SENZA VERGOGNA

Mentre tutto il mondo condanna all’unanimità l’atteggiamento sproporzionato nell’uso della forza di Israele (violazione IV Convenzione di Ginevra e Legislazione navale internazionale), nell’assalto navale compiuto in acque internazionali contro gli attivisti della Freedom Flotilla diretti a Gaza per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese assediata, che ha provocato (al momento) la morte di 19 civili e decine di feriti, l’informazione continua a fare la sua parte, anche se, le notizie che giugono seppur frammentate a meno di ventiquattrore dall’accaduto, hanno oramai fatto il giro della Rete. Una cosa è certa: la spedizione della Freedom Flotilla è stata un massacro. Persino i “vecchi” del Nobel hanno condannano l’attacco israeliano alla Gaza Freedom Flotilla. Paradossalmente però c’è qualcuno che di questo massacro ancora non si è reso effettivamente conto circa la gravità che potrà avere nel proseguio delle relazioni internazionali e che ha già causato una serie di incidenti diplomatici a oltranza. Stiamo parlando dell’on. Fiamma Nirenstein (PDL), Vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari nel BelPaese delle meraviglie.

Andiamo con ordine e ripercorriamo i fatti:

Freedom Flotilla è la spediazione umanitaria (6 navi di 40 paesi partecipanti), composta da circa 700 attivisti Ong, le cui navi trasportavano 10.000 tonnellate di aiuti umanitari per la popolazione palestinese assediata di Gaza. L’obiettivo della missione, peraltro apertamente dichiarato dai Responsabili della spedizione umanitaria della Freedom Flotilla, era di porre fine pacificamente all’embargo israeliano su Gaza. Un atto dimostrativo e di sostegno per la popolazione palestinese assediata e ridotta in condizioni di vita disumane da anni di embargo israeliano. E’ la nona volta (da Agosto 2008) che il movimento Free Gaza cerca di portare aiuti umanitari via mare alla popolazione palestinese. All’alba del 31 maggio 2010, la Marina Militare israeliana ha attaccato, alla stregua del peggior atto di pirateria, il convoglio umanitario di navi in acque internazionali, 65 chilometri al largo della costa di Gaza. Da fonti internet si apprende che il numero delle vittime è, al momento, di 19 civili e oltre 50 i feriti, anche gravi. Portavoce israeliani e funzionari del governo parlano invece di 10 vittime, minimizzando vergognosamente l’accaduto, come se a loro veduta, anche il numero di una sola delle persone uccise fosse irrilevante e giustificabile, a loro volta, per cercare di nascondere impunemente in sede internazionale il crimine commesso.

La notizia, naturalmente, non poteva passare inosservata ed ha fatto il giro del mondo:

La Ue condanna l’uso della violenza da parte di Israele che ha attaccato la flottiglia internazionale di pacifisti provocando la morte di almeno nove persone. E’ quanto si legge in un comunicato al termine della riunione di emergenza degli ambasciatori Ue a Bruxelles. La riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza sull’attacco alla flottiglia filo-palestinese a Gaza da parte delle forze israeliane è cominciata.  Il segretario generale dell’ONU, Ban Ki-moon, si è detto ”scioccato” per l’attacco e, “condannando” le violenze che hanno provocato morti e feriti, ha chiesto a Israele di dare una ”completa spiegazione” dell’azione militare.

A Gaza City la gente che attendeva l’arrivo del convoglio al porto è passata dalla speranza alla rabbia. Gruppi di manifestanti sempre più numerosi hanno cominciato a radunarsi nel centro della città, dopo l’appello alla protesta della leadership di Hamas e l’invito del capo del governo di Gaza, Ismail Hanyeh, a dar vita a una ”giornata della collera” contro ”i crimini sionisti”.

Il premier israeliano Benyamin Netanyhau, rinunciando alla visita in programma a Washington, ha espresso ”pieno appoggio” all’azione dei militari contro una flottiglia filopalestinese.

