UNA GUERRA SENZA OPPOSIZIONE

Al di la del fatto etico…il 3 marzo 2010, il Parlamento ha approvato definitivamente e all’unanimità il rifinanziamento, automatico e senza dibattito, delle missioni militari italiane all’estero (Legge n°30 del 5 marzo 2010 in G.U n°55 del 8 marzo 2010), per un totale di 804 milioni di euro per i prossimi 6 mesi (fino al 30 giugno 2010). Si tratta della Conversione in legge del decreto del 1° gennaio 2010, recante disposizioni urgenti per la proroga degli interventi di cooperazione allo sviluppo e a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, nonché delle missioni internazionali delle forze armate e di polizia e disposizioni urgenti per l’attivazione del Servizio europeo per l’azione esterna e per l’amministrazione della Difesa. Il rifinanziamento «automatico e senza dibattito», della missione che il Parlamento del BelPaese assicura ai padroni di Washington è un crimine di guerra.

Per i primi 6 mesi del 2010 sono stati stanziati 308.780.721 milioni di euro per la proroga della partecipazione di personale militare alle missioni in Afghanistan, denominate International Security Assistance Force (ISAF) ed Eupol Afghanistan, (51 milioni al mese contro i 45 dell’anno scorso) che serviranno per mantenere operativi sul fronte afghano 3.300 soldati, 750 mezzi terrestri (tra carri armati, blindati, camion e ruspe) e 30 velivoli (4 caccia-bombardieri, 8 elicotteri da attacco, 4 da sostegno al combattimento, 10 da trasporto truppe e 4 droni). Il decreto in discussione stanzia fino al 30 giugno altri 4,3 milioni di euro per altre spese di carattere militare (2 milioni a sostegno dell’esercito afghano, altrettanti per l’addestramento della polizia afgana, e 367 mila euro per il personale militare della Croce Rossa Italiana che assiste le nostre truppe). La cifra di 308 milioni non copre il preannunciato invio in Afghanistan di altri 700-1.000 soldati, che avverrà dopo l’estate e che riguarderà quindi il rifinanziamento del secondo semestre 2010. Finora, compreso il rifinanziamento per il primo trimestre 2010, la missione bellica afgana ha risucchiato dalle casse dello Stato (leggasi SOLDI PUBBLICI) circa 2,3 miliardi di euro. La progressione annuale del costo di questa guerra: 70 milioni di euro nel 2002, 68 milioni nel 2003, 109 milioni nel 2004, 204 milioni nel 2005, 279 milioni nel 2006, 336 milioni nel 2007, 349 milioni nel 2008, 540 milioni nel 2009. Tra i nostri (si fa per dire) politici ancora c’è chi sostiene, senza dignità e senza pudore, che la missione militare afghana sia una missione umanitaria. ASSASSINI, VERGOGNATEVI TUTTI! 

ITER LEGISLATIVO DEL PARLAMENTO DELLA GUERRA ITALIANO

Prima lettura Camera dei Deputati
Disegno di legge C.3097, presentato il 7 gennaio 2010:

Discussione in Assemblea (iniziata l’8 febbraio 2010 e conclusa il 9 febbraio 2010. Approvato dopo 2 sedute: n°279/280). VOTAZIONIE EFFETTUATE CON PROCEDIMENTO ELETTRONICO: Presenti 487, Votanti 479, Astenuti 8, Maggioranza 240, Favorevoli 479. Trasmesso al Senato;

Prima lettura Senato della Repubblica
Disegno di legge S.2002, trasmesso dalla Camera il 10 febbraio 2010:

Discussione in Assemblea (iniziata il 24 febbraio 2010 e conclusa il 25 febbraio 2010. Approvato con modificazioni nella seduta n°342, dopo 2 precedenti sedute respinte: n°340/341). Trasmesso alla Camera;

Seconda lettura Camera dei Deputati
Disegno di legge C.3097-B, trasmesso dal Senato il 25 febbraio 2010:

Discussione in Assemblea (iniziata il 2 marzo 2010 e conclusa il 3 marzo 2010. Approvato definitivamente dopo 2 sedute: n° 293/294). VOTAZIONIE EFFETTUATE CON PROCEDIMENTO ELETTRONICO: Presenti 492, Votanti 462, Astenuti 30, Maggioranza 232, Favorevoli 460, Contrari 2.

LEGGE n°30 DEL 5/03/2010 (RIFINANZIAMENTO MISSIONI MILITARI)

da Camera dei Deputati, Senato della Repubblica

———-

Il ministro della guerra Ignazio Benito Maria La Russa intervistato (video sopra) nella rubrica “SKY TG24 Pomeriggio” del 22 febbraio 2010, ha affrontato la questione afghana:

«Non bisogna assolutamente coinvolgere i civili e rimane una grande necessità se si vogliono ottenere risultati in Afghanistan: conquistare i cuori e le menti degli afghani. E’ una tesi che presuppone che non ci siano errori di  questo genere o che ce ne siano, ahimè, cinicamente, il minor numero immaginabile possibile».

