LA MORALE DEGLI SQUALI

Scriveva il direttore Laurent Joffrin pseudo di Lawrence Mouchard, quando la finanza è in difficoltà, gli stati corrono in suo aiuto. Quando gli stati sono in difficoltà, gli speculatori finanziari li schiacciano. Vero. E’ stata questa la morale da squali dell’Alta finanza negli ultimi due anni di crisi. E giustamente ha suscitato l’indignazione popolare. Nel settembre 2008 il sistema bancario è stato salvato dai governi, riuniti intorno al capezzale dei padroni del denaro colti da una crisi di panico. Chiamati in soccorso dall’establishment bancario incapace di far fronte ai propri errori, gli stati – cioè i cittadini – hanno mobilitato crediti e sovvenzioni per evitare il peggio agli apprendisti stregoni. Un anno dopo, gli stati indebitati per aver lottato contro la recessione sono in difficoltà. Ma invece di mostrare un pò di solidarietà, i professionisti della speculazione, attirati dall’odore del sangue, si sono coalizzati per far fuori i deboli. Sono come quei predatori scampati alla morte che finiscono col divorare i loro salvatori. L’istinto del lucro ha la meglio su ogni considerazione sociale, su qualsiasi forma di ritegno. Di fronte al cinismo di quelli che dalla crisi non hanno imparato niente, c’è solo una reazione possibile: la RIVOLTA. Recentemente il premio Nobel per la pace orwelliana Barack Obama e Nicolas Sarkozy, entrambi, hanno lanciato un messaggio urgente: risanare il capitalismo finanziario riformando la finanza mondiale, sfidando i gruppi di pressione legati alle banche, contrari alle riforme. Anche se le banche e i fondi speculativi non devono diventare il capro espiatorio dei mali economici del mondo, è innegabile che l’assenza di regole adeguate ha provocato la crisi finanziaria del 2008, degenerata poi in crisi economica. Quali risposte dare di fronte a una crisi storica del debito pubblico, soprattutto nella zona euro? E come privilegiare l’occupazione senza agravare questo debito? Prima di parlare di tecnica, di controllo, di riforma bancaria, è necessario ristabilire i princìpi elementari e riaffermare una volontà politica: la finanza deve tornare a occupare lo spazio che le spetta. Che consiste nel facilitare gli scambi, nell’organizzare il credito e nel sostenere l’economia. Non certo nel renderla schiava. Dall’inizio della crisi dei mutui subprime del febbraio 2008, negli U$A sono fallite ben 194 banche, di cui 30 dal gennaio 2010 (139 nel 2009 e 25 nel 2008), l’ultima in ordine di tempo a subire procedura del diritto fallimentare è stata la Statewide Bank, a Covington nello stato della Lousiana, il 12 marzo 2010. Alle belle parole farcite di populismo preferiamo i fatti concreti.

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1 commento

  1. […] genesi del capitalismo è ben nota. Una schiera di criminali che hanno accumulato risorse finanziarie e beni materiali con metodi gangsteristici, assassinando i […]


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