L’ARTICOLO «VIOLENTISSIMO»

LETTERA APERTA ALLA GIORNALISTA VALERIA PANNUTTI
di RaiNews24

Il Gatti, la Volpe e RaiNews24 – torniamo sull’argomento. Il Premio Pulitzer è un premio, considerato come la più prestigiosa onorificenza nazionale per il giornalismo, successi letterari e composizioni musicali. L’ambito riconoscimento, infatti, premia non solo il lavoro di giornalisti e fotoreporter, distintisi in vari settori dell’informazione e nella documentazione audiovisiva dei principali avvenimenti dell’anno, ma anche, è questa è una novità assoluta, anche i bloggers. La regola, unica e semplice, vale per tutti: INFORMAZIONE.

C’era una volta, nell’incantato mondo dell’informazione…

Ieri si è riunita la Giuria dei componenti del “Comitato per l’indagine conoscitiva sull’antisemitismo della Camera dei Deputati” (finanziato annualmente con soldi pubblici alla modica cifra di 300.000 euro) per dibattere una Conferenza Stampa, aperta quindi anche ai giornalisti, per l’assegnazione dell’ambito Premio. La Giuria era composta da quattro formidabili onorevoli parlamentari nominati dalle Segreterie di partito: on. Fiamma Nirestein (PDL), on. Paolo Corsini (PD), on. Enrico Pianetta (PDL) e l’on. Renato Farina, meglio conosciuto come l’agente Betulla, l’ex giornalista radiato dall’Ordine dei Giornalisti (29 marzo 2007) per aver gravemente compromesso tutte le norme deontologiche della professione giornalistica ed aver provocato un gravissimo discredito per l’intera categoria, dopo avere ammesso di aver collaborato (reato di favoreggiamento), al tempo in cui era vicedirettore del quotidiano Libero, con i Servizi segreti italiani fornendo informazioni e pubblicando notizie in cambio di denaro nell’ambito dell’inchiesta sul rapimento dell’ex imam di Milano, Abu Omar, patteggiando la pena di 6 mesi di reclusione (commutata in una multa). Ma questo è un dettaglio, niente di cui meravigliarsi, siamo in Italia.

Torniamo ai fatti e ridiamoci sopra: sembra incredibile quanto si diventa felicemente cretini ad ascoltare taluni ragionamenti. Quattro giurati e nessuno che dicesse una cosa sensata o di lodevole attenzione tale da far intervenire i giornalisti che, al contempo, sbadigliavano e smadonnavano a ogni suonata di clacson. Usavano barzellette che si interrompevano a metà, battute al lardo, cagate a raffica, e ogni tanto partiva un rutto potente e virile, quasi un richiamo amoroso ai presenti, il bramito del cervo alla cerva o del dugongo alla dugonga. Una vera Conferenza di infelici. Grazie a dio, però, nessuno di loro si accorgeva di essere ridicolo.

Eppure un bel momento, con la scritta sotto – ricordatevi di me – la vocina di una giornalista ruppe la noia. La santa era una modesta suora dell’ordine della Madonna dei Sette Dolori di RaiNews24, Valeria Pannutti, viveva semplicemente e criticava i lussi di internet di allora. E cominciarono, tutti insieme, a perseguitare come disobbedienti gli eretici. Insomma, un trionfo di merda tiepida. Era il suo momento (nuovo record mondiale di 39 secondi al netto delle interruzioni) e le chiesero: «Anche tu sei stata minacciata, non è vero?» – , disse lei, un articolo «violentissimo»: il Gatti, la Volpe e RaiNews24 ecc ecc. Era il minuto 29 e 40 secondi della buffonata organizzata con finanziamenti pubblici a spese del contribuente. Ed è proprio l’articolo scritto da IL GRAFFIO NEWS, il 23 maggio 2010, inaspettatamente in corsa insieme ad altri, per aggiudicarsi il Premio Pulitzer 2010.

