IL GATTI, LA VOLPE E RAINEWS24

Esiste un pensiero unico, subdolo e diffuso negli ambienti dorati del politically correct, il cui intento è grottescamente mirato ad associare l’utilizzo del termine “semita”  a pregiudizi e atteggiamenti persecutori nei confronti degli ebrei. Un esempio del cattivo esempio per come il termine viene abusato e propagandato alle tenere menti, lo ritroviamo nell’enciclopedia online Wikipedia. Ma tant’è. Il termine “semita” ha origini bibliche e già verso la fine del 1700, l’utilizzo dell’aggettivo “semitisch” indicava il gruppo delle lingue (accadico, fenicio, ebraico, aramaico, siriaco, arabo, etiopico, ecc.), parlate da popolazioni antiche e moderne dell’Asia sud-occidentale e dell’Africa settentrionale, che un passo biblico (Genesi 10, 21-31) fa discendere, per la maggior parte, da Sem figlio di Noè. Ma qualcuno sembrerebbe essersene dimenticato.

ALCUNE FOTO CONTENUTE IN QUESTO ARTICOLO
E REPERITE DA FONTE INTERNET
RIGUARDANTI IL MASSACRO DEL POPOLO PALESTINESE 
CONTENGONO IMMAGINI FORTI ED ESPLICITAMENTE VIOLENTE
CHE POTREBBERO TURBARE PERSONE
PARTICOLARMENTE SENSIBILI.
 LA VISIONE E’ LIMITATA RIGOROSAMENTE AGLI ADULTI
.

Il neologismo, accolto dalla comunità dei linguisti, lo troviamo nel 1890 nelle Lectures on the comparative Grammar of the Semitic Languages di William Wright (1830-1889), nel 1898 nella Vergleichende Grammatik der semitischen Sprachen di Heinrich Zimmern (1862-1931), fra il 1908 e il 1913 nel Grundriss der vergleichenden Grammatik der semitischen Sprachen di Carl Brockelmann (1868-1956). Il termine “semita”, dunque, affonda le sue radici nella notte dei tempi e appropriarsene per libertà di comodo, o magari per avventura, associandolo alla specificità di determinati argomenti (vedi Olocausto in contrapposizione al massacro indiscriminato dei Palestinesi) con toni accusatori in chiave di lettura revisionista o negazionista è un azzardo lacrimevole, che si addice agli incensatori ruffiani e lacchè di casa nostra.

La vulgata italiota, dai media alla carta stampata, associa impropriamente l’uso dei termini “semita” e “semitico” a sinonimi di “ebreo” e di “ebraico”. Di conseguenza, abili incensatori d’accatto, abusano del termine “antisemita”, associandolo a chi, a loro parziale veduta, è “reo di antisemitismo”.

Questo machiavellico giochino viene utilizzato abitualmente a scopo disinformativo dalla maggior parte degli organi di distrazione di massa quando vengono trattati argomenti sulla questione Israelo-Palestinese in Medio Oriente.

Per occultare i massacri dei Palestinesi, che con cadenza sistematica e giornaliera vengono perpretati da Israele nel silenzio incantato dei media dell’informazione e in spregio a tutte le risoluzioni Onu violate, fanno ricorso all’accusa strumentale di antisemitismo giocando sulla confusione tra ebraismo e sionismo.

Usato correttamente il termine “antisemitismo” indica l’ostilità nei confronti dell’intera famiglia semitica che, a oggi, ha la sua componente più numerosa nelle popolazioni di lingua araba, per cui l’accento “antisemita” risulterebbe più adatto a designare chi nutre avversione nei confronti degli Arabi, piuttosto che degli Ebrei. Ecco che impulsivamente animati dalla loro irrefrenabile tendenza servile, media e novelli ascari, fanno a gara tra di loro per favorire al meglio il servigio, ergendosi a solerti inquisitori del pensiero unico.

Dal 1948 Israele occupa illegalmente i Territori palestinesi, privando la popolazione di tutti i diritti fondamentali alla libertà di movimento, al lavoro, alla salute, all’educazione; l’ebraico è diventato lingua ufficiale della colonia sionista in Palestina, compreso dalla maggior parte degli ebrei che attualmente vi risiedono, ma si tratta di una lingua morta da oltre venti secoli che solo nel Novecento è stata artificiosamente richiamata in vita.  

La stessa lingua yiddish, o giudeotedesca,  è una lingua germanica che trae le sue origini dalla cultura degli ebrei ashkenaziti, sviluppatasi nel X secolo in Renania poi diffusasi in seguito alle migrazioni ebraiche nell’Europa centrale e orientale. È dunque evidente che gli ebrei non costituiscono affatto un gruppo che, sulla base dell’appartenenza linguistica, possa esser definito come semitico.

Per rendere quanto più esaustivo il concetto, analizziamo il termine consultando il vocabolario Treccani:

 

Dal Vocabolario on line Treccani.it 
SEMITICO
semìtico agg. [der. di semita, sul modello del ted. semitisch] (pl. m. -ci). – Relativo a un gruppo di lingue (accadico, fenicio, ebraico, aramaico, arabo, etiopico, ecc.), parlate da popolazioni antiche e moderne dell’Asia sud- occidentale e dell’Africa settentrionale, che un passo biblico (Genesi 10, 21-31) fa discendere, per la maggior parte, da Sem figlio di Noè; per estens., relativo ai popoli parlanti tali lingue (assunti talora, con scarso fondamento, come gruppo etnico unitario), alla loro storia, alla loro civiltà: lingue s. (dette anche complessivamente il semitico, s. m.), facenti parte della famiglia linguistica afroasiatica; letteratura, filologia s.; l’antica religione s.; migrazioni di popoli semitici.

