LA MACCHINA DELLA PROPAGANDA SIONISTA

Da giorni l’entità sionista sta attuando un minuzioso progetto di propaganda filogovernativa per sensibilizzare (senza vergogna) giornalisti e opinione pubblica con dichiarazioni, comunicati stampa e video sostenendo che Gaza non è afflitta da alcuna crisi umanitaria, non mancano merci e beni di prima necessità nella Striscia e, persino beffarda per la popolazione locale, divulgano escursioni, attrazioni, shopping e, udite udite ristorazioni con “menù” enogastronomici (compreso il filetto alla Stroganoff – suggerimento dello chef – e la vellutata di spinaci) con la gentile raccomandazione per la Stampa straniera di far visita ai ristoranti nel territorio costiero dove poter apprezzare la raffinata cucina locale.

Hanno mostrato video clip, a cura dei militari, sostenendo la loro versione dei fatti su quanto accaduto a bordo della Mavi Marmara (clicca qui) relazioni che sono ora ampiamente screditate da testimoni oculari. Inoltre si sono spinti oltre fino ad affermare che gli attivisti a bordo delle navi della Freedom Flotilla (circa 700 persone) avevano legami con al-Qaeda e altre organizzazioni terroristiche. E questa è solo una goccia nel mare delle bugie che quotidianamente vengono servite avariate alla gente di Israele. Il mondo non accetta più le bugie della propaganda sionista.

Il recente video messo in circolazione dall’ufficio stampa governativo israeliano (che appartiene all’ufficio del primo ministro israeliano ed è responsabile per l’accreditamento dei giornalisti stranieri) è sgradevole e offensivo per quei morti e feriti nell’assalto piratesco alla Freedom Flotilla, e francamente inquietante soprattutto da quanto è stato fatto dal vicedirettore del Jerusalem Post, Caroline Glick (ex ufficiale IDF), incaricata a vigilare per il Centro americano per la politica di sicurezza di Washington, DC. Un mare di stupidità.

La propaganda sionista ha cercato di rifilare al mondo intero l’idea che l’occupazione di Gaza sia finita, e che in ogni caso Israele abbia l’autorità legale per bloccare gli aiuti umanitari. Una montagna di bugie. Il piano d’azione sionista, incluso di trascinare tutte le navi al porto di Ashdod, ancora una volta ha trascinato loro stessi sulle rive della stupidità e degli atti illeciti. La tragedia continua tra lo scandalo di una parte dell’opinione pubblica e la finta compassione dell’altra. Continuare, in Italia, a sentire parlare (senza contraddittorio) di diritto all’autodifesa di Israele per giustificare i massacri di questi giorni è veramente stomachevole…

La lettera dell’Ufficio Stampa israeliano (direttore Danny Seaman):

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2 commenti

  1. […] ed appartenente a un soldato israeliano, un’altra grande menzogna dell’imbarazzante macchina da guerra della propaganda sionista stava per essere digerita dall’opinione pubblica mondiale circa la pubblicazione di un altro […]

  2. […] era diretto per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese assediata e costato la vita (secondo fonti governative sioniste) a nove persone, tutti attivisti turchi, assassinati a bordo della nave Mavi Marnara, il 31 maggio. […]


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