Giacinto Auriti, quando le Idee non muoiono mai

«Non sono fascista, perchè è troppo poco»
[Giacinto Auriti, Guardiagrele 10/10/1923 – Roma 11/08/2006) 

Oggi, 11 agosto 2011, ricorre il V anniversario dalla scomparsa del prof. Giacinto Auriti, docente di quattro cattedre di Giurisprudenza, Cofondatore della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Teramo, diverse pubblicazioni in materia giuridica. Uomo di grande coraggio che ha rivelato al mondo la grande truffa dei signori della moneta, gli usurai dai colletti bianchi, che si sono appropriati del diritto di stampare moneta a costo zero lucrando del corrispettivo valore creato dai cittadini che l’accettano come mezzo convenzionale di pagamento. Ideatore del SIMEC (Simbolo Econometrico di valore indotto), sperimentato nel luglio del 2000 a Guardiagrele (Chieti) per verificare le teorie sul cosiddetto “valore indotto” della moneta in base alle quali il SIMEC avrebbe finito con l’acquisire un valore intrinseco e una spendibilità fiduciaria. Questo rivoluzionario progetto, se reso operativo, smantellerebbe tutte le strutture operative del comando oligarchico dell’Alta finanza, mettendo in discussione l’intero sistema economico mondiale che mediante meccanismi capitalistico finanziari imposti dalla grande usura, concretizzano l’asservimento dei popoli del pianeta.