”Washington sta lavorando per capire le circostanze che circondano questa tragedia”, ha detto il portavoce della Casa Bianca Bill Burton.

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha fatto presente al premier israeliano Benyamin Netanyahu la necessita; di conoscere ”tutti i fatti prima possibile” sull’attacco alla flottiglia di navi filo-palestinesi a Gaza.

L’assalto israeliano al convoglio di navi che portavano passeggeri e aiuti umanitari ai palestinesi di Gaza e che ha fatto diverse vittime, delle quali anche un parlamentare della Turchia ”E’ un atto di terrorismo di Stato”. E’ quanto ha detto il premier turco Tayyip Erdogan. L’assalto israeliano, infatti, oltre a violare la IV Convenzione di Ginevra e la Legislazione navale internazionale, è stato attuato a navi che battevano bandiera turca in acque internazionali. E le tensioni nelle piazze di Istambul non si sono fatte attendere. Il governo di Ankara ha convocato l’ambasciatore israeliano Gabby Levy e ha richiamato il suo ambasciatore in Israele.

La Lega Araba ha condannato con forza l’azione terroristica di Israele. Il Segretario Generale, Amr Moussa, ha convocato una riunione dei Paesi membri – che si terrà domani, 1 giugno – per “discutere di questo crimine atroce commesso dalle forze israeliane contro civili disarmati che ha fato numerosi morti e feriti” e “adottare una posizione araba collettiva“.

Autorità Nazionale Palestinese – Il presidente Abu Mazen ha condannato il raid israeliano definendolo “un massacro“, e ha decretato tre giorni di lutto nei Territori palestinesi. L’ANP ha chiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il presidente Abu Mazen ha telefonato al presidente turco Abdullah Gul per fargli le proprie condoglianze per la morte di diversi cittadini turchi, uccisi durante l’assalto israeliano. 

 
Egitto – Il Cairo condanna “le uccisioni per mano israeliana” e rilancia la richiesta di cancellare il blocco “illegittimo su Gaza“.
 
Giordania – Il commento di Amman: “Prendere di mira i civili è un crimine odioso che noi condanniamo severamente. Non ci sono giustificazioni per Israele“.
 
Iran – Il presidente Mahmoud Ahmadinejad: “L’azione disumana del regime sionista contro il popolo palestinese e l’impedire l’arrivo di aiuti umanitari alla popolazione di Gaza non è una dimostrazione della forza del regime, ma è un segno della sua debolezza, e tutto ciò porta questo regime sinistro e falso più vicino che mai alla fine“.
 
Kuwait – Il governo del Kuwait si riunirà in sessione straordinaria per discutere sviluppi e conseguenze dell’attacco israeliano alla Freedom Flottilla, con la quale viaggiavano anche 16 cittadini kuwaitiani.
 
Libano – Il governo di Beirut ha espresso ferma condanna dell’attacco israeliano. Il Primo Ministro Sa’ad Hariri lo ha definito “un passo folle e pericoloso che esacerberà le tensioni nella regione“, e ha invitato la comunità internazionale, e in particolare le grandi potenze “ad agire per porre fine a questa continua violazione dei diritti umani e a questa minaccia alla pace internazionale“.
 
Pakistan – Il governo di Islamabad ha espresso una dura condanna all’uso “sfrontato della forza” da parte di Israele, nonché preoccupazione per i tre pakistani che partecipano alla missione umanitaria. “L’uccisione di membri di questa missione umanitaria, che comprende anche donne, è brutale, disumana e costituisce una palese violazione delle leggi internazionali“, hanno detto dal ministero degli Esteri.
 
