IL CARDINALE IMMOBILIARE

Lo scandalo di corruzione legato alla protezione civile si allarga. Coinvolgendo un arcivescovo e un ex ministro. Il Vaticano ha un nuovo problema dopo gli scandali di pedofilia che hanno danneggiato l’immagine della chiesa cattolica nel mondo. Uno dei più importanti cardinali italiani, Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, è coinvolto in un’inchiesta della procura di Perugia per presunta “corruzione aggravata“. Il cardinale è sospettato di aver partecipato a una serie di scambi illeciti di favori e denaro – spesso a danno del fisco italiano – in cui sono coinvolte figure di spicco dei governi guidati da Silvio Berlusconi.

Le risorse di Propaganda fide

La Santa Sede ha reagito con prudenza. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha espresso “stima e solidarietà” nei confronti di Sepe. Il Vaticano spera “che la situazione venga chiarita pienamente e rapidamente, così da eliminare ombre, sia sulla persona, sia sulle istituzioni ecclesiali“. Tuttavia, ha aggiunto Lombardi, bisognerà tenere conto degli “aspetti procedurali” e dei profili giurisdizionali specifici, alludendo al concordato tra Italia e Santa Sede, e al fatto che Sepe ha un passaporto diplomatico.

Sepe ha dichiarato di sentirsi tranquillo. Nell’omelia del 20 giugno ha ricordato che “dopo il calvario ci sarà la luce della resurrezione“. Ha parlato dei martiri che “vengono torturati, che vengono umiliati e disprezzati“. Il cardinale ha chiesto inoltre ai fedeli di pregare per lui. Ha ricordato che anche ai tempi di Gesù “giravano tante voci“, ma che lui seguì la sua strada.

Il cardinale Sepe, 67 anni, è indagato per la sua gestione della congragazione Propaganda fide, che ha guidato dal 2001 al 2006. E’ uno dei dicasteri vaticani con maggiori risorse economiche perchè finanzia le missioni della chiesa in tutto il mondo. Può contare inoltre sulle rendite di circa duemila appartamenti e terreni a Roma e nel Lazio. I procuratori di Perugia che indagano sulla corruzione nell’inchiesta sulle grandi opere gestite dalla protezione civile vogliono sapere perchè il cardinale ha concesso alcune case a funzionari e politici italiani.

Oltre al cardinale, è sotto inchiesta anche Pietro Lunardi, che è stato ministro delle infrastrutture e dei trasporti nel governo guidato da Silvio Berlusconi dal 2001 al 2006. Sepe avrebbe ottenuto dallo Stato 2,5 milioni di euro per realizzare dei lavori di ristrutturazione in alcuni edifici della congregazione, ma i lavori non sono mai cominciati. Poco tempo prima, Propaganda fide aveva venduto a Lunardi una delle sue proprietà a Roma a un prezzo molto basso di quello di mercato. Secondo i giornali italiani, Benedetto XVI esige trasparenza. Non c’è da aspettarsi, quindi, che monsignor Sepe venga difeso con lo stesso ardore riservato all’arcivescovo Paul Marcinkus, coinvolto nello scandalo della Banca del Vaticano trent’anni fa.

da Eusebio Val, LA VANGUARDIA, INTERNAZIONALE

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1 commento

  1. […] Claudio Scajola “a sua insaputa”; l’arcivescovo di Napoli e cardinale immobiliare Crescenzio Sepe; il rustico da ristrutturare nelle Cinque Terre, con vista sul più bel Tirreno d’Italia, […]


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