UNA MONTAGNA DI BUGIE

Dopo il video (fonte militare israeliana pubblicata su YouTube il 3 giugno scorso) dell’abbordaggio alla Mavi Marnara, la nave turca assaltata in acque internazionali, in cui si sollevano non pochi dubbi sulla presunta autenticità, dopo la pubblicazione sulle pagine del sito web multilingua Flickr di una serie di fotografie (pubblicate il 31 maggio e postate il 2 giugno scorso) che risalirebbero agli anni 2003/2006, dopo la lista della morte (un documento in cui risulta che una lista di persone da uccidere era stata preparata in anticipo dall’IDF per l’assalto alla Freedom Flotilla e che, come al solito accade in Italia, l’informazione embedded ha regolarmente taciuto) ritrovata a bordo della Mavi Marnara ed appartenente a un soldato israeliano, un’altra grande menzogna dell’imbarazzante macchina da guerra della propaganda sionista stava per essere digerita dall’opinione pubblica mondiale circa la pubblicazione di un altro video (pubblicato su YouTube il 4 giugno 2010), sempre a cura dei militari israeliani, in cui venivano rese note le registrazioni audio delle comunicazioni con le navi della Freedom Flotilla del 31 maggio 2010. L’IDF (Israel Defense Force Spokesperson) il giorno 5 giugno 2010 ha emesso un comunicato stampa in cui vengono riportate le precisazioni/correzioni (parole loro) riguardanti la trasmissione audio tra le navi della Freedom Flottiglia e la Marina Militare israeliana.

All’indomani dell’assalto piratesco della Marina Militare israeliana contro le navi della Freedom Flotilla dirette a Gaza per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese assediata, la propaganda sionista ha cercato di rifilare al mondo intero l’idea che l’occupazione di Gaza fosse finita, e che in ogni caso Israele avesse l’autorità legale per bloccare gli aiuti umanitari. Mentre tutto il mondo, compresa l’ONU, ha condannato il massacro (tranne la servile Italia), solo Israele ha continuato a mentire spudoratamente utilizzando lo strumento della propaganda filogovernativa e militare cercando, seppur con estremo imbarazzo ma senza alcun rimorso o vergogna, di ribaltare a suo favore l’intera vicenda manipolando mediaticamente l’opinione pubblica globale. Da un mare di stupidità a una montagna di bugie

Il Comunicato Stampa dell’IDF (emesso il 5 giugno scorso alle ore 18:09 e relativo al video pubblicato su YouTube il 4 giugno 2010) fornisce sapientemente una rettifica tanto imbarazzante quanto priva di senso circa le registrazioni audio delle comunicazioni avvenute con le navi della Freedom Flotilla:

(…) Quindi, per chiarire: l’audio è stato curato fino a tagliare i periodi di silenzio, alla radio, nonché le osservazioni incomprensibile, in modo da rendere più agevole per le persone ascoltare lo scambio. Ora abbiamo caricato l’intero segmento di 5 minuti e 58 secondi in cui lo scambio ha avuto luogo e le osservazioni sono state fatte (…)

E poi ancora…

(…) Questa trasmissione ha inizialmente citato la nave Mavi Marmara come fonte dei commenti, invece, a causa di un canale aperto, non è stato possibile identificare la nave o le navi specifiche della ‘Freedom Flotilla’ che rispondevano alla Marina israeliana (…)

Segue…

(…) Durante le trasmissione radio tra la Marina israeliana e le navi della “Free Gaza” Flotilla il 31 maggio 2010, una nave della Marina israeliana cerca di mettersi in contatto con la ‘Defne Y’ sul canale 16. Altre navi della flotilla rispondono sul canale, senza identificarsi. A un certo punto durante lo scambio via radio, è stato detto alla Marina israeliana da parte di una delle navi di “chiudi la bocca, torna a Auschwitz” (2:05) e “non dimenticare l’11 settembre. (5:42) (…)

Dal un articolo pubblicato sul sito web THE FREE GAZA MOVEMENT viene fatta un’interessantissima considerazione che riportiamo testualmente:

 – Secondo il capitano della nave Challenger 1, Denis Healey, un uomo con 25 anni di esperienza a mare, non c’è nessuno modo in cui alcuni possono comunicare fra di loro senza che la flotta intera ascolti lo scambio. “Non c’è stato nessuno scambio di questo tipo da parte di nessuno su qualsiasi delle navi durante tutto il tempo in cui io stavo pilotando la nave”, ha detto Denis.

 – Huwaida Arraf, la donne che si sente sulla radio, conferma.  “Il canale aperto è sempre aperto, e tutti sanno chi sta sulla radio”.

Tutte le trasmission radio a mare sono ascoltate da tutti i capitani. Ancora una volta, è stata scoperta una menzogna di Israele mentre cerca di difendersi per gli omicidi e il caos che ha causato la mattina del 31 maggio 2010.

In conclusione, per rendere quanto più esaustivo possibile il diritto all’informazione, inseriamo i due video pubblicati su YouTube dall’IDF che non chiariscono affatto tutte le domande elevate per quanto riguarda lo scambio radio, ma che evidenziano in maniera chiara il disagio sia dei militari che dell’intera propaganda filogovernativa sionista, e rende ancora più imbarazzante e grave la posizione di Israele sul massacro dei civili della Freedom Flotilla: 

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2 commenti

  1. […] medicinali, vestiario e prefabbricati alla popolazione di Gaza è ormai  noto a tutti, nonostante i fragili tentativi di smentita dei responsabili della carneficina che avevano da tempo programmato l’azione dandole anche un nome: “Skywind”, Vento dal cielo. […]

  2. […] le prove sull’abbordaggio alla nave Mavi Marnara, presentate a propria discolpa da Israele, risulterebbero false. Il Comunicato Stampa dell’IDF (emesso il 5 giugno scorso alle ore 18:09 e […]


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