Tutti sgranocchiavano. C’erano le frittatine e i panini con salamino e mortadella e, per i raffinati, uovo sodo col sale nel tovagliolino. I più scatenati erano l’on. Fiamma Nirestein (PDL) che si spruzzava la maionese direttamente in bocca e l’onorevole Betulla che aveva in dotazione due cotolette grosse come bovazze, spigolose e taglienti, e non ne diede a nessuno. Quel fighetto di Enrico Pianetta (PDL) aveva una baguette coi pomodori e l’insalata, ma chi fece il colpaccio fu proprio Valeria Pannutti (RaiNews24), che grazie allo Zio droghiere, tirò fuori varie cioccolatine con le mandorle e, udite udite, un vasetto di Nutella. Chi vuo favorire? – disse. E il suo indice di popolarità si impennò, da rospa a principessa, ed era così contenta che non gliene restò per lei.

Ascoltando con attenzione la registrazione (nella speranza che non venga rimossa) una riflessione d’obbligo è da fare. Di quale minaccia stiamo parlando signora Valeria Pannutti? Quale «violentissima» minaccia le è stata rivolta alla sua persona?

Cominciamo col dire che l’articolo in questione, visibile a tutti, non minaccia assolutamente nessuno. Tantomeno la Sua persona. Anzi, denuncia gli atteggiamenti razzisti e persecutori che quotidianamente vengono perpretati dai militari israeliani a danno della popolazione civile palestinese nei Territori Occupati ILLEGAMENTE. Ma questo lei lo sa bene. E tace, come tanti suoi colleghi daltronde, nel mondo disinvolto e addomesticato dell’informazione di casa nostra…

In quella Conferenza Stampa, orchestrata e diretta magistralmente dall’on. Fiamma Nirestein (che sottolineamo non ci interessano i suoi livori e tantomeno le sue lacrimevoli argomentazioni), tanto silenziosa quanto senza contraddittorio, in cui lei ha partecipato, non le sembra strano che le abbiano illuminato la scena concedendole il record di 39 secondi per interventi dal pubblico? Ma tant’è.

Lei, che ritiene svolgere la missione di informare l’opinione pubblica, nello specifico essere portavoce dell’informazione, quella libera soprattutto, in quella specifica circostanza è stata strumentalizzata da chi, a sua insaputa, infidamente ha preteso che raccontasse, per voce propria, una delle tante patetiche storielle come piace a loro per il piacere di inventare. Chiedo: se ne è, ad oggi, resa conto?

Ci sono due categorie di giornalisti in Italia, quelli che fanno il mestiere più antico del mondo e quelli che raccontano l’informazione esattamente per i fatti realmente accaduti. Gira voce in Rete, la storiella di un giornalista italiano in cerca di lavoro. Dice: «Se avete bisogno di un giornalista italiano che parla bene in inglese, ha dimenticato il suo tedesco, che si esprime in un francese non molto comprensibile e che in ebraico sa dire solo “OBBEDISCO”, sono pronto a lavorare con voi».

Il fatto di interessarsi compiutamente alle letture del nostro piccolo blog (online da marzo 2010), così come taluni altri attenti onorevoli nominati da “leggine porcate” sempre proni a saziare gli interessi particolari dei loro padroni, e costantemente in ascolto sulle nostre frequenze, può farci solo che piacere, quasi ci scappa una lacrima nel nostro dimostrabilissimo disinteresse verso costoro ed i loro lacrimevoli strali. Noi ci vantiamo di essere liberi, lontanissimi da interessi politici di destra o sinistra, apartitici e laici e senza coinvolgimenti servili a ipotetiche lobbies di potere. Forse, altri, hanno smarrito il senso della libertà e per loro l’informazione rimane e rimarrà un percorso inesplorato. Questo blog, se lo ricordi bene, è dedicato alla memoria di Faris Odeh, il bambino simbolo del popolo palestinese che ha lottato contro l’occupazione sionista, massacrato dai soldati israeliani il 9 novembre 2000 nei pressi del Valico di Karni nella Striscia di Gaza.

E’ FORSE UN’ERESIA DENUNCIARE QUOTIDIANAMENTE CHE I CIVILI PALESTINESI VENGANO ATTACCATI E UCCISI A MIGLIAIA DAI SOLDATI ISRAELIANI SENZA CHE NESSUNO PROVI COMPASSIONE O PARLI IN LORO DIFESA?

