
Il premio Nobel per la pace orwelliana Barack Obama – «per i suoi straordinari sforzi nel rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli» – è il secondo presidente Usa ad aver annunciato la fine della guerra in Iraq: il criminale di guerra George W. Bush lo fece il 1 maggio 2003 – “Mission accomplished” – dalla portaerei Uss Abraham Lincoln ancorata nel Golfo. Obama lo annunciò il 31 agosto 2010 (2.716 giorni dall’invasione democratica del 2003) dallo Studio Ovale, comunicando la fine della missione di combattimento americana “Iraqi Freedom“, con l’impegno di completare il ritiro di tutte le forze Usa dall’Iraq entro la fine del 2011. Obama evitò accuratamente di dire che la missione era compiuta, si limitò a dire che la missione era conclusa: «it’s over». Il peso del messaggio era evidente, aveva promesso agli elettori in campagna elettorale che avrebbe chiuso il capitolo della guerra di Bush e potè così dire di aver mantenuto la parola data: «Gli Stati Uniti hanno pagato un prezzo enorme per mettere il futuro dell’Iraq nelle mani del suo popolo: adesso è giunto il momento di voltare pagina», annunciò l’inquilino della Casa Bianca in un discorso alla nazione. Thank you. May God bless you. And may God bless the United States of America, and all who serve her.




























































