L’arroganza sionista non risparmia nessuno. Quando persino Benedetto XVI (265° papa della Chiesa cattolica) ha dovuto piegarsi al ricatto ebraico rinviando la beatificazione di Pio XII, niente dovrebbe più stupire se il cameriere di Arcore segue a ruota – nel vano tentativo di eguagliarla – la sottomissione finiana del 2003. Ciò che è in gioco per l’Italia, questa volta, vale molto di più: il BelPaese, infatti, ossequioso sino alla nausea nei confronti dei suoi padroni di Washington e Tel Aviv, ha ritenuto suo compito accusare il legittimo governo dell’Iran di ogni crimine e terrorismo. Sarà la vera disfatta economica, politica e sociale per tutti gli impiegati di Governo e per l’intera colonia-Italia. Privati di essenziali fonti di energia ed esposti al rischio attentati non sarà difficile prevedere che periremo nel modo più supino e poco onorevole. Forse solo allora, toccato il fondo, gli Italiani inizieranno a reagire?
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