L’articolo «violentissimo», cui lei impacciosamente si arrampica, contiene solo una piccolissima parte delle testimonianze fotografiche del genocidio attuato dai militari israeliani nella Striscia di Gaza (Operazione Piombo Fuso, 27/12/2008 – 18/01/2009) dove vennero liquefatti oltre 1.400 civili palestinesi nel silenzio assordante dell’informazione. Non c’è traccia, in Rete o sui giornali, di sue dichiarazioni in merito. Di queste testimonianze ce ne sono a migliaia in Rete, consultabilissime anche su siti web molto più quotati del nostro, si informi, e nel balletto generalizzato dell’indignazione, si faccia portavoce di quei crimini che magistralmente vengono occultati dall’on. Fiamma Nirestein, pervasa dai suoi livori. Dovrebbe farlo anche lei, giornalista Valeria Pannutti, è il suo codice deontologico che glielo chiede. Così come farebbe bene a denunciare le tante leggine vergogna che questo sciagurato governo Berlusconi IV ha legalizzato per garantirsi l’impunità. E scriva, ne parli, racconti i fatti per come essi si svolgono nella realtà, denunci anche lei, pubblicamente, gli orrori delle guerre (missioni di pace o umanitarie, sigh!), le spire di dolore di intere popolazioni occupate, le morti cruente di bambini innocenti, le nefandezze delle guerre e le menzogne che raccontano i politici per rifinanziarle.

Censura o libertà di informazione? Noi, che non siamo giornalisti per professione e non veniamo vergognosamente finanziati annualmente con 300.000 euro di soldi pubblici, sottratti silenziosamente ai contribuenti italiani, o tantomeno con qualsiasi altra fonte economica, nel nostro piccolo riteniamo che INFORMARE LIBERAMENTE l’opinione pubblica sia un dovere e non un passatempo. Presto o tardi, soprattutto a lei signora Valeria Pannutti che lavora con l’informazione, le confezioneranno l’ennesima leggina vergogna dove potrà soltanto fare un “RIASSUNTO” delle porcherie di ciò che la cricca dei nominati ha silenziosamente compiuto. Proprio come una banale favola si racconta ai bambini per mandarli a dormire, e dove sul più bello, non sapranno mai che fine ha fatto il lupo cattivo. Se non se ne fosse accorta, scenda dal piedistallo dove l’hanno adagiata, e si unisca ai suoi colleghi in prima linea, invece di fare da comparsa in improbabili Confereze Stampa senza contraddittorio.

In conclusione…

non ci aspettiamo una rettifica delle sue gratuite accuse, mosse da chissà quale risentimento, e che forse non arriveranno mai, o magari a pretendere le Sue pubbliche scuse. Assolutamente no, nulla. Continui a veleggiare nel suo mondo incantato dei media. Le chiediamo, cortesemente, questo sì, di iniziare ad interessarsi di informazione, quel tipo di informazione che il suo codice deontologico le impone come normativa di riferimento del professionista cui si deve attenere per l’espletamento della sua professione. E casomai dovesse succedere di consultare in Rete, a sua firma, la rarità di un articolo a difesa del Popolo palestinese, lo pubblicheremo. E perchè no, magari, potrebbe essere consultato anche da un’alta attenta Giuria di nominati che, forse, potrebbero insignirla dell’ambito Premio Pulitzer da riporre, a mò di trofeo, sulla scrivania della sua Redazione. Sempre che, non si sa mai, un qualsiasi Governo, dispettoso quanto il lupo cattivo, non le faccia prima terminare il riassunto del compitino. Si affretti dunque, e magari, chieda consiglio all’agente Betulla, suo ex collega giornalista, purtroppo e ce ne rammarichiamo, radiato con infamia dall’Ordine dei GiornalistiIn bocca al lupo!

IL GRAFFIO NEWS

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2 commenti

  1. […] vergognosa prassi consente ai tanti sionisti di complemento sparsi per il mondo di zittire i critici agitando sulle […]

  2. […] e demotivata, priva di qualsivoglia progetto superiore, preda dell’illusione del “quarto d’ora di notorietà” che – in negativo – aveva ben profetizzato l’americano Andy Warhol ancora […]


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