Purtroppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gli italiani

Unexpected Israel” è l’evento che si tiene a Milano dal 13 al 23 giugno per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. La manifestazione prevede eventi culturali, un’installazione multimediale in Piazza del Duomo e il Business Summit Italia-Israele. Questo è quanto si trova davanti agli occhi chiunque apra il sito web Unexpected Israel. In quanto Italiana, mi sorge subito una domanda: ma cosa c’entra l’unità nazionale con Israele? Nel periodo delle guerre d’indipendenza e della proclamazione del Regno, nell’area oggi occupata da Israele vi era una zona, quella palestinese, con circa 500.000 abitanti, di cui 400 mila arabi musulmani, 60 mila arabi cristiani e appena 20 mila arabi ebrei. I capisaldi del sionismo in nuce apparvero nel pamphlet Roma e Gerusalemme: l’ultima questione nazionale scritto nel 1862 dal tedesco Moses Hess, massone ebreo come il suo ex-collega Karl Marx. Hess pretendeva l’instaurazione in Medio Oriente di uno stato ebraico, che sarebbe stato utile alle potenze europee, garantendone gli interessi e favorendo la civiltà occidentale nel mezzo del barbaro Oriente. Ecco dunque il primo punto di contatto fra l’Italia e Israele: la formula di Massimo D’Azeglio secondo cui fatta l’Italia, bisognava fare gli Italiani, venne fatta propria da Hess, che riteneva si dovesse prima creare uno stato ebraico e poi plasmarne il popolo trasformandolo in una nazione.

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Il vergognoso finanziamento del FMI

La francese Christine Lagarde, il nuovo direttore generale
del Fondo Monetario Internazionale (Fmi)

La Liberia, paese africano tra i più poveri del mondo, ha una popolazione di poco superiore ai 4 milioni di abitanti, un Pil, per l’anno 2010, di poco inferiore a un miliardo di dollari ed un Pil pro capite di 226 dollari Usa all’anno (dati di fonte FMI). Il Pil pro capite è dunque di molto inferiore ad un dollaro al giorno. Il Fondo Monetario, stando ai sui fini statutari, tra gli altri ha il compito di ridurre gli squilibri esistenti fra i vari Stati e quindi verrebbe da pensare che un Paese povero come la Liberia sia uno di quei Paesi che riceve aiuti dal Fmi, appunto al fine di ridurre la propia immensa povertà. E’ così? Neppure per sogno! Di quei miseri 226 dollari che ogni liberiano ha annualmente a disposizione, ben 47,69 dollari vanno al Fmi; il 21,10% del Pil pro capite va al Fmi, sotto forma di quota di partecipazione al fondo (dati di nostra elaborazione su dati di fonte Fmi). Questa la vergognosa attuazione del Fmi. Ovviamente la Liberia è un caso estremo, ma tutti i Paesi poveri sono fortemente penalizzati ed indebitati da un agire che considerare vergognoso è poco. Andiamo per ordine e vediamo come si finanzia il Fondo. Al finanziamento del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) partecipano 187 paesi, che in totale apportano, per l’anno in corso, circa 377.710 milioni di dollari. In che misura avviene l’apporto dei vari Paesi? Considerati i fini statutari, cioè cercare di ridurre gli squilibri esistenti fra i vari Stati, verrebbe da pensare che il fondo sia finanziato soprattutto dai Paesi ricchi al fine di aiutare i più poveri. E’ così?

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Cina, la fabbrica del dragone e l’industria del debito

Le amministrazioni locali cinesi hanno ammassato debiti per un totale di 10.700 miliardi di yuan (pari ad oltre un quarto del prodotto interno lordo della Cina), ovvero 1.650 miliardi di dollari. La cifra è stata resa nota da un dirigente della Corte dei Conti, Liu Jiayi, che ha fornito un’indicazione precisa riguardo ad un problema considerato dagli analisti come potenzialmente in grado di far tremare il sistema finanziario della nazione asiatica. È la prima volta che le autorità cinesi rendono pubblico l’ammontare dell’indebitamento degli enti periferici. La preoccupazione, infatti, è che molti degli enti locali che hanno ricevuto capitali in prestito dalle banche possano presto risultare non più in grado di far fronte alle rate dei loro debiti, mettendo così a rischio gli stessi istituti che hanno erogato i finanziamenti. La cifra di 10,7 “trilioni” di yuan è gigantesca, nel 2010 è stato 39.798 miliardi. Perciò, secondo Liu, è necessario che le autorità cinesi adottino un piano ad hoc per cercare di arginare il problema, prevenendone le potenziali conseguenze.

