FREEDOM FLOTILLA: ISRAELE, NESSUN COLPEVOLE

Lunedì scorso è stato reso pubblico il risultato dell’indagine interna condotta dalle Forze di difesa israeliane (IDF), presentato al Capo di stato maggiore Gabi Ashkenazi, sul sanguinoso arrembaggio al convoglio umanitario Freedom Flotilla, avvenuto in acque internazionali, 65 chilometri al largo delle coste di Gaza, dove era diretto per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese assediata e costato la vita (secondo fonti governative sioniste) a nove persone, tutti attivisti turchi, assassinati a bordo della nave Mavi Marnara, il 31 maggio. Secondo fonti del quotidiano Haaretz che riporta i risultati della commissione nominata circa un mese fa per indagare sul tragico incidente e guidata dal generale Giora Eiland, sono stati evidenziati gravi errori nel lavoro di intelligence, nella cooperazione tra i vari soggetti interessati, nella preparazione del piano operativo e nella sua attuazione. Nonostante queste conclusioni, la commissione non raccomanda richiami o interventi contro singoli. Il fallimento del piano è descritto come errore e non come negligenza. Per l’entità sionista, quindi, nessun colpevole.

Una delle mancanze più gravi, secondo le cento pagine di rapporto presentate, è stata non valutare l’opzione che il convoglio umanitario avrebbe potuto opporre resistenza. Nonostante le conclusioni, la commissione “IDF Eiland” non ha raccomandato alcun provvedimento punitivo nei confronti di individui coinvolti nella pianificazione e l’esecuzione dell’operazione. Inoltre la commissione ritiene che i primi colpi siano stati sparati dalle navi che tentavano di forzare il blocco e quindi che la marina israeliana abbia di fatto solo risposto a un attacco. La commissione ha concluso che l’unico modo per evitare che la flottiglia raggiungesse le coste di Gaza era l’abbordaggio della nave da parte di un commando della marina. In una dichiarazione alla stampa, il generale Giora Eiland ha detto: «Mi ha fatto piacere che l’inchiesta ha accertato che non vi sono difetti o negligenze significative, però ci sono stati errori relativamente elevati, i cui risultati sono stati non quello che era stato previsto».

E’ chiaro? I risultati non sono stati all’altezza di ciò che era già stato previsto. Mentre tutto il mondo condanna all’unanimità, ONU compresa, l’atteggiamento sproporzionato nell’uso della forza di Israele (violazione IV Convenzione di Ginevra e Legislazione navale internazionale), nell’assalto navale compiuto in acque internazionali contro gli attivisti della Freedom Flotilla diretti a Gaza per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese assediata, che ha provocato la morte di 9 civili (testimoni parlano di più corpi buttati in mare) e decine di feriti, la macchina della propaganda sionista continua a fare la sua parte.

Si doveva cercare di vederci chiaro o no? Se uno sta facendo un’indagine, tanto più se si tratta di una indagine tecnica, non è importante enunciare una conclusione alla quale si è giunti, tanto quanto indicare il percorso logico che si è seguito e i dati di fatto che a quella conclusione hanno portato. Il Consiglio di Sicurezza ed il Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu (UNHRC) avevano chiesto un’inchiesta internazionale sul blitz israeliano contro la Freedom Flottiglia che fosse “rapida, imparziale, credibile e trasparente”. Una montagna di bugie. Israele continua impunemente a difendere l’indifendibile.

Attaccare e uccidere cittadini di altre nazioni “in acque internazionali”, perché hanno resistito all’arresto non solo è illegale, ma sminuisce le norme internazionali del diritto. E’ un orrendo crimine. Una cosa però è certa, inoppugnabile più di qualsiasi ipotesi: l’assalto in perfetto stile piratesco compiuto dallo stato terrorista di Israele alle navi della Freedom Flotilla è stato l’ennesimo massacro di civili che rischia di rimanere vergognosamente impunito.

