IRAQ. LA VERITA’ E’ REATO

Rivelare la verità è reato. Bradley Manning, un analista informatico dell’intelligence nordamericana è stato arrestato con l’accusa di aver trasmesso di nascosto a una ong, nello scorso aprile, il video che testimoniava di una strage compiuta da militari statunitensi a Baghdad nel 2007. Il video aveva fatto il giro del mondo, era la registrazione di un’azione di militari Usa a bordo di un elicottero Apache. I soldati colpirono mortalmente dodici persone dopo essersi accertati in modo superficiale del fatto che queste possedessero delle armi. Ma i bersagli erano disarmati, e nel raid, che colpì anche il furgone dal quale le persone erano scese, vennero feriti anche due bambini, che si erano nascosti all’interno del veicolo. Continua a leggere…

DELIRIUM

«Dopo che la magistratura abruzzese ha indagato per omicidio colposo i membri della Protezione Civile che non hanno saputo avvisare i cittadini del terremoto (pausa), se uno ha avuto qualcuno che è morto sotto le macerie (applausi…!!!) ed ha una mente fragile magari gli viene in mente di sparargli un colpo in testa. Quindi la Protezione Civile non si recherà più in Abruzzo finchè esisterà questa accusa di omicidio colposo».

Silvio Berlusconi
Presidente della Giustizia “Fai da te”
(Assemblea Fereralberghi, 08 giugno 2010)

Omicidio colposo: è l’accusa rivolta dalla procura dell’Aquila ai membri della Commissione Grandi rischi che il 31 marzo scorso, 6 giorni prima del terremoto che sconvolse L’Aquila, parteciparono alla riunione che si tenne nel capoluogo abruzzese. Sono 13 gli indagati della Commissione grandi rischi per il filone di inchiesta sul mancato allarme per il terremoto del 6 aprile del 2009. CASA DELLO STUDENTE: Claudio Botta (ingegnere progettista), Giorgio Gaudiano (responsabile al collaudo per l’acquisto dello stabile da parte del Cda dell’allora Opera universitaria dell’Aquila nel 1977), Walter Navarra (ingegnere incaricato dal cda Opera universitaria 1977), Bernardino Pace (progettista e direttore dei lavori dello stabile), Carlo Giovani (direttore dei lavori per la Regione Abruzzo), Pietro Centofanti (progettista e direttore dei lavori di restauro), Tancredi Rossicone (progettista e direttore del restauro), Massimilianio Andreassi (progettista e direttore deilavori di restauro, incaricato di controlli mai eseguiti), Pietro Sebastiani (responsabile dell’area tecnica dell’Adsu nonché presidente della commissione di collaudo dei lavori di ristrutturazione. Quello che disse ai ragazzi il 30 marzo di stare tranquilli), Luca Valente (attuale direttore Adsu), Luca D’Innocenzo (assessore al comune dell’Aquila e attuale presidente dell’Adsu, unico politico coinvolto). CONVITTO NAZIONALELivio Bearzi e Vincenzo Mazzotta (dirigente del settore edilizia e pubblica istruzione della Provincia de L’Aquila).

Quattro altre persone facevano parte dell’elenco degli indagati ma sono nel frattempo decedute. Si tratta di Antonio Miconi, titolare dell’impresa che costruì nel 1965 la casa dello studente; Igino Angelini, proprietario all’epoca della struttura: Remo Fonzi, nel 1965 incaricato di controllare la regolarità dei lavori; Ettore Pietrosanti, dirigente dell’ufficio settore demanio della Regione Abruzzo.

I NUMERI DELLA CATASTROFE, 6 APRILE 2009:

VITTIME: 308
FERITI: Oltre 1500 dei quali 200 in gravi condizioni
SFOLLATI: Circa 65.000 dei quali 22.000 ospitati nelle tendopoli

E c’era pure chi lo applaudiva…

LA GLOBALIZZAZIONE DELLA MENZOGNA

Due notizie, trasmesse quasi in contemporanea, hanno occupato le pagine dei giornali nei giorni scorsi. La prima, ampiamente pubblicizzata, concerneva l’assalto israeliano al convoglio umanitario diretto a Gaza; la seconda, soffocata dalla prima, riportava le dichiarazioni di Horst Köhler, presidente della Repubblica federale tedesca e già direttore del Fondo Monetario Internazionale, circa gli interessi economici che starebbero alla base delle  cosiddette operazioni di “peacekeeping”. Un filo comune  lega in qualche modo le due notizie. E’ assodato che se Israele, con la sua collocazione geografica in un’area altamente strategica, non rappresentasse un interesse per gli Stati Uniti e i loro alleati, lo Stato ebraico avrebbe smesso da tempo di fare impunemente i propri comodi. Meno assodato – e comunque insolito nella prassi diplomatica – è che una personalità come il Presidente della Repubblica  Federale tedesca ci venga a dire senza mezzi termini che le guerre condotte  in nome della libertà e per esportare democrazia in realtà nascondono fini tutt’altro che ideali e leciti. Ma andiamo per gradi. Continua a leggere…