EUROZONA. L’EUROPA DEI FURBI E DELLE BANCHE

Non da oggi sosteniamo che l’Europa è nata male perché è stata, sin dall’inizio, l’Europa delle banche e del denaro e non l’Europa delle Patrie e delle Nazioni. In parole povere, hanno fatto una Spa pensando che essa potesse camminare senza il sostegno di altri elementi oltre a quello economico e non si sono accorti, o hanno fatto finta di non capire, che senza il supporto politico come l’effettiva confluenza in un unico organismo con poteri decisionali e con la capacità di programmare strategie comuni a breve ed a lungo periodo, la cosa non avrebbe avuto la possibilità di stare in piedi a lungo. Ora, piano, piano, i nodi stanno venendo al pettine e la crisi economica mondiale ha accelerato questo processo esasperando i differenziali che creavano disomogeneità e ponendo in evidenza le carenze di una mancata comune azione economica e politica nei riguardi del resto del mondo.

Per giunta la bramosia di aumentare il potere di condizionamento economico ha spinto ad allargare l’Europa a tanti Stati che non erano assolutamente in grado di reggere i parametri economici e di bilancio necessari. Malafede e riserva mentale dei singoli Stati componenti, ancora troppo legati a logiche di un potere locale, nazionale che non è disposto a cedere né a delegare ad un governo centrale, hanno creato delle discrasie e dei vuoti in quelle che avrebbero dovuto essere le connessioni e le reciproche compensazioni tra economie diverse.

Un esempio per tutti: I fatti recenti della Grecia che hanno evidenziato come i bilanci di quello Stato fossero “truccati” per apparire in regola con i parametri richiesti dalla comunità Europea, dimostrano come ci sia la necessità di un ente Europeo sovrannazionale per la certificazione dei bilanci dei singoli Stati. Ebbene, la proposta di istituire un tale ente è sempre stata respinta con forza dai singoli Stati e questo dimostra senza ombra di dubbio la malafede e la riserva mentale di essere disposti a “truccare” i bilanci qualora essi non fossero in regola. Se così non fosse non si vede il perché di tanta ostinazione a respingere tale ipotesi che non darebbe alcun fastidio in caso di buona fede. Tutto quanto è l’ennesima dimostrazione che, dopo l’ultima guerra che ha visto il trionfo dell’oro contro il sangue, ogni cosa ha assunto una esclusiva valenza economica nella paradossale convinzione che l’economia non sia solo uno degli aspetti della convivenza civile, ma che sia l’unico ed assoluto parametro e valore che condiziona tutto il resto.

Peccato perché l’Europa potrebbe essere veramente la Patria del domani per tutti noi. Ci uniscono origini, storia, cultura, tradizioni comuni e la coscienza di essere parte di un’unica realtà umana. Queste però, che sono le vere basi per una unità reale, hanno bisogno di essere supportate dalla concretezza di una vera unione anche politica, con un governo comune su base federale che però abbia il compito e la possibilità concreta, di prendere decisioni vincolanti per tutti gli Stati membri in tutte quelle questioni di carattere generale che ci pongono in confronto con il resto del mondo. Se non saremo capaci di bandire gli egoismi locali e di raggiungere in tempi brevi questa unità politica ed amministrativa, temiamo che questa Europa andrà poco a poco in disfacimento ed allora, dopo, nulla potrà mai più farla rinascere e sarà la fine di un grande e bel sogno!

da Alessandro Mezzano, RINASCITA

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2 commenti

  1. […] Nazione che non può essere separata da quella monetaria, che è affidata in modo sciagurato alla “cupola” dei banchieri. Tutto questo accade inevitabilmente quando si affidano o si abbandonano queste funzioni ai […]

  2. […] al nostro popolo. E’ da dieci anni che grida “No all’euro”, moneta della speculazione e dell’Europa delle banche. E’ da due anni che mette in guardia sul “programma” di strangolamento degli Stati – […]


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