ADDIO DEFINITIVO ALLA SOVRANITA’ MONETARIA

Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, alla riunione dell’Ecofin a Bruxelles, ha illustrato i quattro pilastri della nuova architettura europea mirata ad evitare crisi future. Alla fine di maggio, ha detto, avevamo un’economia e una moneta ma non strumenti di governo. Ora c’è un quadrilatero fatto di elementi di difesa esterna e di disciplina interna che comporterà il definitivo trasferimento di ciò che resta della sovranità monetaria e politica dagli Stati alla Commissione Ue e alla Bce

Il primo di questi pilastri della nuova architettura è appunto la Bce,  il cui ruolo strategico è cambiato gradualmente anche se non è ancora paragonabile per i poteri di cui disporrà alla Federal Reserve Usa. Poi c’é il veicolo del “European financial stability facility” (Efsf), ossia il fondo salva-Stati dotato di un patrimonio virtuale di 750 miliardi di euro, conferito dai 27 Paesi membri. Un fondo che è stato varato due mesi fa e che attualmente è in fase di costruzione. Questi due pilastri, ha precisato il ministro, rappresentano la difesa esterna contro la speculazione che ha preso di mira i titoli di Stato e l’euro. Gli altri due elementi del quadrilatero sono il Patto di stabilità e la nuova ideologia dell’austerità.

Con il primo, ha notato Tremonti, si effettua una enorme “devoluzione” (trasferimento) dei poteri degli Stati a Bruxelles sulle politiche di bilancio. Un trasferimento che non sarà formale ma progressivo e sostanziale. Quanto all’austerità, la nuova dottrina del rigore si fonda sull’ormai diffusa convinzione che tutti i Paesi, Italia inclusa, hanno vissuto troppo oltre le proprie capacità. L’intervento di Tremonti, che non è mai stato tenero nei suoi attacchi contro la speculazione di stampo anglosassone, è un segno dei tempi ed è utile per comprendere le dinamiche in atto delle quali in pochi sembrano in grado di valutare i traguardi finali.

La stessa tecnocrazia finanziaria che, con la propria ignavia, è stata complice della speculazione finanziaria e della conseguente crisi del 2007-2008, potrà infatti imporre la propria volontà agli Stati e deciderne i destini. In tal modo, come se fosse la cosa più normale del mondo, si consegnano a dei gangster le chiavi della cassaforte degli Stati e dei cittadini.

da Andrea Angelini, RINASCITA

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