
SICILIA, L’ISOLA CHE NON C’È – I “Liberalizzatori” uccidono l’Italia. Scherzano col fuoco. I mezzi stampa di regime, quelli che operano per la “distrazione di massa”, hanno inizialmente relegato tra le notizie “minori” il forte moto di protesta popolare iniziato in Sicilia dal movimento dei forconi. Poi hanno pilotato critiche ad hoc: “deviazioni mafiose”, strumentalizzato da “forza nuova” o dall’ultrasinistra, “scissioni” e così via. Ma il movimento di popolo in atto non è etichettabile, né bastano voci “terroristiche” a esorcizzarne la portata. Si va diffondendo in tutta Italia, spontaneamente. A Napoli come a Milano, a Reggio come a Rimini e ovunque già si siano mobilitati dalla base “forze d’urto” per il bene di tutti e in un fronte comune, partecipate da giovani, da lavoratori, da italiani. Tutto il popolo Italiano si sta risvegliando. E questa è una settimana decisiva: gli oligarchi, il governo della miseria, i partiti e i sindacati di regime sono spiazzati, arrancano. Blocchi, proteste, presidii, manifestazioni e sciopero generale di base venerdì 27 gennaio. Eja.
…Italiani
da Ugo Gaudenzi, direttore RINASCITA
Forconi, inizia il contagio…
L’accusa è arrivata direttamente dal presidente di Confindustria della Sicilia, Ivan Lo Bello: «Sappiamo per certo che tra gli agricoltori e gli autostraportatori che stanno creando notevoli danni al sistema imprenditoriale, ci sono personaggi legati alla criminalità organizzata». Parole pesanti contro il Movimento dei Forconi, che insieme a Forza d’Urto, da lunedì 16 gennaio sta bloccando la Sicilia portando in strada agricoltori, autotrasportatori e pescatori sfiancati dalla crisi.
Ma Martino Morsello, rappresentante dei Forconi, non ci sta e per protesta ha iniziato lo sciopero della fame: «Con sdegno il nostro movimento denuncia una campagna denigratoria del presidente degli industriali siciliani, Ivan Lo Bello, e di tutti i rappresentanti di categoria». Intanto in tutta l’isola crescono i disagi per la protesta: i distributori di carburante sono ormai a secco. Stessa sorte per i supermercati, dove sugli scaffali cominciano a scarseggiare i prodotti alimentari.
Se non hanno pane, che mangino brioche!
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