ISRAELE INIZIA LA SUA MARCIA VERSO L’IMPUNITA’

Se domani l’Iran aprisse il fuoco contro una qualsiasi imbarcazione entrata illegalmente nelle proprie acque territoriali si ritroverebbe sulla testa i caccia di mezzo mondo pronti a radere al suolo il Paese. Al contrario, dopo che Israele ha fatto strage di civili in acque internazionali, i governi occidentali si stanno prodigando in blocco per cercare di giustificare la sconsiderata reazione delle forze speciali di Tel Aviv. Pur condannando l’azione in sé, che ha causato la morte di una decina di persone e forse più e un non meglio precisato numero di feriti – impossibile conoscere i dati esatti a causa delle censura imposta da Israele – molti capi di Stato hanno appoggiato la tesi del premier Netanyahu e del ministro della Difesa Barak sulla necessità di un intervento per fermare quella che è stata definita una  “provocazione”. 

Molte nazioni come Francia, Italia e Gran Bretagna, a più di 24 ore dall’accaduto si sono limitati a chiedere a Tel Aviv il rilascio dei propri connazionali. Appello al quale si è aggiunto poi anche il segretario dell’Alleanza Atlantica, Anders Fogh Rasmussen, estendendo la richiesta a tutti i civili arrestati senza ragione e dei quali si sono perse le tracce. Dall’Onu, inoltre, dopo 12 ore di riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza è arrivata l’ennesima richiesta di apertura di una indagine “rapida, imparziale, autorevole e trasparente, in conformità con gli standard internazionali”. Proprio come quella realizzata dal giudice Goldstone per l’offensiva armata “Piombo Fuso” nella Striscia di Gaza che causato la morte di 1400 persone.

Ma se quella inchiesta è stata insabbiata grazie a una campagna mediatica mondiale, come si fa a pensare che questa possa avere miglior sorte?

Come è possibile credere a chi ha preferito tacere e incassare 10 milioni di dollari piuttosto che punire i responsabili del bombardamento di una scuola dell’Unicef nell’enclave palestinese?

Nonostante tutto però i vertici di Tel Aviv non hanno gradito l’iniziativa delle Nazioni Unite definendola “ipocrita” e “precipitosa” arrivata senza una reale riflessione. Tuttavia si sono offerti di portare avanti internamente l’indagine. Ma che gentili, chissà quale sarà l’esito di questa intesa inchiesta. C’è anche chi, però, come il premier turco Erdogan non intende aspettare l’esito della ennesima indagine farsa che certamente solleverà Israele da ogni responsabilità e propone punizioni repentine nei confronti di Tel Aviv e la fine immediata dell’embargo su Gaza.

Condanno nella maniera più assoluta questo massacro sanguinoso e chiedo che Tel Aviv sia assolutamente punita per la sua operazione disumana. Questo attacco insolente e irresponsabile che calpesta qualsiasi virtù umana”, ha detto il primo ministro turco annunciando inoltre che i rapporti con Israele subiranno un grande cambiamento sia sotto il profilo della collaborazione militare che sotto quello economico.

Infine, va sottolineato l’atteggiamento degli Stati Uniti, anche loro rammaricati per la perdita di vite, ma che prima di dare giudizi intendono conoscere bene come si sono svolti i fatti. E proprio contro questo lassismo di Washington nei confronti dei crimini commessi dagli storici alleati di Tel Aviv punta il dito il leader del movimento islamico che controlla Gaza, Khaled Meshaal, per il quale anche il presidente Obama ha le sue colpe in questa vicenda.

La decisione del Consiglio di sicurezza è deludente. Non è all’altezza del crimine commesso dall’esercito israeliano – ha detto il capo dell’ufficio politico di Hamas in esilio a Damsco – e la Casa Bianca è la vera responsabile del fatto che Israele sia rimasta impunita”. Gli Stati Uniti però possono stare tranquilli, la colpa non è soltanto loro, ma va divisa anche con gli amici dell’Ue, dell’Onu e della Nato. Tutti coloro cioè che preferiscono girare la tesata dall’altra parte piuttosto che mettersi contro l’asse Washington-Tel Aviv.

Assalto Flotilla: Israele inizia la sua marcia verso l’impunità
da Matteo Bernabei, RINASCITA

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2 commenti

  1. Cosa altro dovevamo aspettarci dai veri terroristi e dai veri autori dei più efferati crimini contro l’umanità: l’impunità assoluta avallata dai ministri dell’Unione Europea, in particolar modo dal Mministro Frattini che in un impocrita atteggiamento giustifica israele e non imputa alcuna responsabilità unitamente all’altrettanto spia sionista Fiamma Nierenstaein della Knesset agli attacchi contro la Freedom Flottiglia Gaza. la vergogna non ha limitii come questi personaggi che purtroppo ci governano a nostre spese a discapito delle nostre identità e valore nazionale…
    un saluto!!!

  2. […] Attaccare e uccidere cittadini di altre nazioni “in acque internazionali”, perché hanno resistito all’arresto non solo è illegale, ma sminuisce le norme internazionali del diritto. E’ un orrendo crimine. Una cosa però è certa, inoppugnabile più di qualsiasi ipotesi: l’assalto in perfetto stile piratesco compiuto dallo stato terrorista di Israele alle navi della Freedom Flotilla è stato l’ennesimo massacro di civili che rischia di rimanere vergognosamente impunito. […]


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