ALL’ATTENZIONE DELL’ONOREVOLE SMEMORATO

“Pronto? Parlo con Giulio Andreotti” – “Dipende…”. Nel post precedente è stato inserito un articolo dal quotidiano RINASCITAIdV: pensioni facili per i parlamentari- a firma di P.S, nel quale in calce abbiamo riportato la trascrizione scritta dell’intervento in Aula dell’on. Borghesi Antonio (IDV) che con un ordine del giorno chiedeva di provvedere «alla soppressione degli assegni vitalizi, sia per i deputati in carica che per quelli cessati». Nell’intervento è riportato testualmente: «Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese». Continua a leggere

CHIACCHIERE E VITALIZIO

Quale lavoratore in Italia si gode una pensione da più di tremila euro mensili per aver prestato la propria opera per soli 68 giorni? E’ questa la domanda che pone Antonio Borghesi (IdV) alla Camera per rappresentare un ulteriore fattore di distacco che isola il Palazzo dal popolo. E’ ovvio che soltanto un parlamentare della Repubblica possa avere una sostanziosa pensione (loro la chiamano “assegno vitalizio”) per poco più di un mese e mezzo di “lavoro”. E Borghesi pone un problema vero: nel Paese reale ci vogliono in genere quarant’anni di contributi versati per vedersi assegnata una pensione, nel Paese cosiddetto “legale” non soltanto bastano pochi giorni ma si parla di diverse migliaia di euro mensili. Continua a leggere