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USTICA: 31 ANNI. La vergogna di Stato ancora continua

Ustica, 27 Giugno 1980. Alle 21:04, mentre era in rotta da Bologna a Palermo, il Douglas DC9 nominativo I-TIGI, compagnia Itavia, volo IH870, giunto in prossimità dell’isola, perdeva improvvisamente i contatti con il Centro di Controllo Regionale di Ciampino e precipitava nel Mar Tirreno. L’aereo volava a oltre 25.000 piedi, rispettando tutte le prescrizioni del controlo del traffico aereo. Aveva effettuato tutti i controlli e le revisioni periodiche, ed era condotto da personale abilitato ed esperto che aveva goduto dei prescritti turni di riposo. Tutte le 81 persone a bordo perivano nel disastro. I-TIGI era sotto il controllo del Centro regionale di controllo del traffico aereo di Ciampino e sotto la sorveglianza dei radar militari di Licola (vicino Napoli) e di Marsala (in Sicilia). Cominciava così il più grande mistero dell’aviazione civile di tutti i tempi.

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BANCHE CENTRALI: USURA GLOBALIZZATA

Il governatore di Bankitalia SpA, Mario Draghi
che succede al tecnocrate francese Jean Claude Trichet
alla presidenza della Banca Centrale Europea 

Le banche centrali, come la Banca d’Italia e la Banca Europea sono istituti che hanno la funzione dell’emissione del denaro, ovverosia hanno la delega dello Stato a stampare biglietti di banca ed a coniare monete metalliche. Tali banche, contrariamente a quello che tutti credono, non sono un organo dello Stato, controllato dal popolo attraverso i parlamenti, ma sono società private, indipendenti, strettamente collegate fra di loro. Gli azionisti di tali enti nazionali di emissione sono infatti i più importanti istituti di credito privati e assicurazioni: nel caso della Banca d’Italia, sono Banca Intesa SpA, Unicredito Italiano SpA, San Paolo IMI SpA, Banco di Sicilia SpA, Assicurazioni Generali ed altri ancora (scaricabile in basso, ndr). La situazione non è stata sempre questa poiché le principali banche, dette di Prevalente Interesse Nazionale, sono state le azioniste di maggioranza della Banca d’Italia, fino a qualche decennio fa, ma esse erano “irizzate”, cioè sotto il controllo statale dell’I.R.I., l’Istituto per la Ricostruzione Industriale. Tale istituto era stato creato con successo dal fascismo allo scopo di nazionalizzare molte primarie industrie italiane per evitarne il fallimento per la crisi economica internazionale del 1930 e per attenuare le gravi ripercussioni per la nostra economia soprattutto sul piano occupazionale. La Banca d’Italia era quindi in pratica, sia pure indirettamente, sotto il controllo del governo. Ma con la privatizzazione delle banche di Preminente Interesse Nazionale, in effetti è stata privatizzata anche la Banca d’Italia. E di conseguenza è venuta meno la funzione di controllo che essa deve esercitare sul comportamento delle banche ormai tutte private del paese, poiché queste sono i suoi proprietari.

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UN’UNICA REGIA OCCULTA

L’ideologia del “libero mercato”, assegnante poteri pressoché illimitati alle lobbies finanziarie private, vacilla paurosamente; l’area planetaria divenuta centro di irradiazione di questa funesta ideologia, identificabile nei tre poli della “Trilateral Commission” (l’area nippo-euro-americana), mostra – chiari – i sintomi del disfacimento finale. Problemi divenuti irrisolvibili, come l’incremento costante della produzione di oggetti (nella stragrande maggioranza completamente inutili alle necessità umane), la devastazione del mondo del lavoro, della previdenza sociale, della sanità e dell’istruzione, la ricerca spasmodica di nuove fonti di energia, stanno decretando la saturazione e la morte non solo di questo sistema, ma dell’intero ambiente terrestre. Eventi apparentemente “sconnessi”, fatti compiutisi nei luoghi più disparati, distanti migliaia di chilometri l’uno dall’altro, testimoniano l’agonia di un sistema bicentenario, ma anche l’agonia di moltitudini umane ad esso completamente asservite.