Francia – Il Ministro degli Esteri, Bernard Kouchner: “Sono profondamente scioccato dalle tragiche conseguenze dell’operazione militare israeliana contro la flotta di pace per Gaza. Nulla può giustificare l’uso della violenza di questo tipo, che condanniamo. Deve essere fatta completa luce sulle circostanze in cui è avvenuto questo dramma, e ci auguriamo che si avvii senza indugio una inchiesta esaustiva“.
 
Germania – Il ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle, si è dichiarato “molto preoccupato per quanto accaduto“.
 
Grecia – Il governo di Atene ha convocato l’ambasciatore d’Israele per ottenere spiegazioni. La Grecia ha inoltre annunciato di avere annullato un’esercitazione congiunta dell’aviazione con Israele, in seguito all’assalto. Lo ha detto un portavoce del ministero della Difesa, che precisato che le manovre “Minoan 2010” erano iniziate il 25 maggio e avrebbero dovute terminare il 3 giugno.
 
Norvegia – Oslo ha condannato l’attacco israeliano, definito “inaccettabile“.
 
Spagna – Madrid, che ha la presidenza di turno dell’Unione Europea, ha convocato l’ambasciatore israeliano: “Vogliamo spiegazioni“.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso sgomento e allarme per il tragico bilancio dell’azione israeliana di questa notte nelle acque del Mediterraneo Orientale. Lo si legge in un comunicato del Quirinale.

Israele deve dare spiegazioni alla comunità internazionale”. E’ quanto sottolineato dal ministro degli Esteri, Franco Frattini.

ITALIA, IL BELPAESE DELLE MERAVIGLIE…

E’ ormai chiaro a tutto il mondo che Israele non può più agire impunemente, ignorando la carta universale dei diritti umani e qualunque trattato internazionale. Mentre la Comunità europea indice una commissione d’inchiesta, su questo ennesimo crimine contro l’umanità a opera israeliana, si sono anche espressi: l’Ambasciatore israeliano a Roma, Gideon Meir, ”esprimendo il proprio rammarico per le vittime, ha sottolineato che la responsabilità di quanto accaduto deve essere imputata agli organizzatori della Flottilla”.

E, udite udite, un raglio d’asino si ode senza vergogna davanti al fatto compiuto dall’on Fiamma Nirenstein (PDL). I suoi livori verso l’intera comunità internettiana, sono noti in ogni angolo del mondo e si perdono nella notte dei tempi. E mentre il governo Berlusconi vara una manovra correttiva da 25 miliardi di euro, tagliando fondi alla Ricerca e alla Cultura, la deputata si può permettere il lusso di ricevere silenziosamente, in tempo di crisi per le famiglie italiane, un finanziamento annuale di 300.000 euro dalla Camera dei Deputati, per tenere in piedi insieme all’agente Betulla (on. Renato Farina, ex giornalista di Libero radiato con infamia dall’Ordine dei Giornalisti e già condannato a 6 mesi – pena patteggiata – per aver collaborato con i Servizi segreti italiani fornendo informazioni e pubblicando notizie in cambio di denaro nell’ambito dell’inchiesta sul rapimento dell’ex imam di Milano, Abu Omar) un Comitato per l’indagine conoscitiva sull’antisemitismo, a spese dei contribuenti.

Gli italiani tutti, sentitamente ringraziano! 

Con un gran colpo tonante di culo, ieri, dopo le dichiarazioni di condanna all’unanimità di Israele da parte di tutti i leaders mondiali e dei “vecchi” premi Nobel, l’on. Fiamma Nirenstein (PDL), assalita da pregiudizi come vespe, ha rilasciato un’incredibile quanto sbalorditiva intervista al quotidiano online l’Opinione, al profumo di pane e vaniglia. Generalmente nell’incantato mondo dei media italiani funziona così: un vecchio in motocicletta si chiama comunque “centauro”; Se in consiglio comunale si sono presi a cazzotti in faccia si scrive “seduta accesa in consiglio“; Se un disgraziato viene accusato si scrive “pesanti accuse a carico di…” e non lo si intervista; Se è uno potente invece “avviata un’indagine” e si intervista l’indagato perchè possa subito difendersi.

