GLI INCIDENTI NUCLEARI: CHERNOBYL

Fuoriuscite anormali di radiazioni dalle centrali nucleari, di piccole o grandi quantità, accadono di frequente e l’industria nucleare si riferisce ad esse parlando di “incidenti“. Questi “incidenti” capitano per errori umani o meccanici, o perchè l’operatore al reattore ha deciso volontariamente di dar sfogo ai gas radioattivi per sbarazzarsene. Molti incidenti hanno avuto conseguenze correlate catastrofiche. Una fusione accidentale del nucleo del reattore [1] è accaduto a Three Mile Island, negli Stati Uniti, e un incontrollato picco di potenza ha fatto esplodere la centrale nucleare di Chernobyl, in Russia. Entrambi gli incidenti sono stati dovuti a errore umano. Dato che i reattori in tutto il mondo stanno invecchiando e soffrono nelle parti metalliche dell’usura indotta da un’esposizione a intense radiazioni, c’è un’alta probabilità che un altro incidente del genere accada nel futuro.

Negli ultimi anni ci sono state parecchie occasioni scansate per un soffio nelle centrali nucleari degli Stati Uniti. Uno è accaduto al reattore Browns Ferry, in Alabama, nel 1975, quando due elettricisti che usavano delle candele per controllare eventuali fuoriuscite di aria diedero l’innesco alla schiuma di poliuretano altamente combustibile usata come mastice. Il fuoco si estese velocemente ad alcuni cavi di plastica che circondavano altri cavi, che a loro volta controllavano l’operatività del sistema di raffreddamento di emergenza del nucleo e del reattore. Il fuoco si diffuse fin nelle viscere della centrale per sette ore e mezzo, troncando migliaia di cavi e disabilitando molti dei sistemi di controllo e di raffreddamento del nucleo [2]. Il livello dell’acqua nel nucleo del reattore calò bruscamente e venne ristabilito solo quando gli operatori fecero ricorso a un impianto che non era destinato al sistema di raffreddamento d’emergenza. Si è andati vicini a un incidente anche più recentemente, alla centrale David-Besse, nel dicembre 2001: un incidente di cui si parlerà nel prossimo capitolo.

CHERNOBYL

Prima dell’incidente di Chernobyl, l’industria nucleare era certa che, in caso di sciagura in una centrale nucleare, solo una minuscola percentuale di scorie del nucleo del reattore sarebbe stata in grado di sfuggire dall’imbragatura per diffondersi nell’ambiente. Il 26 aprile 1986, quando la quartà unità della centrale nucleare di Chernobyl esplose, quasi tutti i contenuti mortali e rad ioattivi prodotti dalla fissione si sparsero all’esterno [3]. Questa catastrofe medica continuerà a piagare parte della Russia, Bielorussia, Ucraina ed Europa per il resto dei giorni. Nel 2005, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) produsse una relazione alle Nazioni Unite su Chernobyl, affermando che soltanto cinquantasei persone erano morte a seguito dell’incidente. La AIEA ha un conflitto d’interessi quando arriva a monitorare le coseguenze sulla salute delle radiazioni perchè nel 1959 ha firmato una specie di accordo diabolico con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) in cui si impediva a quest’ultima di fare ricerche sulle conseguenze sulla salute derivate dall’uso dell’atomo per scopi militari o civili, e anche di diffondere avvisi alle popolazioni esposte a radiazioni. Il dottor Michael Fernex, un professore dell’Università di Basilea che ha lavorato con il WHO, ha detto nel 2004: “Sei anni fa abbiamo provato a organizzare una conferenza. I verbali non sono mai stati pubblicati. Questo perchè in questa materia le organizzazioni alle Nazioni Unite sono subordinate all’AIEA. Dal 1986 il WHO non ha promosso nessuno studio su Chernobyl. E’ un peccato. L’interdizione a pubblicare che è caduta sulla conferenza WHO veniva dall’AIEA, che ha bloccato i verbali; la verità sarebbe stata disastrosa per l’industria nucleare” [4]. Quindi, al fine di impedire che accadesse un disastro per l’industria nucleare, la grandezza del vero disastro è stata deliberatamente occultata. Ci sono alcune conseguenze mediche e ambientali di Chernobyl che oggi conosciamo:

  • Delle 650.000 persone chiamate “liquidatori” coinvolti nell’immediata bonifica, dalle 5.000 alle 10.000 si sa che sono morte prematuramente [5]
  • Ampie aree del “granaio” ucraino e bielorusso sono diffusamente contaminate e tali rimarranno per migliaia di anni. In tutto il 20% del territorio bielorusso, l’8% di quello ucraino e dallo 0,5% all’1% di quello russo (più di 160.000 chilometri quadrati) sono stati contaminati. In totale, quest’area è equivalente all’intero stato del Kentucky o della Scozia e Irlanda sommate. Cinque milioni di persone in queste aree, di cui oltre un milione bambini, sono stati in diversa misura esposti a radiazioni. L’incidenza dei tumori tra queste persone è cresciuta. Molte delle anormalità e delle malattie genetiche causate da questo incidente si vedranno tra generazioni, nessuno vivo oggi riuscirà a vederle.
  • Una ricaduta pesantemente radioattiva si ebbe in Austria, Bulgaria, Cecoslovacchia, Finlandia, Francia, Germania Est e Ovest, Ungheria, Italia, Norvegia, Polonia, Romania, Svezia, Svizzera, Turchia, Gran Bretagna, gli stati baltici e la Jugoslavia. Piccole quantità atterrarono anche in Canada, Stati Uniti e in tutti gli altri paesi nell’emisfero nord [6]. Dato che il cesio 137 e altri isotopi come lo stronzio 90 e il plutonio 239 hanno emivite così lunghe, alcuni alimenti in Europa saranno radioattivi per centinaia di anni, a seconda dei punti che sono stati contaminati quando le radiazioni sono scese sulla terra insieme alla pioggia.
  • In Gran Bretagna, ventotto anni dopo l’incidente e a 1.500 miglia dal reattore danneggiato, 382 fattorie contenenti 226.500 pecore hanno subito severe restrizioni a causa del fatto che il livello del cesio 137 nelle carni era troppo alto. Prima di vendere le pecore, queste devono essere trasferite in altri pascoli meno radioattivi, cosicchè i loro livelli di cesio calino prima della vendita [7]. Nel frattempo la gente in Gran Bretagna si sta ancora nutrendo di bassi livelli di cesio presente nelle loro carni.
  • Nel sud della Germania persistono livelli di cesio molto alti rilevati nel suolo; i cacciatori sono compensati per la caccia ad animali contaminati, e molti funghi e bacche selvatiche sono ancora troppo radioattivi per essere mangiati [8].
  • Il governo francese inizialmente insistette che la pioggia radioattiva si fosse fermata esattamente al confine. Però recenti documenti rivelano che il governo sapeva che la radioattività in Francia aveva sorpassato tutti i livelli di sicurezza nel periodo dell’incidente. Altri paesi europei stabilirono che la verdura fresca e i prodotti caseari non venissero venduti per molti mesi e che i bambini non giocassero all’esterno per un uguale periodo di tempo, ma il governo francese negò che la cosa riguardasse la Francia. Solo ora si ammette che il cesio 137 in alcune parti del paese sono alti tanto quanto alcune aree estremamente contaminate della Bielorussia, dell’Ucraina e della Russia. Un paese che ama il proprio cibo, i funghi e i cinghiali, mostra dunque livelli molto alti di contaminazione, soprattutto per il cesio 137 [9]. Forse il fatto che la Francia abbia 58 reattori nucleari e la sua elettricità derivi all’80% dall’energia nucleare è strettamente collegato al riserbo tenuto dal governo [10].

La renna della scandinavia fu contaminata dal cesio dopo l’incidente di Chernobyl. Proprio il cesio si concentrò particolarmente nel lichene del Circolo Artico dopo la caduta della pioggia radioattiva. (…) Cartelli in Bavaria mettevano in guardia le persone di cibarsi di funghi,  questo perchè sono in grado di concentrare in sè grandi dosi di radiazioni, in particolare di cesio 137. (…) In Bielorussia, vicino a Chernobyl, dal 1986 al 2001, sono stati registrati 8.358 casi di tumore alla troide, 716 bambini, 342 adolescenti, 7.300 negli adulti [11]. La situazione del dopo-Chernobyl rappresenta un’emergenza medica unica nella storia della pediatria. Molte delle persone colpite hanno dovuto sottoporsi alla rimozione chirurgica della tiroide, senza i cui ormoni non si può vivere. Questi bambini e adulti sono diventati dipendenti dalle pillole che sostituiscono la funzione della tiroide, e che vanno prese ogni giorno per tutta la vita. Se una situazione catastrofica, tipo una guerra, dovesse impedire loro di trovare i farmaci che gli servono, morirebbero. Chernobyl ha avuto un impatto anche nella vita quotidiana di 400.000 persone che risiedevano nelle aree più contaminate dell’Ucraina, Bielorussia e Russia. A causa dell’incidente, furono obbligate a lasciare le loro case, il loro passato, i loro amici e le loro comunità per sempre. Molti vennero ricollocati in altre aree (spesso per scoprire che si trattava di un’area radioattiva tanto quanto le case e i giardini che avevano appena evacuato).

