EGITTO, SI E’ DIMESSO LO ZIO DI RUBY

L’ottantaduenne presidente egiziano, Hosni Mubarak, comunemente conosciuto come lo zio di Karhima Rashida el Marhug - in arte Ruby Rubacuori, la cubista allora minorenne che ha tolto il sonno a Silvio Berlusconi - dopo 18 giorni di manifestazioni di piazza si è dimesso dal suo mandato incaricando le forze armate di gestire la situazione nel Paese. Gli avvocati del raìs hanno già detto che faranno causa a Berlusconi. Proprio dopo l’annuncio delle dimissioni che sono state accolte con un tripudio di bandiere in piazza Tahrir, il prezzo del petrolio è sceso. Infatti, nei giorni scorsi i timori che i disordini in Egitto potessero provocare il blocco del Canale di Suez, da dove transitano 2,4 milioni di barili al giorno diretti in Europa e Usa, avevano fatto schizzare oltre i 100 dollari il listino del greggio. In Egitto si è sfiorata una guerra civile? Cosa importa alla politica italiota, paraculeggiando l’Italia rimane sia il più importante partner commerciale europeo che il secondo a livello mondiale dell’Egitto. Il BelPaese prima deve risolvere le “sue” guerre interne, quella di Berlusconi contro Fini e l’altra di Berlusconi contro i Pm di Milano.

Continua a leggere…

La Kabala e il Talmud: lo strano esoterismo ebraico

All’indomani della distruzione del Tempio di Gerusalemme, come abbiamo visto, si aprì il capitolo forse più triste e il momento più delicato nella storia dell’ebraismo. Il problema più rilevante per i capi religiosi del Sinedrio fu quello di mantenere una rigida ortodossia nel rispetto della legge mosaica per l’insieme delle distinte comunità che vivevano disperse nei confini dell’Impero di Roma e oltre. Avvenne in questo periodo che i farisei, rimasti liberi di imporre la loro ferrea volontà, incominciarono a richiedere ai loro dottori della Legge di mettere per iscritto quelle che, fino a quel momento, erano state delle disposizioni di natura orale, trasmesse di maestro in maestro, nell’ambito del rabbinato fondamentalista. Accadde allora che i rabbini iniziarono a compilare dei trattati, o meglio i loro studi basati su loro interpretazioni della Legge mosaica. Per dare risposte il più chiare possibile ai nuovi problemi derivati dalla situazione di diaspora verificatasi e soprattutto riguardo ai precetti da seguire in circostanze ritenute eccezionali (come appunto l’abbattimento del Tempio) questi rabbini si impegnarono dunque a dare al loro popolo una serie di codici di natura legislativa che, riuniti assieme, avrebbero preso il nome ebraico di Talmud, lo Studio della Legge.

Continua a leggere…