SPOSTARE “B” NEL CESTINO E RIAVVIARE L’ITALIA

Lettere al blog. Giriamo ai lettori del blog la mail di M.G da Bologna, che scrive: «Giovedì 3 febbraio scorso è stato un giorno a suo modo memorabile per il Parlamento italiano, un giorno unico e mai visto finora, un giorno in cui il Parlamento ha votato voterà e approvato a maggioranza una bugia sapendo che di bugia si trattava. Si è votato non su qualcosa che poi si sa essere una bugia e neanche su una verità dimezzata o oscurata per ragioni di Stato. No, giovedì 3 febbraio 2011 il Parlamento italiano ha votato e approvato una bugia che tutti sanno da settimane essere una bugia, tutta una bugia, niente altro che una bugia. Nell’ambito dell’inchiesta sul “caso Ruby”, a favore della restituzione degli Atti alla Procura di Milano, come proposto dalla giunta per le Autorizzazioni a procedere, si sono espressi 315 deputati. I no sono stati 298. Un astenuto sui 614 presenti».

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BRETTON WOODS Nr.2? NO, GRAZIE

Le bolle debitorie stanno dimostrando la colossale truffa che si annida e si realizza con un’emissione monetaria delegata a quegli istituti d’emissione privati definiti dai Signori del denarobanche centrali”. Per correre ai ripari e mantenere ben strette le proprie rendite da usura, questi signori stanno ora cercando di propinare un qualche correttivo, adombrando il cosiddetto “ritorno all’oro”: in qualche modo una riesumazione dei famosi patti di Bretton Woodsimposti al mondo dai vincitori della seconda guerra mondiale – e comunque mantenendo inalterate le prerogative delle banche di emissione, diventate ormai il centro di potere sovrano sulle economie dell’Occidente e oltre. Un pannicello caldo. Come nota in un suo recente commento Savino Frigiola, la riproposizione di un sistema di parità fisse ancorate all’oro non frenerebbe certo l’incontrollata emissione delle banconote - parliamo soprattutto del dollaroo dei certificati valutari speculativi. Lo dimostrano i conti ex post della stessa Federal Reserve – la banca (privata) di emissione Usa – che risulta aver stampato ed emesso dollari pari a ben nove volte le riserve di oro possedute.

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