella di Camp Bondsteel (Kosovo), forte di 7.000 uomini – e riposizionare la Serbia nel mondo atlantico allontanandola dalla Russia, suo storico alleato.

Dal canto suo il governo di Belgrado ha risposto alla sentenza invitando i serbi a mantenere la calma e a non accettare provocazioni, ribadendo che “non riconoscerà mai, in nessun caso” la dichiarazione d’indipendenza pronunciata il 17 febbraio 2008. Immediate anche le proteste dei serbi del Kosovo, alcune migliaia di persone sono scese in strada a Mitrovica, tenute d’occhio da un imponente dispositivo di forze dell’ordine e mezzi della missione Nato Kfor. Lo stesso ministro degli Esteri serbo, Vuk Jeremic, ha ricordato che il verdetto rappresenta un presupposto pericoloso per tutti i Paesi, mettendo a rischio la loro sovranità e integrità territoriale con altre potenziali secessioni. Ma agli atlantici questo non importa. Con tali premesse, c’è da giurare che l’ex premier albanese kosovaro Haradinaj, capo dei terroristi Uck, alla sbarra all’Aja, verrà consacrato Santo.

da Andrea Perrone, RINASCITA

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5 commenti

  1. […] fattispecie il riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo e la consegna di presunti criminali di guerra da dare in pasto ad un’opinione pubblica sempre […]

  2. […] ed affaristica americana. La decantata “operazione umanitaria” in favore di un presunto principio di autodeterminazione dei popoli ha spianato la strada alla creazione di una entità terroristico-mafiosa ove prosperano traffici […]

  3. […] sequestro di fantomatici conti all’estero o di improbabili “tesori”, incriminazione al Tribunale dell’Aja (quello che ha ammesso di aver distrutto le prove dei crimini compiuti contro i serbi in Kosovo), […]

  4. […] sequestro di fantomatici conti all’estero o di improbabili “tesori”, incriminazione al Tribunale dell’Aja (quello che ha ammesso di aver distrutto le prove dei crimini compiuti contro i serbi in Kosovo), […]

  5. Pare che la memoria sia andata a farsi benedire….personalmente aborro le politiche criminali amercane, ma per odiare l`america non posso benedire le fosse comuni e l’uccizione di circa10.000 Civili e di quasi 1.800 dispersi.
    in albania quindi anche in kosova i soldati del UCK vengono kiamati Partigiani, molti di loro hanno lasciato gli agi della familia del benessere per difendere la Patria, difendere la vita! quello che la serbia ha fatto con il Kosovo, la Croazia, la slovenia, Bosnia….. fa riflettere che in serbia vince le elezzioni chi e’ piu nazionalista!!!!


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