ONOREVOLI STIPENDI PER DEPUTATI E SENATORI

Mentre ai lavoratori sono richiesti sacrifici dopo un’intera vita di lacrime e sangue, farcita di flessibilità, cassa integrazione come ammortizzatore sociale, disagio, mobilità, usura, malattie professionali non riconosciute, salari da fame, precarietà e, nella peggiore delle ipotesi, morti bianche, la democrazia del clientelismo e delle affiliazioni paramafiose in cui il cittadino si vende in cambio di vantaggi e prebende, elegge i rappresentanti del Popolo. L’unica libertà garantita dalla ricetta iperliberista è quella economica sulla quale, poichè è il volano del sistema, si è disposti a chiudere un occhio. Indennità, diaria, rimborsi. Cosa sono queste voci? Sono lo stipendio degli onorevoli nominati nel BelPaese delle leggine vergogna e che si spacciano per politici. Facciamo quattro conti nello loro tasche, per vedere come i soldi che escono dalle nostre di tasche finiscono nelle loro…

I SEGUENTI DATI, DI CUI ALLA VOCE “TRATTAMENTO ECONOMICO
SONO CONSULTABILI SUI SITI WEB DELLA CAMERA E DEL SENATO

I dati iniziali, prelevati dai rispettivi siti web istituzionali, 
sono stati pubblicati dallo staff de IL GRAFFIO
a decorrere dal 09 aprile 2010

(ultimo rilevamento: 11 maggio 2011)  

A norma dell’art.56 della Costituzione, la Camera dei Deputati è composta da 630 membri, dodici dei quali eletti nella circoscrizione estero.

  • (in vigore) La prima voce è l’indennità, quella che nel linguaggio comune è definita “stipendio”, seguono la diaria e i rimborsi: per le “spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori”, per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all’estero, per le spese telefoniche. Completano la scheda le voci sull’assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.

> Indennità parlamentare
(in vigore)

  • L’indennità, prevista dalla Costituzione all’art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Tale misura è stata rideterminata in riduzione dall’art. 1, comma 52, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006). L’indennità è corrisposta per 12 mensilità. L’importo mensile – che, a seguito della delibera dell’Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% – è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l’assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75). Sull’importo netto sono inoltre trattenute le imposte addizionali regionali e comunali, la cui misura varia in relazione al domicilio fiscale del deputato.

> Diaria
(in vigore)

  • Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965. La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell’Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell’arco della giornata. L’Ufficio di Presidenza, nella riunione del 27 luglio 2010, ha deliberato che a decorrere dal 1° gennaio 2011, per il triennio 2011-2013, la misura mensile della diaria è ridotta di € 500,00. L’importo sarà quindi pari a € 3.503,11.

> Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori
(in vigore)

  • A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza. L’Ufficio di Presidenza, nella riunione del 27 luglio 2010, ha deliberato che a decorrere dal 1° gennaio 2011, per il triennio 2011-2013, la misura mensile del rimborso eletto-elettore è ridotta di euro 500,00. L’importo sarà quindi pari a euro 3.690,00. Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.

> Spese di trasporto e spese di viaggio
(in vigore)

  • I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

> Soppressione dei rimborsi per i viaggi di studio all’estero
(in vigore)

  • Con deliberazione dell’Ufficio di Presidenza del 23 luglio 2007 il rimborso delle spese sostenute dai deputati per viaggi all’estero per ragioni di studio o connesse all’attività parlamentare è stato soppresso a decorrere dal 1° gennaio 2008.

> Spese telefoniche
(in vigore)

  • I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.

> Assistenza sanitaria
(in vigore)

  • Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.