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CAMPAGNA MONDIALE CONTRO LE SCIE CHIMICHE

FATE GIRARE E PARTECIPATE. Questa è una campagna mondiale: il 25 giugno ognuno di noi dovrà far partire 4 email con il testo che è sotto riportato. E’ importante che tutti lo facciano, ripetiamo è una campagna mondiale che il 25 giugno inonderà le Pubbliche Amministrazioni di domande a cui si vuole una risposta. Abbiamo avuto successo con i referendum ed ora avanti tutta CONTRO LE SCIE CHIMICHE. Poi sarà la volta delle onde elettromagnetiche, con gli Ogm. Noi tutti siamo una forza inarrestabile, uno tsunami che travolge la menzogna.

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DEMOCRAZIA EXPORT. La guerra continua

Dopo aver reiterato l’accusa che “l’Afghanistan è stata la base degli attacchi” alle Due Torri dell’11 settembre 2001 – e con la totale assenza di prove su un coinvolgimento diretto dei Talibani, allora al potere a Kabul – il presidente Obama ha dichiarato “largamente acquisiti” gli obiettivi della guerra di invasione e di occupazione Usa della nazione del Medio Oriente. Il presidente Usa ha quindi dichiarato che l’Afghanistannon rappresenta più una minaccia terroristica agli Stati Uniti” e che dunque “il tempo della guerra volge al termine” anche per rivolgere l’attenzione alla “ricostruzione” interna della nazione americana. Così i primi 10 mila uomini rientreranno “at home” entro la fine dell’anno, altri 23 mila entro l’estate del 2013 e i rimanenti 67-70 mila entro il 2014.

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NAPULE E’ MILLE CULURE

Lettere al blog. Giriamo ai lettori del blog, scusandoci per i problemi tecnici e di aggiornamento che stiamo effettuando in questi giorni, la mail di Michele Frascogna da Napoli, che scrive: Napoli è una delle città a maggior densità di risorse culturali e monumenti nel mondo che ne testimoniano la sua evoluzione storico-artistica. Il centro storico è stato annoverato dall’UNESCO tra i patrimoni mondiali dell’umanità con la motivazione: «Si tratta di una delle più antiche città d’Europa, il cui tessuto urbano contemporaneo conserva gli elementi della sua storia ricca di avvenimenti. I tracciati delle sue strade, la ricchezza dei suoi edifici storici caratterizzanti epoche diverse conferiscono al sito un valore universale senza uguali, che ha esercitato una profonda influenza su gran parte dell’Europa e al di là dei confini di questa».

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CON L’ALIBI DELLA DEMOCRAZIA

Il mondo in cui viviamo, ci sentiamo ripetere un pò in tutte le sedi da un abbondante paio di decenni, ha oltrepassato l’epoca delle infatuazioni ideologiche e dei pregiudizi che a lungo ne erano derivati. Una volta lacerato il velo d’ignoranza che quei condizionamenti avevano tessuto, ci troveremmo dunque a dover fare i conti con le cose nude e crude e, congedate le astratte diatribe, saremmo obbligati a muoverci, finalmente, sul terreno della prassi. Le opinioni pubbliche, si dice con crescente frequenza, esigono risposte concrete a problemi reali. Gli eterei dibattiti sui modelli ideali di società, sui traguardi luminosi dell’umanità e sulle presunte incarnazioni del Paradiso in terra che hanno ubriacato le folle del ventesimo secolo sarebbero diventati relitti da museo, passatempi per sparute conventicole incapaci di prendere la misura dei tempi nuovi. Così, non c’è dubbio, pretenderebbe che stessero le cose secondo la vulgata massmediale. Ma chiunque getti un’occhiata al di là della cortina fumogena delle interpretazioni che ci vengono somministrate quotidianamente da stampa, radio, televisione e siti internet, qualche dubbio fatica a non farselo venire. Davvero l’era della propaganda, delle versioni di comodo degli eventi propinate per servire gli interessi di questa o quella parte politica, economica o di altra natura, delle litanie allarmanti o consolatrici intonate per allargare la platea dei fedeli e zittire i riottosi si è conclusa, sostituita da una fase storica nella quale l’intelligenza e il senso critico degli individui possono finalmente liberarsi? Prendiamo qualche esempio di quest’ultimo periodo per sincerarcene.

