
Lo spettro del default si fa sempre più reale. Dopo il discorso alla nazione del premio Nobel per la pace orwelliana Barack Obama per un compromesso sull’aumento del tetto del debito, caduto nel vuoto in Congresso, il presidente della Camera statunitense, il repubblicano John Boehner, ha dovuto rinviare nuovamente il voto sul piano per la riduzione del debito Usa per l’opposizione dell’ala destra del suo stesso partito, legata al movimento dei Tea Party contrario a priori a ogni misura per innalzare il limite massimo della spesa. Gli Stati Uniti hanno tempo fino al 2 agosto per innalzare il tetto sul proprio debito, oggi pari a 14mila miliardi di dollari (12mila miliardi di euro). Oltre quella data gli Usa andranno incontro alla prima insolvenza della loro storia. E l’Europa trema.




























