Ora convivono con la consapevolezza che loro e i loro bambini sono contaminati per sempre e potrebbero sviluppare il cancro o produrre una nuova generazione di bambini con grossi problemi congeniti [12]. Il cibo in molte parti d’Europa è ancora radioattivo, come evidenziato dai dati presentati in questo capitolo. Un terribile problema raramente menzionato dai mezzi di comunicazione o nelle conversazioni quotidiane. In una sorta di acquiescenza psicologica, la gente continua a vivere la propria vita come se fosse tutto a posto, e l’industria nucleare continua a diffondere il mito che il proprio prodotto è pulito e verde. Nel 1994 l’Office for the Coordination of Human Affairs delle Nazioni Unite fece una dichiarazione di commemorazione tragica, quasi come i discorsi pronunciati per ricordare vicende belliche:

«Diciotto anni fa, oggi, circa 8,4 milioni di persone in Bielorussia, Ucraina e Russia furono esposte alle radiazioni. Circa 150.000 chilometri quadrati, un’area che è metà dell’Italia, furono contaminati. Le aree agricole che coprivano circa 52.000 chilometri quadrati, un’area più grande delle dimensioni della Danimarca, furono rovinate. Circa 400.000 persone furono ricollocate ma milioni continuano a vivere in un ambiente dove un’esposizione continua e residuale ha creato tutta una serie di effetti dannosi. Oggi, circa 6 milioni di persone vivono in aree colpite. Le economie nella regione hanno vissuto una forte stagnazione economica, con i tre paesi direttamente colpiti che hanno speso miliardi di dollari per cercare di sostenere le conseguenze di lungo periodo del disastro di Chernobyl. I problemi di salute cronici, specialmente tra i bambini, imperversano [13]».

Diciott’anni dopo l’incidente, dal 70 al 90% del cesio 137, dal 40 al 60% dello stronzio e fino al 95% del plutonio e i suoi derivati in grado di emettere radiazioni alfa, rimangono nello strato più superficiale del suolo di Bielorussia, Ucraina, Russia e parte dell’Europa. Nel 2001, una missione del Fondo delle Nazioni Unite (UNDP-UNICEF) ha così riassunto la situazione:

La salute e il benessere delle popolazioni che vivono nelle regioni colpite sono in genere molto depressi. L’aspettativa di vita degli uomini in Bielorussia, Russia e Ucraina, per esempio, è di circa dieci anni meno dello Sri Lanka, che è uno dei venti paesi più poveri del mondo e si trova nel mezzo di una lunga e grave guerra. Le malattie e i traumi cardiovascolari sono le due cause più comuni di morte, a cui segue il tumore (e questa situazione non è confinata solo alla regione di Chernobyl). La situazione sanitaria incontrollata nella popolazione che vive nei territori colpiti è un complesso prodotto di fattori che vanno dalle malattie indotte dalle radiazioni, passando attraverso i disturbi endemici, povertà, misere condizioni di vita, servizi medici primitivi, una dieta insufficiente, fino alle conseguenze psicologiche legate a un’esistenza condotta in una situazione spaventosa, difficile da comprendere, e sulla quale si sa di non avere alcun controllo [14].

Così, il livello estremo distribuito, paura, ansia derivata dal disastro nucleare ha aggravato e potenziato altri problemi. Un recente studio svedese ha mostrato un incremento di 849 tumori nel 1996 come risultato di Chernobyl [15]. Si tratta del primo studio compiuto fuori da Russia, Ucraina e Bielorussia che abbia avuto risonanza. Sarà il primo dei molti perchè l’intervallo di tempo di dieci anni è relativamente poco per l’incubazione del cancro e perchè le altre popolazioni devono ancora studiare le loro popolazioni colpite. Si comincia anche in Francia ad affermare che i tumori alla tiroide diffusi tra le persone siano in qualche modo collegati con la pioggia radioattiva di Chernobyl [16].