> Assegno di fine mandato
(in vigore)

  • Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l’assegno di fine mandato, che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

> Assegno vitalizio
(in vigore)

  • Il deputato versa mensilmente una quota – l’8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro – della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall’Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997 e successive modificazioni. In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato, dopo 5 anni di mandato effettivo, riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. L’importo dell’assegno varia da un minimo del 20 per cento a un massimo dell’60 per cento dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare. Il Regolamento prevede infine la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. La sospensione del pagamento dell’assegno vitalizio è inoltre prevista nel caso in cui il titolare del vitalizio assuma cariche pubbliche che prevedano una indennità il cui importo sia pari o superiore al 40 per cento dell’indennità parlamentare; alla sospensione non si procede qualora l’interessato opti per l’assegno vitalizio in luogo dell’indennità.

La Costituzione Italiana prevede che il Senato della Repubblica sia composto da 315 membri eletti tra i cittadini italiani che abbiano compiuto i 40 anni d’età.

La principale voce delle competenze spettanti al parlamentare è l’indennità, quella che nel linguaggio comune è definita “stipendio”. Seguono la diaria e i rimborsi: per le spese inerenti lo svolgimento del mandato parlamentare, per le spese accessorie di viaggio e per le spese telefoniche. Completano la scheda le voci sull’assegno di solidarietà (cioè il trattamento di fine mandato), sulle prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti.

(modifiche aggiornate, 11 maggio 2011)

  • (in vigore) La principale voce delle competenze spettanti al parlamentare è l’indennità, quella che nel linguaggio comune è definita “stipendio”. Seguono la diaria e due rimborsi forfettari: il contributo per il supporto dell’attività dei Senatori e il rimborso delle spese generali (che dal 1° gennaio 2011 sostituisce i rimborsi preesistenti per le spese di viaggio e le spese telefoniche). Completano la scheda l’assegno di solidarietà (cioè il trattamento di fine mandato), le prestazioni previdenziali e sanitarie e le facilitazioni relative ai trasporti.

Indennità parlamentare

L’indennità, prevista dalla Costituzione all’art. 69, è determinata, in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965, in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Con delibera del 1993 il Consiglio di presidenza del Senato ha stabilito che tale misura fosse ridotta al 96% del predetto trattamento (analoga decisione è stata adottata alla Camera dei deputati). Per effetto delle disposizioni contenute nella legge finanziaria 2006, l’importo lordo dell’indennità ha subito inoltre una riduzione pari al 10 per cento. L’indennità è corrisposta per 12 mensilità. L’importo mensile spettante dal 2007 e destinato a rimanere invariato fino al 2012, secondo quanto disposto dalla legge finanziaria 2008, è pari a 5.613,59 euro al netto della ritenuta fiscale (€ 4.015,18), nonché delle quote contributive per l’assegno vitalizio, per l’assegno di solidarietà e per l’assistenza sanitaria. Nel caso in cui il Senatore versi anche la quota aggiuntiva per la reversibilità dell’assegno vitalizio, l’importo netto dell’indennità scende a 5.355,46 euro.

(modifiche aggiornate, 11 maggio 2011)

> Indennità parlamentare
(in vigore)

  • L’indennità, prevista dalla Costituzione all’art. 69, è determinata, in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965, in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Con delibera del 1993 il Consiglio di presidenza del Senato ha stabilito che tale misura fosse ridotta al 96% del predetto trattamento (analoga decisione è stata adottata alla Camera dei deputati). Per effetto delle disposizioni contenute nella legge finanziaria 2006, l’importo lordo dell’indennità ha subito inoltre una riduzione pari al 10 per cento. L’indennità è corrisposta per 12 mensilità. L’importo mensile spettante dal 2007 e destinato a rimanere invariato fino al 2012, secondo quanto disposto dalla legge finanziaria 2008, è pari a 5.613,63 euro al netto della ritenuta fiscale (€ 4.015,14), nonché delle quote contributive per l’assegno vitalizio, per l’assegno di solidarietà e per l’assistenza sanitaria. Nel caso in cui il Senatore versi anche la quota aggiuntiva per la reversibilità dell’assegno vitalizio, l’importo netto dell’indennità scende a 5.355,50 euro.