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Prima si salva l’euro…poi il popolo ellenico

Finiti i motti nazionali come “Patria, famiglia, Lavoro” – tanto per dirne uno – oramai l’asse Carolingio, protettore dell’ideologia unione-europeista impone: “Unità, Euro, liberalismo” per un’Europa prospera, libera e benestante. Tuttavia da quando i Paesi hanno firmato il Trattato di Maastricht e soppresso la moneta nazionale a discapito di una cartastraccia uniforme, sono meno prosperi e meno liberi di prima. I popoli rabbiosi e “indignati” nel vedere scomparire i risparmi di una vita, il patrimonio personale svendersi, e la morte lenta dello Stato-nazione si stanno mobilitando e continuano a farlo già da qualche settimana. In Grecia infatti, le proteste dinanzi al Parlamento di Atene stanno facendo tremare le élites euro-mondialiste.

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EMANUELA ORLANDI, QUALI VERITA’ NASCOSTE?

Nuova rivelazione su Emanuela Orlandi, figlia di un commesso della Prefettura alla Casa Pontificia, scomparsa nel 1983 all’età di 15 anni. Il 16 giugno scorso con una telefonata al programma “Metropolis”, dedicato all’anniversario della sua scomparsa e alla presentazione del libro di Pietro Orlandi e Fabrizio Peronaci “Mia sorella Emanuela”, condotta da Valentina Renzopaoli, sull’emittente RomaUno: «Io so dov’è Emanuela. È viva e si trova in un manicomio in Inghilterra, nel centro di Londra ed è sempre stata sedata. Con lei ci sono due medici e quattro infermiere. Emanuela è passata per la Germania, la Francia e l’Inghilterra. A Bolzano invece non è mai passata». L’uomo che ha telefonato si è presentato come ex agente del Sismi citando una “struttura protetta italiana”, nella quale aveva il nome in codice “Lupo Solitario” ed avrebbe deciso di parlare a 28 anni dalla scomparsa della Orlandi perché «stuzzicato» e «tirato in ballo con delle falsità» come ha spiegato, e «a questo punto paga chi deve pagare» ha affermato l’uomo senza chiarire il senso delle sue parole. Quando Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, gli ha chiesto quale fosse il movente del sequestro, l’uomo ha risposto: «Devi scavare in fondo a cosa faceva tuo papà, mi dispiace Pietro, scoprirai cose che non ti piaceranno». Mitomane o testimone, il mistero si infittisce.

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Gold bless America: la fine del sogno americano

Giunge la confessione ufficiale:La Federal Reserve Usa non possiede nemmeno un’oncia d’oro”. Lo ha ammesso, il primo giugno, Alvarez Scott, avvocato della Federal Reserve il banco centrale (privato) degli Stati Uniti, nel corso di un dibattito con il congressista repubblicano Ron Paul. Scott ha dichiarato è dal 1934 – dalla grande crisi economica e finanziaria Usa “risolta” da Roosevelt imponendo ai suoi cittadini di entrare in guerra contro l’Italia e la Germania – che la Federal Reserve non possiede alcuna riserva di oro, e nemmeno di argento. Poveri Usa e poveri americani.

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AVANTI TUTTA VERSO IL PEGGIO

Domenica 12 giugno si è tenuto, a Roma, l’ormai abituale appuntamento con il Gay Pride, la giornata mondiale del cosiddetto orgoglio omosessuale. E mentre barbuti giovanotti si scambiavano ostentatamente i loro baci sulla bocca, politici e amministratori intervenivano, approvavano, benedicevano: tutti insieme appassionatamente, uniti e solidali nel deprecare il razzismo e l’omofobia di ieri e nell’inneggiare alle presenti e future meraviglie della sedicente liberazione sessuale. Il mattino del giorno dopo, alle otto (e cioè in una fascia oraria in cui si può stare ben certi che nessuno, e specialmente gli studenti, l’avrebbe seguita), andava puntualmente in onda, su Rai 3, una delle eccellenti trasmissioni di Rai Educational dirette da Giovanni Minoli, nella fattispecie dedicata al dramma della marina italiana nella seconda guerra mondiale. Più che sotto il profilo tecnico della storia militare, nel quale venivano dette cose risapute e anche alcune delle solite versioni di comodo, il programma era eccezionalmente interessante per la presenza di alcune interviste a personaggi che fecero la guerra sul mare o a studiosi di quella generazione, che l’hanno accostata anche dal punto di vista culturale e ideale. Sembra quasi incredibile che vi fosse una intera generazione di Italiani che, dal comandante all’ultimo marinaio, nutriva sentimenti di così profonda abnegazione, di un tale senso del dovere, di una così limpida dirittura morale: persone che preferivano andare a fondo con la propria nave, piuttosto che subire l’onta del disonore (eccezion fatta per l’umiliante pagina dell’8 settembre, quando gran parte della Regia marina si consegnò al nemico, ma in quel caso per obbedire a uno scellerato ordine del sovrano, cui aveva giurato fedeltà assoluta).