A mettere una coda finale terrificante alla storia, il sarcofago radioattivo del reattore di Chernobyl, che venne costruito in tutta fretta per coprire qualcosa come 20 tonnellate di combustibile fuso e polvere radioattiva nel sito del reattore danneggiato, si sta disintegrando e spezzando, e ci si attende che non rimanga intatto per molti anni ancora [17]. Nel caso collassasse, rilascerebbe un’enorme quantità di radiazioni che verrebbero così sparse per tutta l’Ucraina, la Bielorussia, la Russia e parte dell’Europa, a seconda della direzione del vento. Di fatto, l’incidente di Chernobyl non è ancora risolto.

IL CESIO 137 Il cesio 137 è un isotopo dall’emivita di trent’anni, radioattivo per 600. E’ analogo al potassio e può agganciarsi a qualunque cellula del corpo umano. Tend a concentrarsi nei muscoli animali e umani, da dove irradia le stesse cellule muscolari e gli altri organi vicini. Emette pericolose radiazioni beta e gamma ad alta energia, ed è molto cancerogeno. Da un vecchio, sporco reattore dei laboratori nazionali Brookhaven, situati in mezzo a Long Island, negli anni ’70 e ’80 nei bambini che vivevano nei pressi del reattore. Questo cancro maligno ai muscoli poteva essere causato solo all’esposizione al cesio 137 (Suffolk Conty Law Resolution N°728-2000, amended by Resolution N°906-2000 “Creating the Suffolk Conty Legislature Rhabdo-myoma Task Force”). Il dottor John Gofman, lo scopritore dell’uranio 233, ha stimato che se 400 reattori operassero per venticinque anni, anche con un sistema di contenimento del cesio perfetto al 99.9%, la fuoriuscita di cesio lungo questo periodo equivarrebbe a sedici incidenti di Chernobyl.

[1] John W.Gofman, Radiation-Induced Cancer from Low Dose Exposure: An Indipendent Analisys, 1st ed., San Francisco: Committee for Nuclear Responsability, 1990, p.16

[2] Tecnicamente detto “meltdown”

[3] Mycle Schneider, “The Chernobyl Disaster: A Human Tragedy for Generations to Came”, IPPNW, Global Health Watch no.4, Cambridge, MA: IPPNW, settembre 2004

[4] Richard Bramhall, Chris Busby, e Paul Dorfman, CERRIE Minority Report 2004, UK Department of Health/Department of Environment Committee Examining Radiarion Risks of Internal Emitters, Aberystwyth: Ssiumi Press, 2004; Chernobyl Forum Report, 2005, http://www.iaea.org/Newscenter/Focus/Chernobyl/pdfs/05-28601:Chernobyl.pdf

[5] Medvedev, The Thruth About Chernobyl, p.32

[6] Gofman, Radiation-Induced Cancer from Low-Dose Exposure

[7] Scnheider, The Chernobyl Disaster

[8] Julie Godoy, french Finally Confront Chernobyl Risks, IPS, 1 aprile 2005

[9] Schneider, The Chernobyl Disaster

[10] Godoy, French Finally Confront Chernobyl Risks, IPS, 1 aprile 2005

[11] Relazione del governo ucraino, Annex III of UNSG, “Optimizing the International Effort to Study, Mitigate and Minimize the Consequences of the Chernobyl Disaster”, Report of the Secretary General, UN General Assembly, August 29, 2003; nel 2000 l’Organizzazione Mondiale della Sanità previde che 500.000 nuovi casi di tumore alla tiroide emergevano tra i giovani residenti nelle regioni maggiormente colpite. “The new scientist” sottolineò che il tumore alla tiroide era cresciuto di novanta volte nelle regioni più contaminate, e c’è una forte correlazione tra quantità di radiazioni e incidenza dei tumori.