Diaria

Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n. 1261 del 1965.
La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 258,23 euro per ogni giorno in cui si svolga almeno una seduta dell’Assemblea con votazioni qualificate e verifiche del numero legale, se il Senatore non partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell’arco della giornata.

(modifiche aggiornate, 11 maggio 2011)

> Diaria
(in vigore)

  • Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n. 1261 del 1965. La diaria ammonta a 4.000 euro mensili, ma nel triennio 1° gennaio 2011 – 31 dicembre 2013 sarà erogata nella misura ridotta di 3.500 euro, per effetto della deliberazione adottata dal Consiglio di Presidenza in data 25 novembre 2010. Tale somma viene ridotta di un quindicesimo se il Senatore non partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell’arco della giornata (si considerano a tal fine solo i giorni in cui si svolga almeno una seduta dell’Assemblea con votazioni qualificate e/o verifiche del numero legale effettuate con il sistema elettronico).

Rimborso delle spese per lo svolgimento del mandato parlamentare

A titolo di rimborso forfettario per le spese sostenute per le attività e i compiti connessi con lo svolgimento del mandato parlamentare, è previsto un contributo mensile di 4.678,36 euro, in parte (35% pari a 1.637,43 euro) erogato direttamente al Senatore ed in parte (65% pari a 3.040,93 euro) erogato al Gruppo parlamentare di appartenenza.

(modifiche aggiornate, 11 maggio 2011)

> Contributo per il supporto dell’attività dei Senatori
(in vigore)

  • A titolo di rimborso forfettario per le spese sostenute per le attività connesse con lo svolgimento del mandato parlamentare, è previsto un contributo mensile di 4.680 euro, che nel triennio 2011-2013 sarà erogato nella misura ridotta di 4.180 euro (1.680 versati direttamente al Senatore e 2.500 versati al Gruppo parlamentare di appartenenza).

(modifiche aggiornate, 11 maggio 2011)

> Rimborso forfetario delle spese generali
(in vigore)

  • A decorrere dal 1° gennaio 2011 i Senatori ricevono un rimborso forfettario mensile di euro 1.650, che sostituisce e assorbe i preesistenti rimborsi per le spese accessorie di viaggio e per le spese telefoniche. L’importo è stato determinato dal Collegio dei Senatori Questori, nell’ambito del riordino delle competenze economiche dei Senatori, mantenendo invariato l’onere complessivo che gravava sul bilancio del Senato per i due rimborsi soppressi.

Spese di trasporto e spese di viaggio

> Le spese accessorie di viaggio sono state sostituite e assorbite da “Rimborso forfetario delle spese generali” senza però indicare, al momento, alcun indennizzo corrispettivo;

> Le spese di trasporto sono state sostituite da “Facilitazioni di trasporto“;

  • I Senatori usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza a Roma, è previsto un rimborso spese forfettario, il cui ammontare annuo è pari a 15.379,37 euro, per il Senatore che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto o la stazione ferroviaria più vicina al luogo di residenza, ed a 18.486,31 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. Per i Senatori residenti a Roma ed eletti in collegi del Lazio, il rimborso è corrisposto nella misura di 7.689,68 euro.

(modifiche aggiornate, 11 maggio 2011)

> Rimborso forfetario delle spese generali
(in vigore)

  • A decorrere dal 1° gennaio 2011 i Senatori ricevono un rimborso forfettario mensile di euro 1.650, che sostituisce e assorbe i preesistenti rimborsi per le spese accessorie di viaggio e per le spese telefoniche. L’importo è stato determinato dal Collegio dei Senatori Questori, nell’ambito del riordino delle competenze economiche dei Senatori, mantenendo invariato l’onere complessivo che gravava sul bilancio del Senato per i due rimborsi soppressi.

(modifiche aggiornate, 11 maggio 2011)

> Facilitazioni di trasporto
(in vigore)

  • I Senatori usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.