«Non voglio fare il primo della classe, anzi forse sono ingeneroso verso altre nazioni che si sono comportate diversamente: quando ho autorizzato l’invio dei Tornado,  aerei bombardieri ma che hanno anche una funzione di monitorare il  territorio, ho dato disposizione, consultandomi prima con i capi militari italiani, che non avessero l’armamento delle bombe. I nostri  Tornado e gli aerei che li hanno sostituiti sono in Afghanistan per  fare azione di monitoraggio, hanno un cannoncino, una grossa mitragliatrice, che può essere usata per sostenere soldati che a  terra attaccati sono in condizioni di menomata difesa, ma non hanno bombe, non possono sganciarle, non potendo sganciarle non possono commettere errori».

«Se fosse una guerra la possibilità di un attacco preventivo c’è e questo noi non lo facciamo. Gli altri sono in guerra con noi, per gli insorti non c’è nessuna regola da rispettare, tutto ciò che la guerra presuppone o, peggio, anche quello che è vietato dalle convenzioni internazionali, gli insorti lo possono fare e ci provano a farlo. Una condizione che per i nostri soldati è anche peggio: noi ci limitiamo a ciò che è possibile fare in una missione internazionale, in cui è possibile e doveroso usare la forza, ma usarla per gli obiettivi della missione, come avviene, mentre dall’altro lato non c’è nessun limite. Quindi a volte noi ci  troviamo in conflitti che sono una vera e propria guerra, ma mai per scelta nostra, ma sempre per necessità difensiva o di controllo del  territorio».

«Il nostro obiettivo -conclude La Russa- è quello di rendere  l’Afghanistan nel 2013 autonomo nella capacità di controllo politico ma anche militare del territorio e anche nel controllo di polizia con  le sue forze».

Lasciamo ai lettori del blog ogni considerazione personale in merito…

L’Italietta di Silvio Berlusconi, attualmente, è impegnata servilmente in 28 operazioni militari internazionali:

Per l’Afghanistan è autorizzata la partecipazione di 3.227 militari italiani distribuiti in due distinte missioni denominate International Security Assistance Force (ISAF) ed Eupol Afghanistan. Attualmente, i militari delle quattro Forze Armate sono distribuiti nelle aree di Kabul e di Herat. Il Senior National Representative (IT-SNR) è il Generale di Divisione dell’Esercito Claudio Mora, che ricopre l’incarico di Deputy Chief of Staff – Stability nell’ambito del Quartier Generale di ISAF. Il Comandante del Contingente (National Contingent Commander – NCC) di Herat è il Comandante del Regional Command West. Costo missione: 308.780.721 milioni di euro; Militari morti: 21.

European Union Police Mission in Afghanistan

Nel quadro della riforma della Polizia afgana, l’Unione Europea ha iniziato, di recente, l’attività di pianificazione connessa alla iniziativa PESD (Politica Europea di Sicurezza e Difesa) denominata “European Police Afghanistan” (“EUPOL AFGHANISTAN”). Detta iniziativa, finalizzata allo svolgimento delle attività di training, advising e mentoring a favore del personale afgano destinato alle unità dell’Afghan National Police (ANP), e dell’Afghan Border Police (ABP), prevede lo schieramento in Teatro di uomini dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza (GdF). Tra l’altro l’Italia partecipa, con personale dei Carabinieri e della GdF, all’addestramento dell’Afghan National Civil Order Police (ANCOP). La missione ha sede a Kabul (organismo di direzione) ed è previsto che operi a livello sia regionale (presso i 5 Comandi regionali della Polizia nazionale afgana) sia provinciale (presso i PRT). La missione ha il compito di favorire lo sviluppo di una struttura di sicurezza afgana sostenibile ed efficace, in conformità agli standard internazionali.

International Security Assistance Force (ISAF)