Alla sua età bisogna andare in fondo al contachilometri, far schizzare la lancetta in cielo. Poi ci sarà tempo per andare piano. Ma da qui a stravolgere la realtà, la strada è lunga e una volta capito il meccanismo, l’opinione pubblica potrà stare tranquilla. E sicuramente capirà anche dove finiscono i propri soldi, guadagnati col sudore della fronte al ventisette del mese, e con i quali ingrassiamo le tasche dei nostri (si fa per dire) politici. E con discreta manualità rimarrà solo che leggere, dall’onorevolissima statista della Repubblica delle Banane, Fiamma Nirenstein, che Freedom Flotilla è una minacciosa portaerei, dotata di ordigni bellici termonucleari, rapinati in una centrale nucleare sovietica dismessa o acquistati sulle vendite per corrispondenza tramite internet da iraniani senza scrupoli ed assemblati alla svelta in mare turco per cancellare dalla faccia del pianeta Terra tutti gli ebrei di Tel Aviv che vivono democraticamente e rispettano le regole di buon vicinato a Gaza. Un triofo di merda tiepida!

Leggete per credere. Da l’Occidentale:

La Turchia dovrà rispondere di quanto accaduto alla nave pacifista
intervista a Fiamma Nirenstein di Alma Pantaleo

31 Maggio 2010 

Sale la tensione in Israele, dopo la notizia dell’attacco ad una nave che portava aiuti umanitari alla striscia di Gaza. L’assalto, avvenuto nella notte, dopo che il convoglio aveva forzato il blocco navale imposto dallo stato israeliano a Gaza, ha provocato la morte di 19 attivisti filo-palestinesi e il ferimento di 26 persone, tra cui alcuni soldati israeliani. La flotta umanitaria era guidata da una nave battente bandiera turca, che si dirigeva verso Gaza dalle acque internazionali al largo di Cipro. Abbiamo fatto qualche domanda sull’accaduto all’On. Fiamma Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari.

Onorevole Nirenstein, qual è stata la dinamica della reazione da parte di Israele? C’è stata una provocazione terribile nei confronti di Israele. Parliamo di un gruppo di attivisti, in parte violenti, che andavano ad aiutare Hamas, l’organizzazione terroristica che domina Gaza e che ha giurato di distruggere Israele e di uccidere tutti gli ebrei. Il problema è che la gente a bordo delle navi ha risposto con la violenza agli Israeliani che cercavano di fermarli. Anche al Jazeera ha mostrato chiaramente come alcuni degli attivisti delle Ong sono immediatamente saltati addosso ai militari con delle mazze d’acciaio e con dei pugnali. È chiaro che poi i soldati hanno risposto.

Si può ipotizzare che a bordo ci fossero delle armi, in fondo in passato si sono già verificati degli episodi del genere Ancora non si sa bene cosa sia successo, non si sa se dentro le navi ci fossero delle armi. Si sa soltanto che i soldati israeliani hanno cercato di fermare queste navi e che immediatamente, per quello che dice la radio israeliana e sulla base delle fotografie che abbiamo a disposizione, quelli che erano sulle navi hanno reagito in modo aggressivo. Tenga conto che il governo israeliano aveva chiesto al convoglio di entrare nelle acque territoriali israeliane per un controllo (dopo le verifiche, gli israeliani avrebbero inviato gli aiuti da uno dei valichi, ndr).

L’effetto è stato di 19 morti… È un peccato, mi dispiace per coloro che hanno perso la vita. Ci sono stati anche parecchi soldati israeliani feriti, di cui uno grave, pugnalato al petto e diversi altri colpiti anche da armi da fuoco. Mi sembra un comportamento abbastanza strano per dei pacifisti.

Qual è stato il ruolo della Turchia? Un paese sovrano come la Turchia doveva guardarsi bene dal favorire una spedizione di questo tipo.