Spese telefoniche

> Le spese telefoniche sono state sostituite e assorbite da “Rimborso forfetario delle spese generali“)

I Senatori dispongono di una somma annua di 4.150 euro per le spese telefoniche, inclusi i servizi di connettività.

Assistenza sanitaria integrativa

E’ previsto il rimborso delle spese sanitarie ai Senatori (anche cessati dal mandato ovvero ai titolari di trattamento di reversibilità, nonché ai rispettivi familiari) iscritti al servizio di Assistenza Sanitaria Integrativa, nei limiti fissati dal Regolamento e dal Tariffario che disciplinano tale Assistenza. Gli iscritti versano un contributo commisurato alle competenze mensili lorde (i Senatori in carica il 4,5% pari a euro 540,27; i titolari di assegni vitalizi il 4,7% dell’importo lordo) e quote aggiuntive per i familiari.

(modifiche aggiornate, 11 maggio 2011)

> Assistenza sanitaria integrativa
(in vigore)

  • Il Fondo di solidarietà fra i Senatori eroga un rimborso parziale delle spese sanitarie sostenute dai Senatori (nonché dai titolari di assegni vitalizi che abbiano richiesto l’iscrizione al Fondo) nei limiti fissati dal Regolamento e dal Tariffario che disciplinano tale Assistenza. Gli iscritti versano un contributo commisurato alle competenze mensili (i Senatori in carica il 4,5% dell’indennità lorda, pari a euro 540,27; i titolari di assegno vitalizio il 4,7% dell’importo lordo).

Assegno di solidarietà (a fine mandato)

Il Senatore versa mensilmente al Fondo di solidarietà il 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari ora a 804,40 euro. Al termine del mandato parlamentare, il Senatore riceve l’assegno di solidarietà (anche denominato “di fine mandato”), che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, moltiplicato per il numero degli anni di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

(modifiche aggiornate, 11 maggio 2011)

> Assegno di solidarietà (a fine mandato)
(in vigore)

  • Al termine del mandato parlamentare, il Senatore riceve l’assegno di solidarietà (anche denominato “di fine mandato”), che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, moltiplicato per il numero degli anni di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi). A tal fine il Senatore versa mensilmente al Fondo di solidarietà il 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari ora a 804,40 euro.

> Assegno vitalizio
(in vigore)

Anche in questo caso, il Senatore versa mensilmente una quota – l’8,6 per cento, pari ora a 1.032,51 euro, piu il 2,15 per cento, come quota aggiuntiva per la reversibilità, pari a 258,13 euro – della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dal Consiglio di Presidenza. In base alle norme contenute in tale Regolamento, recentemente modificato, il Senatore cessato dal mandato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età, purché abbia svolto il mandato parlamentare per almeno 5 anni. Il limite di età è ridotto di 1 anno per ogni anno di mandato oltre il quinto, fino al limite inderogabile di 60 anni. Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il Senatore sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. Tale sospensione è stata estesa – a partire dal 1° gennaio 2008 – a tutti gli incarichi incompatibili con lo status di parlamentare, agli incarichi di Governo e a tutte le cariche di nomina governativa, parlamentare o di competenza degli enti territoriali, purché comportino un’indennità pari almeno al 40 per cento dell’indennità parlamentare. E’ stata altresì approvata una nuova disposizione sulla misura degli assegni vitalizi, che si applicherà ai Senatori eletti per la prima volta a partire dalla XVI Legislatura. Per effetto di tale disposizione regolamentare, l’importo dell’assegno vitalizio varia da un minimo del 20 per cento a un massimo del 60 per cento dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

Le modifiche per ciascuna voce, applicate dallo staff de IL GRAFFIO,
e riportate di seguito alle relative indennità previste,
sono strettamente conformi al testo originale
dei rispettivi siti web istituzionali