A seguito degli sviluppi della situazione politico-militare in Afghanistan, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato in data 20 dicembre 2001 la Risoluzione n. 1386 con la quale ha autorizzato il dispiegamento nella città di Kabul ed aree limitrofe, sotto il Cap. VII della Carta delle Nazioni Unite, di una Forza multinazionale denominata International Security Assistance Force (ISAF), con il compito di assistere le istituzioni politiche provvisorie afgane a mantenere un ambiente sicuro, nel quadro degli Accordi di Bonn del 5 dicembre 2001. L’11 agosto 2003 è avvenuta l’assunzione di responsabilità della condotta dell’operazione da parte della NATO. Nell’ambito della rotazione dei Comandi NATO per la condotta di ISAF, l’Italia, a partire dal 4 agosto 2005 e per nove mesi, ha avuto la leadership dell’ISAF VIII, schierando in Afghanistan il Comando NRDC-IT (NATO Rapid Deployable Corps-Italy) al comando del Generale di Corpo d’Armata Mauro Del vecchio. Dal 4 febbraio 2007 la leadership di ISAF X è stata assunta da comandi “composite”, formato da personale di staff proveniente dagli Standing HQ della NATO (NRDC e ARRC) nonché  da personale delle Nazioni che contribuiscono all’operazione. L’ISAF, che opera sulla base di un Military Technical Agreement (MTA) siglato dalle Autorità provvisorie afgane, comprende al momento militari appartenenti a 38 Nazioni. Dal comandante di ISAF attualmente dipendono i 5 Comandi Regionali North, West, South, East e Capital, oltre ad assetti aerei, elicotteri, forze di riserva, forze speciali ed unità di supporto. Inoltre, nell’ambito di ciascun Comando Regionale operano più Provincial Reconstruction Team (PRT), organizzazioni miste militari e civili idonee a creare un ambiente stabile attraverso un processo di ricostruzione socio-economica, mediante il supporto alle attività di ricostruzione condotte dalle organizzazioni nazionali ed internazionali operanti nella regione. Attualmente il Comando di ISAF è affidato al Gen. (US) Stanley A. McChrystal.

MISSIONE

In accordo a quanto previsto dall’OPLAN 10302 REVISE 1 del 4 mag. 2006 che ha sostituito l’OPLAN 10302 del 2 apr. 2004, la missione di ISAF è quella di “condurre operazioni militari in Afghanistan secondo il mandato ricevuto, in cooperazione e coordinazione con le Forze di Sicurezza afgane ed in coordinazione con le Forze della Coalizione, al fine di assistere il Governo afgano nel mantenimento della sicurezza, favorire lo sviluppo delle strutture di governo, estendere il controllo del governo su tutto il Paese ed assistere gli sforzi umanitari e di ricostruzione dello stesso nell’ambito dell’implementazione degli accordi di Bonn e di altri rilevanti accordi internazionali”.
In particolare, i principali compiti sono:

  • sostenere le campagne d’informazione e dei media;
  • supportare i progetti di ricostruzione, comprese le infrastrutture sanitarie;
  • sostenere le operazioni di assistenza umanitaria;
  • fornire assistenza ed aiuto alla riorganizzazione delle strutture di sicurezza della Interim Administration (IA);
  • formare ed addestrare l’Esercito e le forze di polizia locali.

Le forze italiane in ISAF possono operare all’interno delle aree ovest e di Kabul o anche nord. Per richieste di impiego al di fuori di esse, l’Italia si è impegnata a decidere entro un tempo di 6 ore.

In base a quanto previsto dall’OPLAN 10302, la missione in Afghanistan è caratterizzata da 5 fasi:

  • Fase 1: Analisi e preparazione;
  • Fase 2: Espansione, suddivisa, a sua volta, in 4 tempi:
    • 1° Stage: Area Nord;
    • 2° Stage: Area Ovest;
    • 3° Stage: Area Sud;
    • 4° Stage: Area Est;
  • Fase 3: Stabilizzazione (in atto);
  • Fase 4: Transizione;
  • Fase 5: Rischieramento.

È previsto che ISAF mantenga un costante coordinamento operativo con la struttura di Comando e Controllo già costituita per “Enduring Freedom”.

INCIDENTI E CADUTI

Kabul

  • Il 03 ottobre 2004, a seguito della fuoriuscita dalla sede stradale del mezzo su cui viaggia, perde la vita il Caporal Maggiore Giovanni Bruno, mentre altri quattro militari restano feriti.
  • L’11 ottobre 2005, a causa di un incidente mortale, perde la vita il Caporal Maggiore Capo Michele Sanfilippo.
  • Il 5 maggio 2006, a seguito dell’esplosione di un ordigno al passaggio di una pattuglia del Contingente, perdevano la vita il Capitano Manuel Fiorito e il Maresciallo Capo Luca Polsinelli.
  • Il 20 settembre 2006, a seguito di incidente stradale a Kabul, decedeva il Caporal Maggiore Giuseppe Orlando.
  • Il 26 settembre 2006, a seguito dell’esplosione di un ordigno al passaggio di una pattuglia del Contingente, nel distretto di Chahar Asyab, circa 10 km a sud di Kabul, perdeva la vita il Caporal Maggiore Capo Scelto Giorgio Langella e successivamente, il 30 settembre 2006, a seguito delle ferite riportate nell’attentato, perdeva la vita anche il 1° Caporal Maggiore Vincenzo Cardella.
  • Il 24 novembre 2007, a seguito dell’esplosione di un attentatore suicida, nel distretto di Pagman a circa 15 km a ovest di Kabul, perdeva la vita il Maresciallo Capo dell’Esercito Daniele Paladini.
  • Il 13 febbraio 2008, a seguito di uno scontro a fuoco con elementi ostili nella valle di Uzeebin nei pressi di Rudbar a 60 Km da Kabul, perdeva la vita il 1° Maresciallo dell’Esercito Giovanni Pezzulo.
  • Il 17 settembre 2009, in seguito all’esplosione di un autoveicolo bomba al passaggio di un convoglio formato da due VTLM “Lince”, sulla rotabile dall’aeroporto internazionale di KAIA (Kabul International Airport) al Quartier Generale delle Forze della Coalizione, perdevano la vita sei militari dell’Esercito:  Capitano Antonio Fortunato; Sergente Maggiore Capo Roberto Valente; Caporal Maggiore Capo Massimiliano Randino; Caporal Maggiore Scelto Matteo Mureddu; Caporal Maggiore Scelto Giandomenico Pistonami; Caporal Maggiore Scelto Davide Ricchiuto.

