MANUALE DI DEMOCRAZIA PER PRINCIPIANTI

Ma come? Non c’è già la Costituzione? Lasciatela perdere, cari allievi. Quella ci ha (notate: non scrivo “c’ha” come gli analfabeti che in genere leggete) la maiuscola, e vi spiega la Democrazia con maiuscola, quindi da pronunziarsi a gargarozzo vibrante, come fa Napolitano, ma del tutto teorica, o meglio immaginaria, e quindi di nessun uso pratico. Io cerco invece di darvi un’idea pratica della democrazia reale, quella parlamentare e partitocratica di fatto vigente, e dei suoi meccanismi; la democrazia con l’iniziale minuscola che grammaticalmente compete a tutti i nomi comuni, ma che vi sarà utile conoscere per meglio sapervi regolare. Mi astengo quindi dal linguaggio “politichese”, che è parte integrante dell’illusionismo d’obbligo, ed uso parole terra-terra, accessibili a tutti dai sette anni in su. Vi invito a farci mente locale, perchè, a scuola, queste cose non ve le insegnano sicuro!

Ecco: immaginatevi un elegante sacchetto di morbido camoscio, stretto all’imbocco da un laccetto di seta, e con su scritto “diamanti”, come quelli che vedete nei film polizieschi. Il ladro lo slaccia con occhio avido, e vede che è pieno di cacherozzoli di pecora. Più o meno, questo accade a slacciare il sacchetto delle proclamazioni democratiche. Perchè il contenuto è molto più semplice e, stringi stringi, può dirsi in poche parole. Come tutti sapete, se ascoltate i dialoghi tra i vostri genitori, sono tempi cupi, e si fa molta fatica ad arrivare alla fine del mese, se ci si arriva. Anche senza considerare i barboni sotto i ponti, o il popolo delle baraccopoli, con 2-3000 euro al mese una famiglia di “lavoratori”, anche piccola arranca. Ma c’è una miracolosa eccezione. C’è una categoria, numericamente piccolissima, che, non solo non arranca, ma sguazza in un’abbondanza da rajà indiani. Non si tratta di una casta chiusa (anche se fa di tutto per chiudersi, coi trucchi più impensati), ma teoricamente aperta, pur se, per entrarvi, tocca mettersi a pecoroni.

Vorrete sapere come fa ad essere tanto ricca. Ha forse pozzi di petrolio, o magari miniere di uranio? Macchè: è molto più semplice. Gli è che quella categoria, unica al mondo, ha la facoltà, pubblicamente riconosciutagli, di fissarsi il compenso da sé, a carico della generalità dei cittadini, che poi siete anche voi. Essi – capite? – hanno il diritto di attingere illimitatamente e a loro libito nel pubblico erario. Forse, i più svegli tra voi si porranno la domanda di come si possa attingere illimitatamente da un pozzo quasi asciutto. Non vi curate: tra quelli ci sono autentici specialisti in materia, che lo sanno benissimo! E attingono. Urpo, se attingono! Per farvi un’idea della misura, è stato recentissimamente accertato che ognuno dei fortunati, singolarmente, si mette in tasca ogni mese, tra stipendio e indennità, quasi 35.000 euro (dicesi trentacinquemila), sufficienti a mantenere dieci famiglie, ma ciò non basta affatto. Lorsignori (e signore) viaggiano gratis in aereo e in treno, fruiscono gratis, ognuno, di ufficio in centro con personale addetto, fanno la spesa a prezzi ridicoli nel supermercato esentasse interno alle sedi parlamentari, e banchettano gratis nel raffinatissimo ristorante, soggetto ai più diligenti controlli di igiene e genuinità (spesa annua, solo per la Camera, 7 milioni di euro).

Mi fermo qui, solo perchè continuare ad elencare privilegi sarebbe noioso, non perchè siano finiti. Va solo aggiunto che pure tutti gli abusi sono consentiti, dato che i “legislatorisi sono preoccupati di disporre che i controlli fossero fatti… dai controllati. Se vi siete fatti un’idea della colossale pacchia rappresentata dall’entrare a far parte della casta, il vero movente della “tenzone democratica”, e cioè di quella che vi insegnano a chiamare “politica”, l’avete già afferrato, al di là di qualsiasi cortina di chiacchiere e di sorrisoni chlorodont. Una lotta a coltello, senza esclusione di colpi, per mantenersi la gallina dalle uova d’oro (chi ce l’ha) e per acchiapparla (chi non ce l’ha). Tutto qui. Desolatamente qui. E’ inutile aggiungervi che enorme è il vantaggio dei primi, che ne abusano senza limite, dato che le regole per l’inseguimento le fanno loro. Se c’è un qualsiasi beneficio per tutti, ma si mette la regola che, per concorrervi, occorre superare gli 80 chilogrammi di peso, che succederà? Bravo Pierino! Che i grassi continueranno a ingrassare e i magri a dimagrire! E adesso andate a casa, e comportatevi da cittadini bravi, ma non fessi.

di Rutilio Sermonti

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1 commento

  1. […] staff del blog è onorato di augurare buon compleanno a Rutilio Sermonti (Roma, 18/08/1921), ex combattente RSI, un italiano che ha sempre amato la sua Patria. A 90 anni, […]


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