TOH, LA SOCIETA’ MULTICULTURALE E’ FALLITA

In Germania, dunque, “il modello multiculturale è totalmente fallito”. In Italia, invece, i suoi fanatici sostenitori continuano imperterriti a sventolarne la bandiera. Dai “centri sociali”, alla confindustria, a Fini. La lapidaria affermazione del cancelliere tedesco Angela Merkel, avanzata nel corso del congresso a Potsdam dei giovani cristiano democratici e cristiano sociali è giunta come un fulmine a ciel sereno nelle acque immote della politica europea. La Merkel, e su un argomento così politicamente scorretto, non ha certo avuto peli sulla lingua. Pur attenuando la sua dichiarazione con una premessa di prammatica “la Germania rimane una società aperta”, il cancelliere tedesco ha infatti ribadito che la sua Nazione “non ha bisogno di un’immigrazione che pesi sul nostro sistema sociale”. In Germania, va ricordato,  il dibattito su questo tema è stato innescato dalla pubblicazione del saggio “La Germania si disfa” di Thilo Sarrazin, ex senatore socialdemocratico e membro del direttorio della Bundesbank, che ha sostenuto che l’immigrazione “sta portando il Paese all’abbrutimento”. Su Sarrazin – “l’intollerante”, il “traditore” delle neo-dottrine aperturiste dell’Spd e della sinistra ai crauti – è piovuto un diluvio di feroci critiche, chiamiamole così, “istituzionali”.

Il popolo tedesco, nei sondaggi e nelle lettere ai giornali su stampa o elettronici, si è invece in gran parte schierato con lui. Fino all’85 per cento delle interviste o delle dichiarazioni “dal basso” rifiuta il modello di società multiculturale imposto dall’american way of life. In pratica Frau Merkel ha dato voce e corpo, con le sue parole, ad un sentire comune tedesco, geloso delle proprie radici culturali nazionali, ma fin qui soffocato nel profondo delle coscienze dalla cultura dominante iniettata in terra tedesca dopo la guerra mondiale. C’è da sottolineare che fino a tutti gli anni Sessanta e anche oltre, i lavoratori immigrati in Germania, erano definiti e considerati “Gastarbeiter”, lavoratori-ospiti. Lavoratori temporanei, cioè, non da assimilare nella società nazionale tedesca. Così fu – fino al boom economico italiano – per i nostri connazionali lì espatriati per lavoro e in massima parte rientrati nella loro terra di origine.

Così è stato per le ondate di gastarbeiter che sostituirono gli italiani, gli spagnoli, i greci, i portoghesi. Così, però non è stato per la successiva ondata turca, vanamente frenata da una legge del 1973 per fermare il reclutamento di lavoratori stranieri, la “Anwerbestopp”.  L’etnia turca si trasformò negli anni in stanziale, le famiglie si riunirono ai lavoratori già insediati in Germania, un’ondata di concessioni di “asilo politico”, dopo il golpe militare del 1980, amplificò il fenomeno. Oggi, trent’anni dopo, sembra giunta la resa dei conti.

La Germania non vuole né sa come “assimilare” culturalmente, eticamente, linguisticamente, un popolo diverso che vive entro i suoi stessi confini. E non si tratta di mancato “rispetto per la diversità”, come cianciano i demagoghi di turno. Si tratta di preservare la propria stessa cultura, il proprio essere nazione, comunità di popolo.

P.S.

Interessante notare, al margine di questo argomento-chiave per il futuro stesso dell’Europa, il Fini-pensiero, cerchiobottista, esternato nel corso della sua recente vacanza di Stato a Rabat, in Marocco. Secondo il presidente pro-tempore della Camera, nonché neofita della società aperta, il multiculturalismo è un valore che va salvato soltanto dall’anarchia: l’integrazione va soltanto regolata “con la parità dei diritti” e “il rispetto dei doveri”. Non a caso il rivendicatore della estrema bontà dei repentini cambi di casacca è stato definito di fresco, anche ieri, sul “Corriere, da Ernesto Galli della Loggia, una sorta di quaquaraqua “buonista” e “politicamente corretto” degno “del miglior Scalfaro d’annata”. Non c’è bisogno di aggiungere un ulteriore commento.

da Ugo Gaudenzi, direttore RINASCITA

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1 commento

  1. [...] Alemanno dovrebbero aprire gli occhi e sintonizzarsi con radio Londra e radio Berlino, dove il multiculturalismo viene ormai considerato da Cameron e dalla Merkel fallimentare. E dove la stessa accoglienza tout [...]


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