Herat

  • Il 03 febbraio 2005, un velivolo civile in volo da Herat a Kabul, precipitava a 60 Km sud est dalla capitale, in zona di montagna. Sul volo era presente il Capitano di Vascello Bruno Vianini effettivo al Comando Interforze Operazioni Forze Speciali, in servizio presso il PRT di Herat.
  • Il 2 luglio 2006 il Colonnello Carlo Liguori (Capo del settore Cimic del Cdo RC-W) perdeva la vita a seguito di un malore.
  • Il 21 settembre 2008 il Caporal Maggiore Alessandro Caroppo perdeva la vita per cause naturali.
  • Il 15 gennaio 2009 il Maresciallo di 1^ Classe Arnaldo Forcucci perdeva la vita per cause naturali.
  • Il 14 luglio 2009, a seguito dell’esplosione di un ordigno al passaggio di un convoglio del Contingente, nei pressi del villaggio di Ganjabad, a circa 40 km a nord est di Farah, perdeva la vita il Primo Caporal Maggiore Alessandro Di Lisio.
  • Il 15 ottobre 2009,  in seguito al ribaltamento del mezzo sul quale viaggiava, nel corso di uno spostamento operativo da Herat a Shindad, perdeva la vita il Primo Caporal Maggiore Rosario Ponziano.

Altre missioni militari internazionali in corso:

Albania: DIE, NATO HQ TIRANA
Bosnia Erzegovina: EUFOR ALTHEA, EUPM, NATO HQ SARAJEVO
Repubblica di Cipro – UNFICYP
Congo – EUSEC RD CONGO, EUPOL RD CONGO
Egitto – MFO
E.A.U. – Task Force Air
Fyrom – NATO HQ SKOPJE
Georgia – EUMM
Haiti – Operazione WHITE CRANE
Hebron – TIPH
India – Pakistan – UNMOGIP
Iraq – NTM-I
Kosovo – EULEX, KFOR
Libano – UNIFIL – Operazione “Leonte”
Malta – MIATM
Marocco – MINURSO
Mediterraneo Orientale – ”Active Endeavour” e Forze Navali permanenti della NATO
Middle East – UNTSO
Oceano Indiano – EUNAVFOR ATALANTA
Palestina – Egitto – EU BAM RAFAH
Sudan – UNAMID

 

MISSIONI-ATTIVITA’ INTERNAZIONALI DAL 1/01/2010 AL 30/06/2010

da Ministero della Difesa

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4 commenti

  1. Questi sono gli italiani, la classe politica che si meritano, il declino di un paese mai unito, culturalmente involuto e ora sempre più povero ma non ancora abbastanza…

  2. scusa ma perche tutti i soldati devono essere degli assassini? io non ho mai ucciso nessuno. e non decido io, come nel tuo caso eseguo ordini

  3. @ max

    infatti non tutti i soldati sono assassini, ma sempre soldati sono…chi ti ha chiesto se hai mai ammazzato qualcuno?!?!? mica devi rispondere a noi, alla tua coscienza! tu avrai certo ricevuto ordini e come ha detto il guerrafondaio ministro servo la russa l’avrai fatto da buon soldato “…per conquistare i cuori e le menti degli afghani…”, e se poi quel cuore o quella mente vengono trapassati da una pallottola e ci scappa il morto, pazienza…VIVA L’ITALIETTA, VIVA I FRATELLI D’ITALIA. che orrore!

  4. La Russa è un burattino imposto dai padroni U$raeliani che più di altri ha dimostrato fedelmente di prestarsi allle sottomissioni guerrafondaie del duopolio Washington-TelAviv. E’ un allievo dello spilungone voltagabbana ultrasionista, senza se e senza ma, Gianfranco Fini.

    dice…”conquistare i cuori e le menti degli afghani”…che ministro conta balle!


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