ALMANACCO DELLA RES PUBBLICA

 

2 giugno 1946-2 giugno 2010: Festa dell’Italia che si unì e si fece Stato

«Abbiamo vissuto anni non sempre facili anni di duro lavoro resi però fecondi dalla forza propulsiva dei valori della nostra Carta Costituzionale: democrazia, libertà, eguaglianza, giustizia. Su quei valori fondanti abbiamo costruito l’Italia di oggi, soggetto protagonista della comunità internazionale e di un’Europa che é chiamata a rafforzare la sua unità». [Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana]

  2 giugno 1946-2 giugno 2010: Festa dell’Italia che si unì e si fece Strage…

1 maggio 1947: Strage di Portella della Ginestra; 12 dicembre 1969: Strage di Piazza Fontana (ignoti); 31 maggio 1972: Strage di Peteano; 15 aprile 1973: Strage di Primavalle; 28 maggio 1974: Strage di Piazza della Loggia (ignoti); 4 agosto 1974: Strage Italicus; 7 gennaio 1978: Strage di Acca Larentia; 27 giugno 1980: Strage di Ustica (ignoti); 2 agosto 1980: Strage della stazione di Bologna; 29 luglio 1983: Strage Chinnici; 23 dicembre 1984: Strage Rapido 904; 23 maggio 1992: Strage di Capaci; 19 luglio 1992: Strage di via D’Amelio; 27 maggio 1993: Strage agli Uffizi; 27 luglio 1993: Strage di via Palestro; 3 febbraio 1998: Strage del Cermis; 12 novembre 2003: Strage di Nasiriyya…

2 giugno 2010: Strage dell’ipocrisia nell’Italietta colonia a sovranità limitata che propaganda servilmente per missioni di pace le invasioni atlantiche per saziare gli appetiti dei padroni di Washington e Tel Aviv.

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1 commento

  1. Mi chiedo ancora cosa ci sia da festeggiare in questa italietta delle comari e delle servitù atlantiste. Ricorrenze come il 25 aprile, il 2 giugno e quant’altre di nauseabondo e ormai fittizio significato gli italiani, quelli onesti, quelli vessati dalla becera politica ne hanno abbastanza. Certamente le succitate ricorrenze sono appannaggio della casta politica massonica sionista che ci governa e che giustamente ne ha tratto beneficio per loro e per le lobby multiunazionali usocratiche che rappresentano. Personalmente questa repubblica non mi appartinene visto e considerato il livello qualitativo di vita che questo sistema liberal-democratico ha ridotto milioni di cittadini italiani di cui mi sento fiero di farne parte quanto concerne la soria e l’identità culturale. La mia repubblica e nessuno si offenda e non credo di far alcun torto ideologico ancora vive e non ne è stato decretato lo scioglimento ed è quella che sorse nel settembre del ’43 a Salò, l’unica che in 600 giorni produsse leggi e provvedimenti che 65 anni di repubblica delle banane atlantista non è stata in grado di produrre; a titolo di esempio voglio ricordare la legge sulla socializzazione delle imprese che è stata modello per altri paesi per la loro crecita economica e sociale. Con questo inciso non voglio, ripeto, essere un nostalgico o fare apologismo di un’epoca irripetibile le cui condizioni socio-politiche non sussistono. Auspico che la politica, il pensiero culturale storico in un’ottica di buon senso, nell’intelligenza dell’uomo, di colui che la ricerca con costanza, possa essere la medicina per la rinascita di questo paese in senso nazionale politico economico e sociale.
    un caro aluto!!!!!


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