[12] Schneider, The Chernobyl Disaster

[13] UN-OCHA. “Chernobyl: Needs Great 18 Years after Nuclear Accident”, United Nations Office for Coordination of Human Affais, press release, New York, 26 aprile 2004

[14] UNPD, UNICEF, “The Human Consequences of the Chernobyl Nuclear Accident – A Strategy for Recovery”, Report commissioned by UNPD and UNICEF with the support of UN-OCHA and WHO, 25 gennaio 2020

[15] Martin Tondel, et al., Increase of Regional Total Cancer Incidence in North Sweden Due to Chernobyl Accident?, “Journal of Epidemiology and Community Health”, 58, 2004, 1011-16

[16] Godoy, French Finally Confront Chernobyl Risks

[17] D.Davies, R.Marples, “Chernobyl Ten Years Later – The Facts”, University of Alberta, Canada, 12 marzo 1996

[Video YouTube da scuolanetwork]

da Helen Culdicott
IL NUCLEARE NON E’ LA RISPOSTA

 Altri post possono essere consultati nella sezione: NUCLEARE

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6 commenti

  1. PREMIER: ENTRO 3 ANNI LA PRIMA CENTRALE NUCLEARE
    Incontro a Milano tra Silvio Berlusconi e Putin. Intesa per costruire una centrale a Kaliningrad (ANSA – 26 aprile, 17:10)

    LESMO (MONZA) – “Entro tre anni,ovvero nell’ambito della legislatura, partiranno i lavori per la costruzione della prima centrale nucleare in Italia”. Lo ha annunciato il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa congiunta tenuta a Villa Gernetto con Vladimir Putin. E la Russia, attraverso le sue società, è pronta a garantire finanziamenti e collaborazione tecnologica per la costruzione di nuove centrali nucleari in Italia, ha fatto eco il premier russo Vladimir Putin. In particolare, Putin ha garantito anche la disponibilità a fornire combustibile nucleare e poi riprendere le scorie per il trattamento. La Russia, ha ricordato ancora Putin, partecipa già in Paesi terzi alla produzione di energia atomica attraverso tali sistemi: “Se in Italia questi progetti si realizzeranno – ha assicurato – da parte russa ci sarà una vasta cooperazione”.

    BERLUSCONI, ITALIA DISSE NO PER ‘ECOLOGISTI ESTREMI’ – L’Italia aveva una lunga tradizione di produzione di energia atomica ma dopo la tragedia di Chernobyl prevalsero ”gli ecologisti estremi” e con un referendum si boccio’ il nucleare. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nella conferenza stampa a Villa Gernetto con il primo ministro della Federazione russa Vladimir Putin ribadendo che l’Italia intende tornare a costruire nuove centrali perche’ ”nessun Paese puo’ rinunciare alla fonte nucleare” per la produzione di energia.

    INTESA ENEL-INTER RAO UES PER CENTRALE IN RUSSIA – Lo sviluppo di una nuova centrale nucleare a Kaliningrad è al centro dell’accordo di cooperazione firmato oggi dall’amministratore delegato e direttore generale di Enel Fulvio Conti e dal presidente di Inter Rao Ues Boris Y. Kovalchuk durante l’incontro di oggi tra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin a Villa Gernetto.

    Il Memorandum of Understanding prevede intese per la cooperazione nei settori nucleare, nella costruzione di nuovi impianti e nell’innovazione tecnica, nell’efficienza energetica e nella distribuzione, sia in Russia che nei Paesi dell’Est Europa. La futura centrale di Kaliningrad – la prima partnership pubblico-privata nel settore nucleare in Russia – sarà composta da due gruppi di 1170 MW l’uno e utilizzerà la tecnologia di terza generazione VVER 1200.

    L’entrata in produzione è prevista tra il 2016 e il 2018: una quota rilevante dell’energia prodotta sarà destinata ai vicini mercati europei. Enel – si legge in una nota della compagnia – studierà gli aspetti tecnici, economici e normativi del progetto per valutare condizioni e modalità della sua possibile partecipazione.

    “Una nuova frontiera dell’energia nucleare”. Così il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha definito uno dei progetti firmati oggi che prevede ricerche tra studiosi italiani e russi, nel settore della fusione nucleare, in base al programma Ignitur.

