UNA LEGGE FATTA DA INDAGATI

«Ho bisogno di essere aiutato», disse il dugongo alla dugonga. Negli abissi della libertà e dell’amore, si racconta che le sirene ammaliassero i navigatori con la loro voce suadente, stregandoli al punto da far loro condurre la nave verso gli scogli, facendola naufragare. Nell’immaginario collettivo le sirene sono creature prescritte con il corpo metà Silvio e metà Alfano. Si tratta di figure incantatrici e la più famosa citazione è senza dubbio quella fornita da Marcello Dell’Utri, nei suoi Diari: Giorgio Napolitano le incontrò durante uno dei suoi viaggi e, grazie allo stratagemma dei tappi di cera, riuscì a rendere immune il suo equipaggio dal loro canto ipnotico, mentre egli si fece legare all’albero maestro della nave per poter ascoltare quelle dolci note senza, tuttavia, rimanerne plagiato e firmarle. Almeno si spera…

Le leggi ad-sirenam hanno fornito delle risposte razionali agli avvistamenti (18 condannati in via definitiva, a cui vanno aggiunti onorevoli indagati, rinviati a giudizio, salvati da prescrizioni o amnistie) delle sirene attorno al Transatlantico ma ciò non frena il fascino del mistero. Ma perché le sirene suscitano tanto interesse? Si tratta di semplice mitologia giustizialista o il mito affonda le sue radici in episodi storici? La spiegazione sembra essere più che plausibile, anche se non giustifica la presenza dei dugonghi in acque sempre diverse. All’indomani del divieto di pesca alla passata, scorfani, pesci di barriera, olocefali, barracuda e squali chitarra di Mare nostrum, si vedranno garantita impunemente la “loro privacy” e non potranno essere intercettati con ami a gambo lungo. Questa è l’Italia, saccheggiata nell’anima e violentata nelle leggi, da predatori di plastica senza scrupoli. Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. Se siamo tutti uguali davanti alla legge, chi ha commesso un reato deve essere sottoposto a giudizio, andare in tribunale e rispondere delle proprie azioni, qualunque sia la carica che riveste. Chi gode dell’immunità, e si fa beffa delle leggi dello Stato, è un maiale più uguale…

…le creature di fuori guardavano dal maiale all’uomo, dall’uomo al maiale e ancora dal maiale all’uomo, ma già era loro impossibile distinguere fra i due.

CONTRO L’AVIDITA’ DEI NUOVI PADRONI CHE AVANZA, CONTRO L’IGNORANZA CHE HA PER MISSIONE FABBRICARE L’OPINIONE PUBBLICA, CONTRO LA PERSECUZIONE DELLE OPINIONI E LA CRIMINALIZZAZIONE DEL DISSENSO.

Ma perchè se intercettano IL GRAFFIO NEWS o tantissimi altri blog e siti web in Rete che sostengono la difesa per la libertà di pensiero, non ce ne frega niente? Forse perchè non abbiamo nulla di cui vergognarci? Auguriamoci quindi che per il domani di questa nostra Patria le nuove e future generazioni possano vivere, quanto prima possibile, in uno Stato dove i ladri siano chiamati ladri e non onorevoli. Dove il governo difenda gli onesti e non i delinquenti.

 

Meglio tardi che mai. L’avevamo detto e siamo di parola. Pubblichiamo l’articolo di RaiNews24, peraltro unico nel suo genere per questo tipo di informazione:

 

La Freedom Flotilla verso Gaza
Le navi di aiuti che Israele vuole fermare

L’arrivo del convoglio di ong al largo di Gaza è previsto per domani. Il governo israeliano non intende consentire lo sbarco.

Roma, 30-05-2010

Freedom Flotilla, il convoglio umanitario delle ong diretto a Gaza con un carico di aiuti per la popolazione palestinese è in procinto di lasciare  le acque cipriote. L’arrivo al largo di Gaza è previsto per domani. Il governo di Netanyahu ha già annunciato che non permetterà lo sbarco, bloccando le navi a largo della costa. Le cinque navi, che portano più di 700 passeggeri di 40 nazionalità diverse, sono pronte per la missione che punta a portare migliaia di tonnellate di aiuti umanitari, tra cui cemento, medicine, generi alimentari, e altri beni fondamentali per la popolazione di Gaza. A bordo esponenti di ong, associazioni e anche semplici cittadini filo-palestinesi intenzionati a forzare il blocco di aiuti umanitari a Gaza. La ‘flottiglia’, contrariamente a quanto affermato da una dirigente del movimento ‘Free Gaza’, non ha ancora lasciato le acque territoriali di Cipro. Lo ha precisato un’altra organizzatrice della spedizione, Greta Berlin. “Stanno per riunirsi per decidere quando partiranno. Non vogliono arrivare di notte in vista della costa israeliana” ha detto Berlin smentendo quanto affermato in precedenza dalla consigliere giuridico Audrey Bomse.

E con grande effetto scenico, affinchè la sceneggiata di RaiNews24 sia completa, magari al visitatore impressionato diranno: «Ma come? Non lo sai? Sono stati i palestinesi a provocare il governo di Netanyahu!».

Contenti loro…

(p.s)

“governo di Netanyahu”, leggasi parlamento sionista della Knesset

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