Lodo Mondadori: Berlusconi ci ha guadagnato illecitamente

«Fininvest si salva senza bisogno di nessuna norma
e la norma è molto equilibrata.
La più giusta che si possa immaginare.
Ma non l’ho scritta io. E per Tremonti era sacrosanta
»
[Silvio Berlusconi - presentazione libro di Scilipoti, 07 luglio 2011]

Una delle qualità più brillanti del Capobanda è, e dove Silvio Berlusconi è, nel suo genere, un grande artista e un grande illusionista è nel creare degli stati d’animo, nel rendere comuni delle opinioni sue, nel dare valore di verità inoppugnabili ad affermazioni arbitrarie, spesso a delle trovate polemiche. In questo senso egli conosce bene la psicologia degli italioti. I giudici della II Corte d’Appello di Milano hanno condannato Fininvest a risarcire Cir per la vicenda del Lodo Mondadori alla cifra di 540 milioni 141 mila 059,32 centesimi di euro alla data della sentenza di primo grado dell’ottobre 2009, più gli interessi e le spese decorsi da quel giorno, seppur ridotto da 750 a 560 milioni di euro.

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IO so che TU sai che LUI sa

Questa non è una storia di controspionaggio, logge occulte o strutture parallele (che non esistono) e neanche servizi segreti. È solo la grottesca storia, della famigerata norma salva-Fininvest. Un codicillo nascosto, poi abortito, studiato da geni della matematica, dell’economia e della giudisprudenza, le cui uniche e prime armi di distrazione di massa a disposizione erano una lavagna su cui scrivere e un gesso. Un’innocente modifica, inserita nella manovra economica, a due articoli del codice di procedura civile (283 e il 373) che avrebbe obbligato il giudice (che ora ne ha solo facoltà) a sospendere l’esecutività di condanna nel caso di risarcimenti superiori ai 20 milioni di euro (10 in primo grado) dietro il pagamento di «idonea cauzione», in attesa che si pronunci in via definitiva la Cassazione: ergo, si sarebbe sospeso il risarcimento da 750 milioni di euro che Fininvest deve alla Cir se fosse stato confermato in appello dai giudici di Milano, il verdetto di I grado sul Lodo Mondadori. L’ennesimo regalo elargito al Capobanda, e confezionato da generosi basisti, a sua insaputa. Il “Non ne so niente” ha un senso ben preciso. Con queste parole Bossi ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano di commentare il proposito di Berlusconi a ripresentare il lodo Mondadori. Poi, rispondendo ai cronisti sull’eventuale conoscenza di Tremonti in merito, ha detto: “Non lo sapeva nessuno, nemmeno Tremonti”. Bossi tace, ma non convince. Lui è la stampella del governo, perché queste cose non le sa? A quei tempi dormiva beatamente. Al di là dell’evidente demenza momentanea (o forse perenne) di questi personaggi, il dato di fatto è che la triade delle dichiarazioni assurde è ormai non solo organico al Pdl ma direttamente alla squadra di governo: il cretino prevalente. La forma più nobile di demenza.

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