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La genesi maligna degli Stati Uniti d’America

L’evoluzionismo massonico è un inganno poiché cela dei secondi fini, tutto secondo il trucco delle due verità, usato sistematicamente alla stregua di una setta. John Kleeves nei suoi lavori (Vecchi trucchi e Sacrifici umani Ed. Il Cerchio- Rimini) addossa la responsabilità di ciò che gli statunitensi sono allo spirito protestante, senza mai nominare la massoneria, e questo è un gran brutto segno, perchè può significare che anche costui è infinocchiato in tale movimento. In realtà nella nascita di questo nuovo popolo, l’influenza della massoneria è stata preponderante, e si può dire che i massoni ci hanno messo l’intelaiatura, cioè il disegno e il progetto, e i protestanti il contenuto e la sostanza. Con la scoperta del nuovo mondo e l’emigrazione in esso, ebrei e massoni intuirono subito le enormi possibilità che si dischiudevano; per la prima volta al mondo era data loro la possibilità di plasmare una nuova realtà e un nuovo popolo adattandoli ai loro intendimenti, un popolo fatto su misura per i loro fini, e l’esperimento e la manipolazione sono riusciti in pieno! I massoni hanno giocato al “piccolo alchimista” con l’intera umanità, applicando in grande ad essa l’opera del “separando” alchemica, interpretata a rovescio naturalmente, e per scopi maligni, come si addice a una setta contro-iniziatica.

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DEBITO PUBBLICO, APRILE: 1.890,622 miliardi di euro

Nuovo record per lo stock del debito pubblico che, in valori assoluti, tocca ad Aprile quota 1.890,622 miliardi di euro contro i 1.868,060 miliardi di Marzo, segnanzo un rimbalzo di oltre 22 miliardi. E’ quanto risulta dal Supplemento al Bollettino Statistico n°30 del 14/06/2011 di Bankitalia dedicato alla Finanza pubblica. Cresce il debito degli enti locali balzando a 114 miliardi, sfiorando così il record assoluto di 114,040 miliardi toccato lo scorso Maggio. Il debito locale ha segnato dall’inizio dell’anno una crescita di 3 miliardi (+2,7%), mostrando un trend di crescita superiore al 2,5% segnato dal debito globale delle amministrazioni pubbliche. Buono l’andamento delle entrate fiscali nei primi quattro mesi dell’anno: il gettito, secondo i calcoli della Banca d’Italia, al netto dei fondi speciali della riscossione, si è attestato a 111.056 milioni di euro, rispetto ai 104.794 milioni dello spesso periodo del 2010 (+5,97%). Ad Aprile il risultato è stato di 27,5 miliardi contro i 25,1 miliardi dello stesso mese del 2010. Continua a leggere…

