IL PROFUMO DELLA VITA

Ci mancava solo la bestemmia dentro le barzellette del pifferaio magico di Arcore. Il video pubblicato dal sito web de L’Espresso, in cui il poeta seduttore di escort e veline Silvio Berlusconi racconta una barzelletta contro Rosy Bindi non è piaciuto a baciapile, papalini e cattocomicisti italioti: «C’è una cultura della battuta a ogni costo che ha preso piede e fa brutta la nostra politica. E su questo tanti dovrebbero tornare a riflettere», ha detto il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio. Già, l’ottimismo è il profumo della vita e la rappresentazione su due zampe per capire quanto vale la misura del potere in mano agli uomini che del potere hanno fatto lo strumento del loro profitto.

ESPORTARE LA DEMOCRAZIA IN UN CLICK

La civiltà delle immagini. Quando due anni fa è stato pubblicato il libro «The $3 Trillion War», i suoi autori venero ampiamente accusati di esagerare sui costi a lungo termine delle operazioni militari in Iraq e in Afghanistan. Ora, i ricercatori ritengono che tali stime erano troppo basse. Joseph Stiglitz, premio Nobel 2000 per l’Economia, e Linda Bilmes, docente di politica pubblica all’Università di Harvard, hanno detto che il numero di veterani in cerca di cure mediche postcombattimento e il costo del trattamento di questi individui è di circa il 30% più alto di quanto stimato nel 2008. Il vero costo a lungo termine della guerra Usa in Iraq e Afghanistan rivede al doppio le stime precedenti spiegando che le spese delle due guerre arriveranno a 6 trilioni di dollari, ovvero a 6 mila miliardi di dollari. Permettere che siano riprese e mostrate le malinconiche catene di montaggio delle bare, sarebbe utile per accelerare il ritiro dall’Iraq e dall’Afghanistan, dove continuano, a «vittoria» conclamata, a morire soldati ogni 48 ore? Dal 1991, il rimpatrio delle salme dei soldati uccisi in guerra non deve essere visto dal pubblico (divieto introdotto durante la Guerra del Golfo, dall’ex presidente americano George Bush senior – poi mantenuto da Bill Clinton e George W. Bush – proibiva la copertura mediatica di queste cerimonie. A prescindere dal consenso delle famiglie, non era permesso scattare e pubblicare una sola fotografia), per non fiaccare il morale della nazione. Come ha sempre sostenuto Colin Powell: «Il popolo americano tollera i caduti in guerra, purché, e fino a quando, capisca e condivida le ragioni per le quali sono morti».

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