IL PARLAMENTO DEI NOMINATI E DEGLI INDAGATI

Il Senato della Repubblica ha concesso la fiducia al governo ed approvato in seconda lettura il ddl intercettazioni che passa ora alla Camera dei Deputati.  I voti favorevoli sono stati 164, i voti contrari 25. Hanno votato sì Pdl e Lega. Hanno votato no Idv, Udc, Api e Radicali. Non hanno partecipato al voto Pd, Mpa, Svp, i sette senatori a vita e l’ex presidente del Senato Marcello Pera. 

Angela Finocchiaro (PD): «Con questa legge voi volete nascondere i vostri affari, l’uso privato delle risorse pubbliche e tutelare la vostra privacy perché volete il popolo cieco bue. Da qui comincia il massacro della libertà e noi vogliamo che risulti evidente».

Il testo del maxiemendamento oggi al voto di fiducia: clicca qui

LA CRISI DELL’EURO NELL’USUROCRAZIA EUROPEA

Due notizie. La prima è che la commissione per gli Affari economici e monetari del Parlamento europeo ha discusso lunedì 1 giugno la relazione di Saïd El Khadraoui, socialista belga, che propone di mettere un tetto alle retribuzioni di banchieri e di manager delle società quotate in borsa. La proposta dovrebbe essere approvata dalla plenaria in luglio. Si legge in una nota del parlamento europeo: «Stipendi di banchieri e manager sul banco degli imputati: livelli di rischio eccessivi, premiati con bonus da capogiro, hanno fatto sì che banche e imprese privilegiassero i rendimenti a breve termine piuttosto che la stabilità finanziaria. E così le buste paga dei manager continuavano ad aumentare mentre si creavano le premesse per la crisi finanziaria». La seconda, il 7 giugno scorso, invece, i ministri delle finanze dell’eurozona hanno finalizzato la creazione del Fondo europeo di stabilità finanziaria (della durata di 3 anni e con sede in Lussemburgo) per gli Stati membri dell’Ue in crisi. Come la Grecia, per esempio, ma non solo: Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda hanno un indebitamento altrettanto preoccupante. Continua a leggere…