LA POLVERINI IN GERMANIA. VOLEVA LA RIVINCITA

«Domani stesso formalizzerò per iscritto al parlamento la posizione della mia giunta per accelerare l’iter legislativo per istituire il reato di negazionismo come chiesto dal presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici»

Lo ha detto il neopresidente della regione Lazio, l’ex sindacalista UGL tutta casa e Ior, la neogollista riformista del socialismo – si fa per dire – sindacale, quella che al tempo in cui era segretario regionale ha mentito in un atto pubblico ed evaso 19.000 euro nell’acquisto di un appartamentino romano (zona Aventino, 6 stanze, 3 bagni, 3 balconi, 2 box e 1 cantina, al prezzo stracciato di 272.000 euro e che essendo sopravvenuta Santa Prescrizione oggi i tempi di legge per gli accertamenti sono scaduti e non rischia più nulla), Renata Polverini, nel martedì di Coppa in trasferta nel campo di Birkenau, nel complesso sportivo di Auschwitz, dopo essere uscita dagli spogliatoi con i finalisti delle squadre juniores del “Torneo della memoria”. Renata Polverini, accompagnata nella visita guidata dal magazziniere Riccardo Pacifici, ha sottolineato che «questo reato deve essere introdotto anche in Italia, come in Francia e Germania, perchè abbiamo avuto una parte di storia molto brutta, il fascismo, e per questo dobbiamo sostenere con forza questa proposta». I missionari della libertà e dell’amore del PDL, sentiti i commissari vaticani, dopo l’abbuffata di polenta e vaccinara, chiederanno il rinvio dell’incontro…

LA DEMOCRATAGGINE DE “LA REPUBBLICA”

Lettere al blog. Giriamo ai lettori del blog la mail di Alfred Olsen, editore del sito web HOLY WAR e presidente del Movimento di Resistenza Popolare l’Alternativa Cristiana, che scrive appellandosi al diritto di rettifica diniegatogli dal quotidiano “la Repubblica” in riferimento all’articolo pubblicato il 15 ottobre scorso – “La Shoah? Una fandonia, un complotto. Viaggio nel negazionismo via internet”, a firma di Marco Pasqua. Premessa, ndr. L’art. 8 della legge sulla stampa 47/1948 stabilisce che “il direttore o, comunque, il responsabile è tenuto a fare inserire gratuitamente nel quotidiano o nel periodico o nell’agenzia di stampa le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini od ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale”. Ci sono due categorie di giornalisti in Italia, quelli che fanno il mestiere più antico del mondo e quelli che raccontano l’informazione esattamente per i fatti realmente accaduti. Gira voce in Rete, la storiella di un giornalista italiano in cerca di lavoro. Dice: «Se avete bisogno di un giornalista italiano che parla bene in inglese, ha dimenticato il suo tedesco, che si esprime in un francese non molto comprensibile e che in ebraico sa dire solo “OBBEDISCO”, sono pronto a lavorare con voi».  Continua a leggere

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