La giustizia nell’Italia della mafia e delle banche

Alcatraz è un’isola situata nella baia di San Francisco, (California, USA), famosa per essere stata sede dell’omonimo carcere di massima sicurezza comunemente noto per l’estrema rigidità con cui erano trattati i detenuti. Alcatraz venne adibito a carcere federale americano di massima sicurezza nell’agosto 1934. Nel suo ventre minaccioso ha ospitato criminali del calibro di Al Capone o James J. Bulger, recentemente riarrestato, e fino a qualche tempo fa il secondo uomo più ricercato dall’FBI dopo lo sceicco Osama bin Laden. Il 21 marzo 1963, dopo 29 anni di funzionamento, il leggendario penitenziario federale di Alcatraz è stato chiuso perchè troppo costoso per continuare ad operare. Di errori giudiziari è pieno il mondo, e guardando all’Italia, la cosa più rivoluzionaria che si possa fare è applicare la legge. Cosa che sembra semplice, perfino ovvia nella patria del Diritto romano, ma che invece lascia il tempo che trova. Nel 2006, dopo il via libera al decreto legge sull’indulto del guardasigilli Clemente Mastella, boati da stadio, urla ed applausi si udirono dall’interno delle carceri italiane. Furono oltre 15.000 i detenuti che beneficiarono della nuova legge. «È un provvedimento positivo, accolto con grande soddisfazione dalla Santa Sede» disse il cardinale Martino, Presidente della Pontificia Commissione Giustizia e Pace. Ma l’indulto non risolveva i problemi della giustizia. Bisognava andare oltre. «La soluzione è l’amnistia», chiosarono i radicali Marco Pannella e l’abortista Emma Bonino. Poi venne il turno della Ue applicando sanzioni a danno dell’Italia. L’argomento è arcinoto e non serve approfondirlo: legittimo impedimento, processo breve, processo lungo e porcherie varie sembrava chiudessero il ciclo delle vergogne. Macchè.

Sul decreto legge varato dal governo del boiardo Monti prima di Natale per alleggerire la presenza dei detenuti nelle carceri, si arrivò persino a discutere la “sospensione del processo per gli irreperibili”.

La notizia venne imboccata agli italiani così: mentre Lele Mora tentava il suicidio (soffocandosi con dei cerotti) nel carcere milanese di Opera dove è detenuto, il leader radicale Marco Pannella e il deputato del Pd Roberto Giachetti passavano la notte di Capodanno con i detenuti del carcere di Rebibbia, a Roma.

Quindi su partecipazione straordinaria del ministro Paola Severino Di Benedetto vennero messi a punto i provvedimenti (due decreti legge, un disegno di legge, un decreto del presidente della Repubblica e un decreto legislativo) per l’emergenza carceri, insieme a misure per velocizzare la giustizia civile.

«Il sovraffollamento delle carceri è il primo dei miei pensieri – disse la fatina inebetita – ed è per questo che ho scelto lo strumento del decreto legge».

Risultato, l’uscita dal circuito carcerario per gli arrestati in flagranza di reato e altri 4.000 detenuti fuori dalle patrie galere.

Ma non bastava.

Vennero quindi assegnati 57 milioni di euro per l’edilizia carceraria. E mentre gli italiani erano tutti intenti a preoccuparsi per i tassisti, crociere e forconi, con l’ennesimo colpo tonante di culo il governo dei banchieri presentava il decreto sulle liberalizzazioni. Novantadue articoli e tanta ipocrisia.

In foto il leader del cemento Salvatore Riina, «Totò» per gli onorevoli amici.
La sua ditta “Cementi & Cementi Srl” è famosa in tutto il mondo
per cappotti di marmo e piedistalli di cemento armato

Nel testo del decreto (scaricabile in basso) un masso-provvedimento “Project financing per la realizzazione di infrastrutture carcerarie”, cui all’articolo 44 che in sintesi realizza tutti i sogni della Repvbblica Italiana e dei suoi associati, la Mafia e le Banche: affidare le carceri ai privati.

L’esclusiva del provvedimento è la concessione ai soggetti privati – diciamo Impresa Edile Marco Di Lauro SpA (ricercato da 2005 deve scontare 14 anni di reclusione), Costruzioni e Preventivi Matteo Messina Denaro Srl (ricercato dal 1993 deve scontare l’ergastolo), Edil Condello di Domenico & C. (ricercato dal 1993 deve scontare l’ergastolo) – a non più di 20 anni.

Non solo quindi si permette ai privati di costruire le carceri (comma 1), ma viene anche puntualizzato che, secondo quanto disposto al comma 2:

  • Al fine di assicurare il perseguimento dell’equilibrio economico-finanziario dell’investimento, al concessionario è riconosciuta, a titolo di prezzo, una tariffa per la gestione dell’infrastruttura e per i servizi connessi, ad esclusione della custodia (…)

Vale a dire, la gestione carceraria, secondini esclusi, è affidata a privati imprenditori (come sopra).

Con tanti saluti alla legalitàspecial modo nell’edilizia – che sarà finalmente (sic) gestita da delinquenti.

Ma non finisce qua…

Al comma 3 del provvedimento:

  • Il concessionario nella propria offerta deve prevedere che le fondazioni di origine bancaria contribuiscano alla realizzazione delle infrastrutture di cui al comma 1, con il finanziamento di almeno il 20 per cento del costo di investimento.

Tasse e terrorismo fiscale stanno provocando effetti che andranno oltre le reali necessità di tirare la cinghia. Dopo i regali di Natale alle banche imposti ai pensionati che per poter avere uno straccio di pensione, saranno costretti all’accredito su un conto corrente bancario, ecco un altro aiuto del governo fantoccio italiano alle banche che potranno affondare i loro artigli nella torta di denaro pubblico, offerta con massonica riverenza da un bankster (Mario Monti) che viene da una grande banca (Goldman Sachs) che ha fatto fallire il mondo.

Il decreto legge è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dopo la firma del cameriere del nuovo ordine mondiale Giorgio Napolitano.

La nuova regola del boiardo bocconianoequità e coesione sociale – è invece che dovremmo affidare la vita e il conto in banca ai professori di economia della Bocconi.

Auguriamoci che per il domani di questa Patria, umiliata e vilipesa nell’Onore, le nostre generazioni possano vivere in uno Stato dove i ladri siano chiamati ladri e non onorevoli.

Dove un governo – NAZIONALE e SOCIALISTA – difenda gli onesti e non i delinquenti.

Testo sulle liberalizzazioni

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1 commento

  1. [...] del preside Mario Monti, sulla monotonia del posto fisso, è il turno di ritagliarsi un altro angolo di notorietà per il ministro dei braccialetti elettronici di sorveglianza per i detenuti fuori dal carcere (a [...]


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