
L’ottantaduenne presidente egiziano, Hosni Mubarak, comunemente conosciuto come lo zio di Karhima Rashida el Marhug - in arte Ruby Rubacuori, la cubista allora minorenne che ha tolto il sonno a Silvio Berlusconi - dopo 18 giorni di manifestazioni di piazza si è dimesso dal suo mandato incaricando le forze armate di gestire la situazione nel Paese. Gli avvocati del raìs hanno già detto che faranno causa a Berlusconi. Proprio dopo l’annuncio delle dimissioni che sono state accolte con un tripudio di bandiere in piazza Tahrir, il prezzo del petrolio è sceso. Infatti, nei giorni scorsi i timori che i disordini in Egitto potessero provocare il blocco del Canale di Suez, da dove transitano 2,4 milioni di barili al giorno diretti in Europa e Usa, avevano fatto schizzare oltre i 100 dollari il listino del greggio. In Egitto si è sfiorata una guerra civile? Cosa importa alla politica italiota, paraculeggiando l’Italia rimane sia il più importante partner commerciale europeo che il secondo a livello mondiale dell’Egitto. Il BelPaese prima deve risolvere le “sue” guerre interne, quella di Berlusconi contro Fini e l’altra di Berlusconi contro i Pm di Milano.





























































