OBAMA, IL PIFFERAIO (POCO) MAGICO

La “missione impossibile” di risollevare gli Usa dalla crisi del 2008 si conferma impossibile. E quello che doveva essere il Presidente delle Meraviglie si conferma un bluff tragicomico. Obama si è risvegliato e ha annunciato un piano di austerità per andare incontro all’opinione pubblica americana sempre più delusa dal suo operato. Il messia democrat doveva salvare il mondo dall’ingiustizia universale, ricordate? A più di due anni dall’incoronazione elettorale, tuttavia, il suo bilancio è misero. Ora è facile dire “l’avevamo detto”. Resta difficile dirlo ancor oggi per gli illusi che non vogliono ammettere che era e si conferma un imbroglio annunciato. Un lifting nero fatto al Potere di Washington. Un Bush travestito. L’evento centrale della storia americana e mondiale di questi anni, la crisi finanziaria, Barack ha finto di governarla con qualche ritocco alle regole ma ne ha buttato sotto il tappeto le cause, coprendone i colpevoli. Attorniato da uomini di quella Wall Street che ha puntato su di lui dopo aver disarcionato il predecessore, di fatto ha salvato il sistema speculativo che aveva causato la bolla e ha messo il sigillo presidenziale ai profitti stratosferici delle banche d’affari uscite vincitrici e ingrassate dal crollo delle rivali più deboli.

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