
Questa proprio ci mancava. All’iniziativa, organizzata dall’associazione Helping Hand, si sono iscritte 300 donne provenienti da ogni parte dello stato ebraico di Israele, ridotte a 14 finaliste di età compresa tra i 74 e i 97 anni. Tutte, dicono, sopravvissute agli orrori della Seconda Guerra Mondiale, e intenzionate a conquistare fascia e corona da miss. Le donne sono state valutate da una giuria composta da tre ex reginette di bellezza e da uno psichiatra geriatrico esperto nel trattare i “sopravvissuti” all’Oloca$h, che dopo un’attenta riflessione ha deciso di premiare la 79enne Hava Ershkovitz, di origini romene, fuggita dal suo paese durante la guerra, eletta in base alle esperienze e i successi raggiunti nella vita dopo la guerra. Nessun criterio estetico, quindi. La serata, che si è tenuta in una sala ricevimenti di Haifa alla presenza di oltre 600 persone, non si stenta a crederlo: le aspiranti miss, sorridenti e elegantissime, hanno sfilato sul tappeto rosso dispensando sorrisi e saluti, felici all’idea di partecipare. La commissione dei giusti di Yad Vashem, la fiamma eterna che arde in quel ricettacolo di propaganda sionista, ringrazia per l’incasso della serata. Lavato, ancora una volta, il sangue che ricopre Israele e i suoi dirigenti sionisti.
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