Larticolo di Anshel Pfeffer e Amos Harel su Haaretz:

IDF preparing for forceful interception of Libya-sponsored aid ship bound for Gaza

An internal IDF probe into May 31 Gaza flotilla incident found only professional mistakes in planning and carrying out the operation.

The IDF is preparing for the forceful interdiction of a Libyan sponsored ship allegedly headed for the Gaza Strip, despite lingering criticism over the handling of the interception of a Gaza-bound flotilla on May 31 in which nine people were killed, military sources told Haaretz yesterday.

An internal military probe into the incident released yesterday found only professional mistakes in planning and carrying out the operation against the Mavi Marmara.

The Libyan ship could come within range of the Gaza-shore tonight, but at this stage it is still unclear whether its captain will opt to head for the Sinai port of El Arish, where it will instead aim for Gaza. In its official log the ship has El Arish as its destination.

The same military sources said yesterday that the report by Maj. Gen. (res. ) Giora Eiland’s internal military probe was acceptable to the Israel Defense Forces’ General Staff.

The sources added that in future attempts by ships to break the blockade over the Gaza Strip, it will not be possible to have “100 percent intelligence,” but this could not act as an excuse not to take action to block the flotillas.

The IDF committee headed by Eiland, appointed a month ago to investigate the incident involving the Mavi Marmara, presented its conclusions yesterday. According to information made public, the committee found serious flaws in intelligence gathering on the flotilla, the cooperation between various intelligence organizations, the preparation of the operational plan and the takeover itself.

Despite its conclusions, the committee did not recommend any punitive steps against individuals involved in the planning and the execution of the operation.

The committee’s 100-plus page report was presented yesterday to Chief of Staff Gabi Ashkenazi. In a statement to the press, Eiland said, “I was glad the investigation found that there were no flaws or negligence in anything significant, however there were mistakes at relatively high ranks, whose results were not what had been planned.”

Eiland also noted that there were “some commendable things,” mostly in the way the naval commandos conducted themselves on the ship and in the evacuation of the injured.

During the takeover of the Mavi Marmara, the troops faced violent opposition by a mob of activists who used metal bars, axes, firebombs and apparently also firearms. During the fighting, nine Turkish activists were killed and 51 injured, while nine naval commandos were injured, three seriously.

The committee described the failures in the planning and preparatory states as “mistakes” and not “negligence.”

The committee did not focus on the decision-making of the political leadership, and did not examine the possibility of immobilizing the ships clandestinely in the ports of departure.

The committee focused on the operational considerations of the IDF ahead of the takeover, in the planning, the intelligence gathering and the execution of the mission.

After consulting with experts in the field of naval sabotage, the committee concluded that it had been impossible to stop the Mavi Marmara in open seas by striking at its engine or propeller without endangering the integrity of the ship.

Eiland said that in the past the navy had looked into developing a method for this but other matters had higher priority and the time frame for its development would have been two years.

The committee concluded that the sole way to prevent the flotilla from reaching the Gaza shores was through the takeover of the ship by naval commandos.

The committee said that the takeover plan was made on the assumption that resistance would be sporadic and there had been no prediction of mass violence by the activists.

The committee also found that the operational orders of the mission were lacking.

Moreover, the plan did not leave options for alternative means of takeover during the operation, if conditions changed, or in case resistance by the activists intensified.

For example, there was a ship available that could have directed powerful streams of water at the activists, but this was not used.

The committee found that in at least four cases the passengers on the Mavi Marmara used firearms against the troops. One of the first commandos on the ship was hit with a bullet in the abdomen. The committee believe that this was the first shot fired during the operation.

Some of the other shots were fired from pistols taken from the commandos.

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1 commento

  1. […] ha anche sottolineato che “il blocco di Gaza è illegale e ingiustificabile con la legge”. Il 12 luglio scorso, la commissione IDF Eiland aveva reso pubblico l’esito dell’indagine interna […]


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