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14 commenti

  1. […] un governo con la fiducia di entrambe le Camere, discutono le leggi, hanno una formidabile busta paga che, anche in tempo di crisi, non conosce […]

  2. […] il 1° gennaio 1948, introdusse il sistema bicamerale, costituito cioè da due rami del parlamento, la Camera e il Senato. Per l’elezione della Camera dei Deputati, i cui membri sono attualmente 630, venne conferita […]

  3. […] in partenza da quelli che sono assolutamente giochi di potere tra consorterie che si contendono la torta. Tenendo presenti tali considerazioni, non è sbagliato parlare di dittatura della […]

  4. perchè costano tanto alla collettività che subisce tagli ai servizi per mancanza di finanziamenti. a me pare esagerato tanto privilegio.

  5. […] un ddl urgente per tutelare i diritti dei cittadini italiani dai salari da fame paragonati agli onorevoli stipendi di deputati e senatori nel BelPaese delle leggine vergogna?; su sprechi infiniti mentre si tagliano fondi alla scuola, alla sanità, alla ricerca e si […]

  6. […] esclusi) e mantenere un minimo di segreteria nella capitale e di visibilità sul territorio: ognuno commenti tali cifre come vuole. Sta di fatto che chi fa il suo lavoro onestamente e, soprattutto, producendo dei risultati, con […]

  7. […] voi vi dibattete tra mille problemi, i nostri politici vivono senza far nulla con ricchissimi stipendi. E, finché dura, la chiameranno […]

  8. […] delle attività lavorative (dati ISTAT), la loro retribuzione è la decima parte dello stipendio che percepisce mensilmente un parlamentare, personalità mediocre cui non è richiesta alcuna […]

  9. Troppi al governo troppi che rubano troppi i priviligi, e nessuno vuole lasciare la poltrona troppo comoda, ma ministro non significa servire, il popolo si scocciato di tirare la cinghia per dar da mangiare a tanti ladri e a tutti quelli che girano intorno , porta borse, polizia, auto blù, segretari, scrivani, tutto a carico del popolo si italiani siamo proprionoi che li paghiamo con il nostro lavoro e le nostre tasse , ma non sarebbe nulla se fossero onesti, ma nell’aria c’è già da tempo il malcontento e prima o poi la corda si spezzerà, l’acqua dal bicchiere uscirà e chi vivrà vedrà la rivoluzione ho un golpe e facciamo la fine del venezuela

  10. […] sono sempre più indebitate (+57,5%) e con sempre minori risparmi da parte (-30%); mentre gli stipendi degli onorevoli nominati sono 15 volte superiori allo stipendio precario di un operaio della multinazionale Fiat costretto […]

  11. […] trionfo dell’addobbo. E gli apparati costano, e le campagne elettorali anche. Ma oltre alla casse romane e alle varie correnti, i quattrini prendono altre destinazioni: come dimostrano i conti nelle […]

  12. […] Possono ancora assistere all’indecoroso e vergognoso spettacolo dei parlamentari che si aumentano lo stipendio per alzata di mano? Ci domandiamo anche perchè i pensionati riuniti in assemblea non possano aumentarsi la pensione. […]

  13. […] Per legge, gli onorevoli del BelPaese dopo 5 anni di effettivo mandato, ricevono la pensione (assegno vitalizio) a partire dal 65° anno di età. La normativa è stata modificata nel 2007 attraverso una […]

  14. ho sentito tante parole letto tanti commenti….il popolo è sovrano o no??? è ora di fare dei fatti!!!!il popolo deve decidere lo stipendio dei parlamentari e tutta quella gentaglia.io non prenderò neanche la pensione perchè non raggiungerò gli anni contributivi…e loro per un solo giorno di ( lavoro) prendono la pensione?????? siamo noi che lo permettiamo!!!! le leggi li deve passare o meno il popolo….è ora di finirla….facciamo qualcosa tutti insieme!!!!!!!!!


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