
Il documento targato Fornero della “riforma del mercato del lavoro” approvato dall’infame governo Monti, che contiene norme mirate allo smantellamento dell’art. 18 e della libertà di licenziamento, continua fare discutere. In perfetta continuità con le politiche turboliberiste e antisociali del defunto governo Berlusconi IV, di fronte a quella cosiddetta “riforma epocale” (sic) più volte invocata dai sindacati collaborazionisti, si tratta di una controriforma devastante che, complessivamente, peggiora le tutele dei lavoratori e lascia praticamente irrisolti gli annosi problemi del precariato e dell’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. A tutto vantaggio della borghesia industriale, che riducendo di molto il potere contrattuale mira a instaurare nuove relazioni industriali sul modello criminale imposto ai lavoratori della Fiat del trafficante di schiavi Marchionne. Intanto il governo Monti della grande finanza, della Bce e della macelleria sociale si muove in rapidità, forte del sostegno di media indecorosi, in nome e per conto dei vampiri di questo capitalismo, delle élite globaliste per le quali questo individuo abbietto elargisce privilegi, pregiudicando il futuro e la dignità di migliaia di lavoratori e famiglie italiane. Per la verità, questo individuo tanto giustamente vituperato da chi ha ancora un pò di senso di giustizia sociale e qualche considerazione per la dignità dell’uomo, è nient’altro che un sottoprodotto spregevole della dominazione capitalistica incontrastata, la quale agisce sempre più in profondità attraverso la flessibilizzazione del lavoro e la precarizzazione degli stessi percorsi esistenziali. Mario Monti però è in buona compagnia, degna di lui e di ciò che nella realtà rappresenta, il nulla, che con arroganza va avanti per la sua strada: il ministro delle lacrime Elsa Fornero e il maggiordomo Raffaele Bonanni sempre pronto ad incensare la riproduzione capitalistica che non incontra ostacoli. Ed è grazie a queste due sponde che il golpista del comitato direttivo del gruppo Bilderberg può realizzare anche in Italia il suo allucinante disegno di schiavizzazione del lavoro: «Sulla flessibilità in uscita è vero che stiamo tagliando qualcosa, una garanzia che impediva il licenziamento perché attribuiva al giudice l’immediato reintegro del lavoratore licenziato». Lo ha sottolineato il ministro del lavoro Fornero, intervenendo a Torino al convegno dell’Udc. «Questo non è sottrarre una protezione – ha proseguito - anche perché era limitata ad una cittadella di lavoratori, i giovani ne sono fuori e in parte anche le donne, il nostro obiettivo è distribuire meglio la protezione su una platea più ampia», ha spiegato il ministro. Da qui la replica del sindacalista della Cisl, Raffaele Bonanni: «Fa bene il ministro Fornero a difendere l’impianto della riforma sul mercato del lavoro». E poi: «Prima di spiegare la riforma, bisogna anche approvarla in tempi brevi e con poche correzioni». Uova o non uova, una volta capito il meccanismo c’è poco da star tranquilli…




























