Come influirà l’incidente sui “proximity talks”? La questione è gravissima e influirà pesantemente su tutti i rapporti attualmente in corso. Non si può condurre una provocazione del genere contro Israele senza aspettarsi una reazione. Come pure dovremo aspettarci fortissime reazioni dai Paesi arabi, penso a quello che sta già accadendo in queste ore in Turchia, o alle dichiarazioni già rilasciate dai leader dell’Anp. E’ probabile che ci sarà un’interruzione del dialogo o anche l’insorgenza di nuove violenze, a questo punto tutto può succedere.

Su chi ricadono le responsabilità di quanto è accaduto? Le responsabilità sono tutte quante della Turchia che ha permesso che si organizzasse una spedizione come questa, diretta verso le coste di Gaza, un luogo dominato da terroristi e da dove vengono lanciati missili e attacchi terroristici contro Israele.

Catherine Ashton ha chiesto a Israele di aprire immediatamente un’inchiesta L’inchiesta ci deve essere e di certo ci sarà. Si dovrà capire quello che è accaduto da parte dei soldati israeliani ma si dovrà anche capire cosa c’era dentro quelle navi, chi erano le persone a bordo e come mai erano armati di coltelli e di spranghe d’acciaio.

Uno degli organizzatori italiani della “Flottiglia per Gaza” ha definito Israele “una belva del Mediterraneo” e ha parlato di “sionismo impazzito” La vera pazzia mi sembra la sua. Le belve sono quelle che se la prendono con Israele dal 1948, un Paese pacifico, florido e che porta soltanto benessere e democrazia e tutti i Paesi che si trovano intorno, circondato com’è dalle forze islamiste che vogliono distruggerlo. Israele è un Paese come tutti gli altri, che ha diritto di vivere in pace ma che gli viene negata ormai da troppi anni.

On. Fiamma Nirenstein (PDL)
Candidata al prossimo premio Nobel

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8 commenti

  1. […] Vai alla fonte Condividi questo post: […]

  2. […] far risaltare l’atrocità dell’accaduto, purtroppo però non è così. Non è stata da meno Fiamma Nierenstein, deputato del Pdl, che seppur rammaricata per le vittime, ha giustificato la reazione delle forze […]

  3. […] un altro articolo “senza vergogna” (dopo quello dell’intervista rilasciata a l’Opinione il 31 maggio scorso) della deputata on. Fiamma Nirenstein (PDL) che vi riportiamo integralmente in […]

  4. […] a bordo della nave Mavi Marmara, una delle sei che componeva la Freedom Flotilla. Tutto il mondo, compresa l’ONU (Risoluzione approvata da 32 dei 47 membri del Consiglio: Italia, Stati […]

  5. […] Con un altro gran colpo tonante di culo, l’on. Fiamma Nirenstein (PDL, gruppo Knesset) è tornata e invia messaggi d’amore. Questa è l’Italia, saccheggiata nell’anima e violentata nelle leggi, da impiccagatti senza scrupoli e senza vergogna. […]

  6. […] su sprechi infiniti mentre si tagliano fondi alla scuola, alla sanità, alla ricerca e si finanzia (silenziosamente) con 300 mila euro all’anno un Comitato per l’indagine conoscitiva…?; su famiglie in difficoltà economiche contro i lussi erogati a pioggia a manager falliti e […]

  7. […] Italia-Israele, che sarà capeggiata dalla giornalista e membro del partito di Fini, Fiamma Nirenstein (PDL). I sionisti lo attenderanno con tanto di Kippah e tappeto rosso e lui, sicuramente, troverà il […]

  8. […] è il coronamento dell’impegno culturale e della passione politica che l’on. Nirenstein, deputata del Pdl e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, ha sempre manifestato in Italia e all’estero in difesa di quei valori di libertà, democrazia e […]


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