«DEMOCRAZIA SOSTENIBILE», la dottrina Hillary Clinton

Se drammatiche e cruente sono le notizie che giungono sulla situazione dell’Oriente arabo, precise ed insistenti sono invece quelle riguardanti l’intromissione nella vita economica e politica degli Stati Uniti che ne vorrebbero il controllo. Il Pentagono ha fatto capire di essere pronto, nel caso in cui fosse necessario, ad un intervento militare in Libia, precisando tuttavia che in ambito Nato “non c’è consenso per fare ricorso alla forza“. Ecco le manifestazioni della volontà di Washington di preparare questo settore Mediterraneo alle eventualità che i disordini in corso potrebbero determinare. Tutte le popolazioni dell’Oriente arabo – o perchè sottoposte a mandato o in virtù di clausole d’alleanza – respirano un’atmosfera di guerra, sono tenute nel timore di un improvviso attacco, sono piegate ad accettare le limitazioni personali o patrimoniali che lo stato di guerra comporta, la paralisi della vita economica e commerciale che tale situazione suole creare. La parola “occupazione“, quindi, va ovviamente presa in senso più ampio. Le occupazioni non passano più necessariamente per una presenza militare. Quest’ultima è una modalità come tante altre.

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