    DA RUSSIA 7,2 MLN PER PALAZZO E CHIESA ALL’AQUILA

    – La Russia stanzierà 7,2 milioni di euro per la ristrutturazione di Palazzo Ardinghelli e della chiesa di San Gregorio Magno all’Aquila, seriamente danneggiati dal terremoto dello scorso anno. L’accordo è stato siglato durante l’incontro tra il premier Silvio Berlusconi e il primo ministro della Federazione russa Vladimir Putin oggi a Villa Gernetto (Lesmo). L’accordo siglato dai due governi fa seguito agli impegni assunti durante l’ultimo vertice del G8 proprio a L’Aquila.”Ho detto a Putin che deve ritenersi obbligato ad accettare l’invito a venire ad ascoltare la prima messa quando verrà riaperta la chiesa di San Gregorio magno all’Aquila. E lui verrà “, ha detto Berlusconi durante la conferenza stampa congiuntacommentando il “gesto di amicizia” e di generosità della Russia.

    PUTIN, RIPRISTINARE COOPERAZIONE PRE-CRISI – Il premier russo Vladimir Putin ha auspicato che Russia e Italia ripristino i livelli pre crisi della cooperazione economica. ”Dobbiamo fare passi attivi – ha dichiarato il capo del governo russo nella conferenza comune con il premier Silvio Berlusconi – per ripristinare il livello della nostra cooperazione, abbiamo tutto per poterlo fare. In seguito alla crisi mondiale, l’interscambio si e’ ridotto del 38%. Normalmente – ha proseguito – si pensa che alla base della nostra cooperazione ci sia l’energia, e prevalentemente e’ cosi’, pero’ non e’ tutto cio’ di cui ci occupiamo insieme”, ha aggiunto Putin, ricordando la collaborazione nei settori metalmeccanico, chimico, dell’aviazione e dello spazio.

  2. Secondo me Berluska non ci sta più con la testa. A 73anni, e senza futuro, straparla di costruzione di CENTRALE NUCLEARE? In soli 3 anni poi, nenache avesse la bacchetta magica per realizzare tutti i suoi sogni. Forse nel suo immaginario collettivo pensa che esista una città di nome ARCOREGRAD, dove tutti i suoi sogni si avverano in così poco tempo. DATEGLI UNA STRIGLIATAAAAAAAAAAA, NON ESISTE AL MONDO CENTRALE NUCLEARE CHE SIA MAI STATA COSTRUITA IN 3 ANNI!!! MA QUANTE BALLE CHE RACCONTA PER COMPIACERE L’AMICHETTO DELLA TUNDRA PUTIN. E POI, QUEI FESSI DI ITALIANI CHE L’HANNO VOTATO. INCREDIBILE!!!

  3. La solita propaganda berlusconiana un tantino al chilo per non scontentare gli amici degli amici che attendono con la bava alla bocca i sontuosi finanziamenti (miliardi di euro) del chiacchiericcio iniziatico sul ritorno al nucleare. Questa di Berlusconi che vorrebbe costruire una centrale nucleare in 3 anni è una COGLIONATA NUCLEARE senza precedenti. Vi ricordate quando disse al recente summit di Washington (nel quale nessuno si accorse della sua presenza):

    “La visione di un mondo senza armi nucleari avanzata da Stati Uniti e Russia con la firma del trattato Start 2 rappresenta una speranza per tutti noi, per i nostri figli e le generazioni future. Bisogna impedire che alcuni stati (riferimento all’Iran) si predispongano di armamenti nucleari per evitare un’altra HIROSHIMA. Credo che tutto il mondo vi sia grato per quello che siete riusciti a fare. Complimenti e andiamo avanti così”

    UN’ALTRA HIROSHIMA…?!?!? sarà stata una gaffe (una delle tante dovute all’età) oppure, oppure, oppure gli Usa sono una nazione canaglia, certificati dalla parola di Silvio il Nano. Chissà Obama cosa avrà pensato…

    Povera Italia in che mani è capitata!

  4. […] scelta “sciagurata” compiuta con il referendum del 1987, sull’onda emotiva della tragedia di Chernobyl. Mentre il rischio nucleare in Giappone, dopo il grave terremoto che ha colpito l’isola […]

  5. […] animali, oggi e per le generazioni a venire. Incidenti come quelli accaduti a Three Mile Island e a Chernobyl condannano migliaia, se non milioni, di persone a pagare il costo dell’energia nucleare con […]

  6. un incidente nucleare di cui nessuno sa:

    http://pianetax.wordpress.com/2011/06/24/un-incidente-nucleare-dimenticato/


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