BASTA CON PAPISTI E REDENTI CATTO-RADICALI

Di strade Rutelli ne ha imboccate tante ma non è mai riuscito a terminare il percorso con risultati positivi. E questo accade ormai da un bel pò di anni sin da quando il giovincello si aggrappò alle gonne di Pannella nella battaglia antipapista fino al ’90 per poi passare all’esperienza dei Verdi durata un paio di anni e quindi alla nascita, nel 2001, della Margherita con la folgorazione sulla strada che porta a San Pietro, divenendo uno dei più accesi papisti. Poi c’è la vocazione per il Partito democratico ma nel 2009 la storia non ha più nulla da dire.

Ah dimenticavamo tra un salto nei parchi verdi e una passeggiata in un campo di margherite il giovane redento è approdato al Campidoglio: una prima volta nel ‘93 per poi bissare nel ’97. Il terzo tentativo si è rivelato uno scivolone tremendo non solo per lui ma per tutto il centrosinistra. Nella corsa alla poltrona di sindaco della Capitale il gemello di Veltroni subì una sconfitta inaspettata, una vera e propria sberla da parte di Alemanno. Sberla più che meritata per la protervia di sentirsi già vincitore. Comunque non si può certo dire che la famiglia, il papa e la religione non siano comuni a tutti e due i redenti, anzi. Ma torniamo ai giorni nostri.

Lasciato il Pd perché poco papista, Rutelli ha fondato un’altra creatura l’Api sempre più al centro e sempre più cattolica ma sempre più insignificante. Ora tenta di agganciare i centristi di Casini per porre le condizioni di un terzo polo allargato. Nella combriccola papista dovrebbero entrare anche l’ex di Confindustria Montezemolo e qualche altro imprenditore schiavista ma con la fede, oltrechè la solita cricca di ex diccì d’area pidiellina. Nel pacchetto delle priorità dell’abbronzato Rutelli spicca, appunto, la necessità di creare questo terzo polo in modo tale di essere pronto in caso di una caduta anticipata del governo Berlusconi. E quindi del bipolarismo. Non è la prima volta che l’ex pannelliano si lascia andare in annunci del genere ma poi non riesce mai a concretizzare, anche perché al furbo Casini piace fare affari sia con il Pdl sia con il Pd. Ormai vicini al rompete le righe estivo questo programma non potrà che essere discusso più ampiamente nell’appuntamento nazionale di inizio settembre. Si ha la solita sensazione di un Rutelli pieno di presunzione che pensa di avere la ricetta in mano per salvare il Paese ma invece non ha niente.

Nel direttivo è arrivata anche una punzecchiatura al Pd più che mai in bilico tra la voglia di riformismo e la voglia di un passato dell’ortodossia comunista. Come Casini anche Rutelli cerca di rompere quella egemonia leghista del nord proponendo nuove aggregazioni alternative al Carroccio. Per il momento l’obiettivo primario resta quello della congiunzione di sangue con il partito di Casini. Difatti ci si interroga se l’annuncio di un possibile nuovo soggetto politico verrà tradotto in una nuova tappa dell’esperienza dell’attuale Udc “oppure in un processo democratico, partecipato, aperto, con regole stabilite in modo trasparente tra tutte le forze interessate e con un condiviso progetto innovatore, come richiederebbe la comune aspirazione a superare l’attuale, fallimentare bipolarismo?”. Spetta a Casini sciogliere l’enigma. Ma una cosa è certa di redenti e di papisti ne abbiamo le tasche piene.

da Michele Mendolicchio, RINASCITA

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2 commenti

  1. […] Per quel che concerne il controllo sui partiti politici occidentali, vale la pena di citare altre due organizzazioni satelliti della “NED”: l’International Repubblican Institute (IRI), che si occupa di mantenere il controllo sulla partitocrazia di destra, cioè sull’Internazionale liberale, presieduto dall’ebreo John mc Cain (ex candidato repubblicano alle elezioni statunitensi del 2008), e il National Democratic Institute for International Affairs (NDI), presieduto dall’ebrea Madeleine Albright (ex segretaria di Stato dell’amministrazione Clinton). Per poter manovrare liberamente i loro burattini, la NED si serve di ulteriori sub-organizzazioni: ad esempio, l’Alleanza dei democratici (AD) co-presieduta dal burattino Francesco Rutelli. […]

  2. […] Bersani, l’omosessuale dal 1978 di Sel, Nichi Vendola, e quello del catto-radicale dell’Api Francesco Rutelli, che ha girato più partiti lui che la merda nei tubi. Il genero del gotha del cemento Caltagirone […]


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