I “MAGNIFICI SETTE” DELL’IMMORALITA’ SOCIALE

Maurizio Gasparri, Federico Bricolo, Gaetano Quagliariello, Roberto Centaro, Filippo Berselli, Sandro Mazzatorta e Sergio Divina. Questi i parlamentari promotori dell’emendamento 1707 sulla “violenza sessuale di lieve entità”. La motivazione dell’emendamento approvato in Senato martedì scorso (di cui è già stato annunciato il ritiro) espressa da uno dei sette firmatari, avrebbe lo scopo di “non far arrestare i giovani di 17 anni che hanno rapporti con una quattordicenne, in quanto quello sarebbe una violenza di minore gravità”.

Senza soffermarci sul movente di tale giustificazione – poiché nemmeno il genitore più puritano avrebbe nulla da recriminare sull’unione (consensuale) tra due minorenni – vediamo invece quali sarebbero i rischi e soprattutto quali le fasce sociali soggette a questa impudente “correzione” normativa all’articolo 609. In primis i minori.

Infatti, come ravvisato alcuni giorni fa da Alessandra Mussolini, presidente della Commissione bicamerale per l’infanzia, “qualora venisse confermato il divieto di arresto in flagranza di reato per i pedofili in quei casi di presunta minore gravità, verrebbe di conseguenza annullato tutto il lavoro svolto dalla polizia postale informatica atto a contrastare la pedofilia”. Così come sarebbero considerati “reati minori” i tentativi di stupro nei confronti delle donne. In realtà, rispetto a quest’ultima categoria, già esistono giudici che hanno pensato bene di mitigare le pene per chi si è macchiato di tale reato.

Era il 31 luglio del 2009 quando una giovane donna napoletana fu aggredita a Pozzuoli da un uomo, Davide Ilardi, che la bloccò cercando di violentarla. La ragazza corse via e cominciò ad urlare richiamando l’attenzione di alcuni muratori della zona che la soccorsero. L’uomo dapprima riuscì a fuggire poi fu arrestato dalla polizia e finì in carcere. Il pm chiese il giudizio immediato, il condannato, Ilardi, preferì il rito abbreviato. In primo grado l’uomo fu condannato a quattro anni di galera. Ma la situazione è cambiata in appello: secondo il sostituto PG Iazzetti, il “fatto è di lieve entità”, ed ha chiesto le attenuanti. Insomma la ragazza non è stata violentata, ma ha subito solo un tentativo, dunque, niente pena. Il collegio ha così dimezzato la condanna, concedendo la sospensione della pena. Solo otto mesi di prigione rispetto ai quattro anni di condanna (sei senza effetto del rito abbreviato). La colpevolezza dell’uomo era stata accerta dai giudici sia in primo che secondo grado. Oggi, Ilardi, 34enne, è di nuovo libero.

A cosa serve denunciare, spendere soldi e tempo per le indagini se poi il fatto viene dichiarato “di lieve entità”? Se lo è chiesto sicuramente la vittima la vittima e ce lo chiediamo anche noi.

Ma ancora. Domenica 30 maggio scorso, a Ravenna, una ventenne è stata avvicinata da un giovane nordafricano in compagnia di altri due uomini, che ha cercato di violentarla nel sottopasso ferroviario, picchiando il marito. I poliziotti si sono immediatamente attivati nelle ricerche dell’individuo, arrestandolo poco dopo.

Anche in questo caso però, il lavoro delle forze dell’ordine a poco servirà se poi uno zelante giudice potrà servirsi dell’emendamento 1707 per mettere in libertà potenziali stupratori e pedofili, col beneplacito dei… “magnifici sette”. Passato il pericolo del 1707, resta però tutta la Legge Bavaglio che, nei piani del governo, deve essere approvata a colpi di fiducia entro la fine di luglio.

da Enea Baldi, RINASCITA

AGGIORNAMENTO:

Ritirato dal ddl intercettazioni il cosiddetto emendamento ”salva-pedofili”. Lo ha reso noto la deputata on. Alessandra Mussolini (PDL), presidente della Commissione bicamerale sull’Infanzia e Adolescenza. L’inserimento del famigerato emendamento n. 1707 era passato quasi inosservato. Qualora fosse passato indenne, inevitabile sarebbe stato il riflesso negativo di questa norma sull’esito dei procedimenti giudiziari, un vero e proprio macigno che avrebbe impedito l’arresto in flagranza e il processo per direttissima dei pedofili.

La “votazione delle leggi” secondo la confessione dello sforzo “evidente” di Maurizio Gasparri (DA NON PERDERE):

[Video YouTube da Issam272727]

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1 commento

  1. […] di lieve entità”, – I “magnifici sette” dell’immoralità sociale – (di Enea Baldi – RINASCITA, 09/06/2010) furono Maurizio Gasparri (PDL), Federico Bricolo (Lega), Gaetano Quagliariello (PDL), Roberto […]


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