HABEMUS QUORUM

È stata vittoria schiacciante del SI, con percentuali bulgare. Chiamati a votare per l’abrogazione di norme sui servizi pubblici locali, sulla gestione dell’acqua, sull’energia nucleare e sul legittimo impedimento del presidente del Consiglio e dei Ministri, gli italiani hanno risposto in oltre 27.622.000 (Italia+Estero), pari a circa il 57%, decretando la validità di tutti e 4 i referendum e cancellando le norme oggetto dei quesiti. Il SI ha sfondato quota 26 milioni (quasi il 96% dei votanti) ai due referendum sull’acqua (SCHEDA ROSSA: 25.935.372 votanti, 95,35%; SCHEDA GIALLA: 26.130.637 votanti, 95,80%) mentre i NO sono stati 1.265.495 (4,65%) e 1.146.639 (4,20%). All’abrogazione delle norme che consentono la produzione nel territorio di energia elettrica nucleare (SCHEDA GRIGIA) hanno detto SI 25.643.652 di italiani (94,05%), mentre i NO sono stati 1.622.090 (5,95%). Infine, il legittimo impedimento del presidente del Consiglio e dei Ministri a comparire nei processi penali (SCHEDA VERDE). Gli italiani hanno spazzato via anche quella parte dello scudo che era stata salvata dalla sentenza della Corte Costituzionale. Si torna così alla norma prevista dal codice di procedura penale uguale per tutti i cittadini: lo hanno deciso, con il SI all’abrogazione dello scudo, 25.736.273 di italiani (94,62%), contro 1.462.888 (5,38%) che hanno votato NO.

Come diventare canaglie: i crimini di guerra della Nato in Libia

Mother and daughter raped and murdered by NATO ‘rebels’ in Misurata

Questo articolo è dedicato a tutti coloro, italiani e stranieri, che hanno appoggiato e ancora appoggiano la guerra contro la Libia; a coloro che, giustamente e doverosamente, si battono per i diritti dei popoli alla libertà e all’auto-determinazione, ma che, non si sa bene per quale magica ragione, accettano che in Libia la popolazione locale sia massacrata e violentata dalle gang delle forze Nato – tra cui pure i soldati d’Israele. È una storia che la CNN non seguirà. La sera tardi c’è qualcuno che bussa a una porta a Misurata. I soldati armati fanno uscire a forza le giovani donne libiche con le armi puntate contro di loro. Una volta spinte le donne e gli adolescenti nei camion, i soldati costringono le donne a un’orgia di gruppo con i ribelli NATO o con chiunque sia presente davanti ai loro mariti e ai loro genitori. Quando i ribelli della NATO hanno terminato di divertirsi con lo stupro, i soldati tagliano la gola alle donne.

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La COSA NOSTRA della finanza non vuole disturbatori

L’annuale riunione dei principali banditi internazionali dell’Alta Finanza e della Grande Industria riuniti nel gruppo Bilderberg si sta svolgendo nella pressoché totale indifferenza dei giornali e delle televisioni, sia estere che italiane. Molti di quei media sono infatti di proprietà dei gentili ospiti dell’albergo di Saint Moritz. A nessuno di essi interessa dare spazio a quanti stanno protestando contro la riunione. I soliti rompiballe complottisti che non accettano che il reale potere del mondo sia concentrato lì in Svizzera e non nelle cancellerie dei governi come dovrebbe essere. E poi che volete che sia una riunione nella quale i più ricchi, potenti e influenti uomini dell’Occidente (per lo più nordamericani ed europei), ma c’è anche qualche turco, discutono dei problemi di più stringente attualità che interessano tutti gli uomini del mondo? Dagli equilibri geopolitici alla crisi dei mercati finanziari, dal controllo delle fonti di energia all’instaurazione di un governo mondiale, dalla crisi dei conti pubblici nei Paesi dell’euro alla creazione di una moneta unica emessa da una Banca globale. In fondo, anche se la riunione si svolge a porte chiuse e se al termine non vengono emessi comunicati ufficiali, si tratta di questioni di cui si interessano anche i governi.

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L’UOMO CHE HA FOTTUTO UN INTERO PAESE

«The man who screwed an entire country» – L’uomo che ha fottuto un intero Paese. The Economist torna ad attaccare Berlusconi “Nonostante il suo successo personale, è stato un disastro come leader nazionale“, definendolo “un malessere cronico” e bocciandone senza appello la politica di governo, a 8 anni dal celeberrimo Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy – Inadatto a governare l’Italia, e a 5 dall’altrettanto polemico Time for Italy to sack BerlusconiE’ tempo di licenziarlo. L’occasione di questa ultima cover è la pubblicazione di uno speciale di 14 pagine (leggi in basso la traduzione dell’articolo pubblicato online che per ragioni di Copyright © non è possibile tradurre integralmente) sull’Italia realizzato per l’anniversario dei 150 anni. L’analisi di John Prideaux, autore del report, lascia emergere un Paese fermo che paga con la «crescita zero» le mancate riforme: «L’Italia ha tutte le cose che le servono per ripartire, quello che serve è un cambio di governo».

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