Antisemitismo è quindi un termine molto abusato dai media dell’informazione (che non c’è). La maggior parte dei “semiti” (gli arabi) non sono ebrei, così come la maggior parte degli ebrei non sono arabiCiò però non impedisce a prezzolati parrucconi dell’informazione, ignoranti in servizio permanente servile, di etichettare come “antisemita” chiunque sia loro inviso. Basterebbe consultare il Talmud, uno dei testi sacri dell’Ebraismo, per rendersi effettivamente conto da quanti riferimenti razzisti che incitano all’odio, esso sia composto.

L’ebraismo spiega il sionismo di oggi. E il sionismo è un male. Ha portato soltanto crimini contro l’umanità: Operazione Piombo Fuso del 27 dicembre 2008  contro la Striscia di Gaza sotto assedio dove furono massacrate oltre 1400 persone, tanto per citare un crimine contro l’umanità di cui i suddetti lacchè, utilizzatori finali di casa nostra, omettono di informare correttamente l’opinione pubblica.

 

Detto ciò, l’utilizzo improprio dei termini antisemitismo e antiebraismo derivano da una sottocultura razzista dell’ebraismo stesso, nella misura in cui si identifica con sionismo il fine ultimo di giustificare il genocidio del Popolo palestinese. Censura, quindi, o libertà di stare zitti? Il recente caso di Avram Noam Chomsky, professore emerito di linguistica al MIT (Massachusetts Institute of Technology), considerato una delle figure di primo piano nel campo della linguistica del XX secolo, è emblematico. Ma ne potremmo citare tanti altri, anche nel BelPaese, casi di intimidazione o limitazione di libertà di pensiero (che tratteremo in articoli successivi), messi a tacere dal pensiero unico poichè, i loro carnefici, non hanno accettato il principio della libera discussione come fondamento della democrazia (la loro) e della libertà di pensiero (dei loro simili).

Quanto invece è stato propagandato recentemente su RaiNews 24, rasenta il ridicolo. Il servizio del 17 maggio 2010, mescola sapientemente antisionismo e antisemitismo. L’intervista di Valeria Pannuti (RaiNews24) all’onorevole Fiamma Nirenstein (PDL), Vicepresidente della Commissione Affari Esteri della Camera, che presiede il sedicente Comitato d’Indagine Conoscitiva sull’Antisemitismo (finanziato da chi?) e il palafreniere Stefano Gatti, dell’Osservatorio sul pregiudizio antiebraico, hanno discusso il “fenomeno” dell’antisemitismo sul web, soprattutto con la diffusione dei social network, che a loro dire, rappresenterebbe uno degli aspetti allarmanti dell’antisemitismo odierno. Gli unici due fenomeni, senza vergogna, sono stati proprio loro. Le manifestazioni di odio e pregiudizio antiebraico si moltiplicano nella rete, hanno detto il Gatti e la Volpe, custodi dell’unica verità, dimenticandosi però di menzionare i crimini razzisti dei massacratori ebrei nei confronti dei massacrati palestinesi. Neanche una parola. Niente.

Come se la PULIZIA ETNICA DELLA PALESTINA, cui l’onorevole Fiamma Nirenstein il signor Stefano Gatti e l’ineffabile RaiNews 24 che non riescono a vedere oltre la punta del loro naso adunco, sembrerebbero averne mai sentito parlare (le foto lassù sono solamente un piccola testimonianza di quanto perpretato impunemente dall’esercito sionista sulla popolazione palestinese), non esistesse o fosse la solita invenzione dei “complottisti antisemiti”, proprio come piace a loro. Vergognatevi tutti, ciarlatani prezzolati, seminatori di odio e violenza, complici immorali di questo genocidio criminale e silenzioso. La vostra “democrazia” è quella dal volto della morte e dell’usura. Queste immagini in Tv e sui giornali, i vostri massacri e il vostro razzismo, non le vedremo mai. NON SI PUO’ TOLLERARE CHE I CIVILI PALESTINESI VENGANO ATTACCATI E UCCISI A MIGLIAIA SENZA CHE NESSUNO PROVI COMPASSIONE O PARLI IN LORO DIFESA. RACCONTARE I FATTI, GLI ORRORI E IL SANGUE CHE STATE SPARGENDO NEL MONDO, E’ UN ATTO DOVUTO ALL’INFORMAZIONE LIBERA DAI VOSTRI LACRIMEVOLI RICATTI. Potremo soltanto assistere ai vostri conati di vomito su argomenti che neanche ci sfiorano.  Guardate il video e giudicate voi…

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6 commenti

  1. […] col dire che l’articolo in questione, visibile a tutti, non minaccia assolutamente nessuno. Tantomeno la Sua persona. Anzi, denuncia gli atteggiamenti […]

  2. […] questo trionfo di merda tiepida al profumo di pane e vaniglia l’avevamo già sentito nell’aria. Una puzza come se qualcuno avesse lasciato il gas […]

  3. […] o sulle posizioni assunte da Israele comporta infatti il rischio di prestare il fianco alle pugnalate delle nutrite schiere di piccoli inquisitori sparsi in giro per il mondo, sempre in procinto di lanciare anatemi e scomuniche contro ogni […]

  4. […] invece il sistema di radio, giornali e tv è saldamente intrinseco alla lobby e non ci sono le condizioni per quello slancio politico in grado di infrangere quelle catene […]

  5. […] per tanti altri settori della vita sociale anche i media hanno prograssivamente imboccato la strada discendente della contaminazione con gli umori e le pulsi…; anzi, in questi che possiamo universalmente definire come “tempi ultimi” – e qui […]

  6. ……il dominio sionista basato sul controllo della moneta, della politica, dell’economia, della scienza, è omicida fin dal principio!


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